Elezioni regionali in Veneto, Campania e Puglia: i risultati

I sondaggi li indicavano come strafavoriti e il voto ha confermato le indicazioni dei mesi precedenti: Alberto Stefani, Roberto Fico e Antonio Decaro raccolgono il testimone di governatore da Luca Zaia, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano in Veneto, Campania e Puglia. Dopo l’ultima due giorni di elezioni, la partita delle Regionali di questo autunno tra centrodestra e centrosinistra termina dunque 3-3. Con una costante: l’affluenza in forte calo. In Veneto – dove la Lega ha doppiato Fratelli d’Italia – è calata addirittura di 16,5 punti rispetto al 2020. Ecco l’esito del voto nelle tre Regioni dove i cittadini sono andati al voto il 23 e il 24 novembre.

Campania, Conte esulta: «Non saltellano più»

Fico, Decaro e Stefani hanno vinto con oltre il 60 per cento dei voti. Giunta in Campania per celebrare la vittoria di Fico, esponente del M5s, Elly Schlein ha affermato che «un’alternativa a Meloni c’è» e che «il riscatto parte dal Sud». Da parte sua, il neogovernatore ha promesso il rafforzamento della sanità territoriale e ribadito il no all’autonomia differenziata. Poi: «Sono venuti qui tutti i ministri, hanno promesso qualunque cosa con la forza dei ministeri. Quindi oggi questa regione, questa maggioranza batte il governo Meloni». Giuseppe Conte, presidente pentastellato, ha scritto sui social: «Non saltellano più. Abbiamo vinto ascoltando i bisogni delle persone, delle famiglie in difficoltà, dei lavoratori, delle imprese. Ha perso chi di fronte alle difficoltà degli italiani saltella e oggi cade rovinosamente. Fico ha battuto sonoramente un candidato di Fratelli d’Italia, un esponente del Governo Meloni, senza mischiarsi a una lotta nel fango. Per il M5s è una doppietta storica: due governatori di Regione in due anni, quando prima non ne avevamo avuto mai nessuno».

Decaro: «Collaborerò con il governo»

In Puglia vittoria senza patemi di Decaro su Luigi Lobuono, civico sostenuto dal centrodestra. «Il Pd ha già un segretario che si chiama Elly Schlein, io ora sarò il presidente della Regione Puglia, il presidente dei pugliesi», ha detto l’erede di Emiliano rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se intendesse correre prossimamente per la leadership dem. Poi: «Io non so fare politica tirando pugni, ma cercando di conoscere i problemi dei miei concittadini e provando a dare risposte concrete. Non sono superuomo. Ho anche pianto e non me ne vergogno, rivendico le mie fragilità, anche perché di queste mi occuperò. Questo sarà il mio lavoro per i prossimi cinque anni, non avrò nemici ma avversari. Così ho fatto quando ho fatto sindaco, quando sono stato rappresentate sindaci. Attuerò una leale collaborazione con il governo, qualunque sarà colore politico».

Stefani: «Dedico questa vittoria ai nonni»

In Veneto la vittoria di Stefani su Manildo non è mai stata in discussione. Da sottolineare però l’exploit della Lega, che si attesta attorno al 36 per cento nel voto delle liste, doppiando di fatto Fratelli d’Italia. Notevole l’effetto-Zaia, considerando che alle ultime europee FdI aveva quasi triplicato il Carroccio. «Gli assetti interni non sono un problema, non sono mai stati l’assillo per noi, non lo erano prima quando ci davano tutti per vincenti e non lo sono adesso che la Lega, grazie al fatto di avere un presidente uscente e un candidato presidente ha raccolto il voto utile», ha dichiarato il coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo. Aprendo la conferenza stampa per celebrare l’elezione a presidente del Veneto, Stefani ha scelto di «dedicare questa vittoria a tutti i nonni che hanno lasciato un segno nella vita dei propri nipoti».

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