Non solo la cessione di Gedi, Elkann pensa di uscire anche dall’Economist

Il giocattolo si è rotto, la grande fuga dalla stampa sembra ormai irreversibile. Non c’è solo la vendita del gruppo Gedi nei piani di John Elkann: il nipote di Gianni Agnelli sarebbe pronto a uscire anche dall’azionariato dell’Economist. Per un addio quindi totale al mondo dell’editoria, a dimostrazione di quanto sia montata la disaffezione della famiglia nei confronti dei media.

Non solo la cessione di Gedi, Elkann pensa di uscire anche dall’Economist
John Elkann (foto Imagoeconomica).

L’unico business su cui Elkann ha confermato l’impegno è quello sportivo, visto che ha appena ribadito all’assemblea dei soci della Juventus l’intenzione di non cedere quote, nonostante una gestione che negli ultimi anni sta trascinando il club in una lunga agonia tra scelte sbagliate ed esoneri, mentre sul futuro aleggia l’ombra dello scontro di visioni con Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether, socio di minoranza.

In trattativa con l’armatore greco per la vendita del gruppo Gedi

Sul fronte editoriale proseguono le trattative per la cessione di Repubblica con l’armatore greco Theodore Kyriakou, imprenditore in società con il fondo sovrano dell’Arabia Saudita di Mohammed bin Salman. L’ultima novità è che sul tavolo pare ci sia anche La Stampa. L’offerta per tutto il gruppo Gedi si aggira intorno ai 140 milioni: nel 2020 Elkann ne aveva versati 220 nelle tasche dei De Benedetti. Oggi i due quotidiani pesano sui bilanci di Exor, la holding di famiglia, per appena 72 milioni.

Non solo la cessione di Gedi, Elkann pensa di uscire anche dall’Economist
Il ceo di Exor John Elkann in visita alla sede del quotidiano La Stampa dopo l’irruzione violenta dei manifestanti pro Pal (foto Ansa).

All’Economist 10 anni fa la scalata fino al 43,4 per cento

Il prossimo passo può essere dunque quello di disfarsi della quota di controllo di The Economist Group: nel 2015 Exor ne era diventata azionista di maggioranza relativa, aumentando nettamente la sua partecipazione dal 4,7 al 43,4 per cento del capitale. Dieci anni fa Elkann disse di essere lieto «di confermare il nostro ruolo di azionisti di lungo termine». Oggi forse quel lungo termine è finito. E il futuro editoriale digital first dei giornali probabilmente non si è dimostrato così roseo come se lo era immaginato John. Non è un caso che nella vendita del Gruppo Gedi gli asset più appetibili siano le radio: Radio Deejay, Radio Capital e m2o.