Regno Unito, le nuove regole sull’immigrazione rischiano di causare una crisi sanitaria

Le nuove restrizioni sull’immigrazione annunciate dal governo britannico rischiano di scatenare una crisi senza precedenti nel Servizio sanitario nazionale (Nhs), già sotto forte pressione dalla pandemia. Secondo una ricerca del Royal College of Nursing citata dal Guardian, fino a 50 mila infermieri potrebbero lasciare il Regno Unito se le nuove misure dovessero essere approvate. Il piano del governo, volto a ridurre la migrazione netta, prevede regole molto stringenti: i migranti dovranno attendere fino a 10 anni per ottenere lo status di residente permanente, invece dei cinque attuali. Inoltre, i requisiti di inglese e di qualifiche professionali saranno alzati, imponendo il livello universitario a tutti i lavoratori stranieri, inclusi i familiari.

Regno Unito, le nuove regole sull’immigrazione rischiano di causare una crisi sanitaria
Keir Starmer (Imagoeconomica).

Senza residenza permanente, e nonostante paghino le tasse, gli infermieri non potranno accedere a sostegni statali o cambiare liberamente occupazione, aumentando il rischio di sfruttamento da parte del datore di lavoro. Per quantificare il possibile impatto di queste regole, il Royal College of Nursing ha condotto un sondaggio su oltre 5 mila infermieri stranieri, rilevando che il 60 per cento di chi non ha ancora lo status di residenza ritiene molto probabile che il giro di vite influenzi negativamente la decisione di restare nel Regno Unito. Ciò potrebbe tradursi in un esodo di professionisti, con conseguenze drammatiche per la sicurezza dei pazienti e le lista d’attesa.