Il 14 dicembre il Cile andrà al ballottaggio per eleggere il nuovo presidente. Al primo turno, è arrivata in testa Jeannette Jara, candidata del governo ed esponente del Partito comunista, con circa il 26 per cento dei voti. Poco distanziato José Antonio Kast, avvocato ultraconservatore del Partito Repubblicano, che ha ottenuto intorno al 24 per cento.

Kast è il favorito a diventare il nuovo presidente del Cile
Nonostante il vantaggio iniziale, Kast resta il favorito della seconda tornata. Le figure della destra e dell’estrema destra, che complessivamente hanno raccolto quasi il 30 per cento, hanno infatti dichiarato il loro sostegno al candidato liberista. Kast porta avanti un programma incentrato sulla lotta all’immigrazione irregolare e alla criminalità, con proposte ispirate ai modelli statunitensi e salvadoregni. Jara, al contrario, deve fare i conti con un elettorato già concentrato su un’unica candidatura progressista, e il suo spazio di espansione è più ristretto. In campagna elettorale ha puntato sulla continuità con alcune misure del governo Boric, di cui è stata ministra del Lavoro, senza però riuscire a contrastare del tutto la forte attenzione pubblica sulla sicurezza.

