FdI propone di legalizzare di nuovo la cannabis light, poi fa dietrofront

Fratelli d’Italia ha annunciato in serata che ritirerà l’emendamento alla legge di Bilancio che mirava a regolarizzare la vendita della cannabis light. Ne aveva dato notizia oggi pomeriggio l’Ansa. L’emendamento alla Manovra di bilancio, firmato dal senatore Matteo Gelmetti e inserito tra i segnalati, estendeva la legge del 2016 sulla canapa anche alle infiorescenze – fresche o essiccate – e ai derivati liquidi destinati al fumo o all’inalazione, purché con una presenza di Thc non superiore allo 0,5 per cento. La norma avrebbe consentito di nuovo la commercializzazione di questi prodotti, oggi proibita dal decreto Sicurezza che ha equiparato la cannabis light alle sostanze stupefacenti, colpendo una filiera da migliaia di imprese.

Perché FdI vuole regolarizzare la vendita della cannabis light

L’emendamento di Fdl non rappresentava una liberalizzazione della cannabis light: riapriva il mercato solo entro limiti stretti e imponendo un’accisa del 40 per cento sul prezzo finale, che avrebbe rischiato di mettere in ginocchio le imprese. La tempistica, inoltre, non è casuale: il gip di Brindisi ha sollevato davanti alla Consulta dubbi di incostituzionalità sull’art.18 del decreto Sicurezza, rilevando che prodotti agricoli con livelli di Thc sotto lo 0,5 per cento non possono essere trattati alla stregua di droghe. La Corte costituzionale esaminerà il caso nelle prossime settimane. L’emendamento permetteva quindi al governo di riscrivere le regole del mercato prima di una possibile bocciatura.