Domenica Donald Trump ha confermato che incontrerà il nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, aprendo a una possibile distensione tra il presidente e la nuova stella politica dei Democratici, che entrerà in carica a gennaio. «Il sindaco di New York ci vuole incontrare e organizzeremo qualcosa, stiamo lavorando perché accada», ha dichiarato Trump ai cronisti all’aeroporto di Palm Beach, in Florida.

La mossa segna un netto cambio di tono da parte di Trump, che per mesi aveva attaccato Mamdani definendolo «comunista» e «islamista», e minacciando di tagliare fondi federali alla città o addirittura di deportarlo in Uganda, dove è nato. Mamdani ha vinto le elezioni del 4 novembre sconfiggendo l’ex governatore Andrew Cuomo con quasi nove punti percentuali, emergendo come simbolo della resistenza contro le politiche aggressive e anti-immigrati del presidente. Il 34enne ha condotto la sua campagna con un programma progressista, puntando su politiche sociali ambiziose e sullo slogan «Trump-proofing New York» (proteggere New York da Trump). Mamdani ha però ribadito la disponibilità a collaborare con chiunque, incluso Trump, se questo può favorire i cittadini.
