Israele lancia un’operazione su vasta scala in Cisgiordania

L’esercito israeliano ha lanciato una «vasta operazione militare» nel nord della Cisgiordania occupata. Secondo l’Idf, l’azione è parte di «un’operazione antiterrorismo», distinta da quella iniziata a gennaio nei campi profughi di Jenin, Nur Shams e Tulkarem. L’esercito ha rafforzato significativamente la sua presenza nella provincia di Tubas, dispiegando bulldozer militari e aprendo il fuoco con elicotteri Apache in aree residenziali. L’operazione ha interessato Tubas e le città di Aqaba e Tammun, con coprifuoco imposto e ingressi sigillati da sbarramenti e checkpoint. Le ambulanze hanno subito restrizioni nei movimenti, diverse case a Tammun, Tubas, al-Far’a e Tayasi sono state trasformate in postazioni militari, mentre scuole e luoghi di lavoro hanno sospeso le attività.

Israele lancia un’operazione su vasta scala in Cisgiordania
L’esercito israeliano in Cisgiordania (Ansa).

Il governatore di Tubas: «Operazione politica»

Il governatore della provincia di Tubas, Ahmad Al-Asaad, in un post su Facebook ha definito «l’operazione politica, non legata alla sicurezza» e ha creato un comitato d’emergenza per coordinare assistenza umanitaria e servizi essenziali. Israele sostiene che l’azione miri a colpire «individui ricercati». La comunità palestinese invece denuncia l’ennesima escalation nella regione, mentre Israele continua a condurre raid nella Striscia di Gaza.

Nel 2025 in Cisgiordania sono stati sfollati 32 mila palestinesi

Dal 7 ottobre 2023, l’escalation israeliana nella Cisgiordania occupata ha causato almeno 1.082 morti palestinesi e circa 11 mila feriti, con oltre 20 mila arresti. Secondo Human Rights Watch, inoltre, solo quest’anno 32 mila palestinesi sono stati sfollati dai campi profughi a Jenin, Nur Shams e Tulkarem: è la più grande dislocazione in Cisgiordania dal 1967. La Corte Internazionale di Giustizia ha dichiarato illegale l’occupazione israeliana e chiesto lo smantellamento degli insediamenti, mentre oltre 700 mila israeliani vivono nelle colonie.