Scontri di Torino, la procura valuta il reato di devastazione: quando si configura

Tre gli arrestati e 24 le persone identificate e denunciate, per reati che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale al travisamento, fino all’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità al porto di armi improprie. Ma la procura di Torino sta valutando l’ipotesi di devastazione per gli scontri del 31 gennaio, avvenuti durante la manifestazione per il centro sociale Askatasuna. Ecco quando si configura questo reato.

Scontri di Torino, la procura valuta il reato di devastazione: quando si configura
Scontri tra attivisti di Askatasuna e forze dell’ordine (Ansa).

Cosa prevede l’articolo 419 del Codice penale

Tale reato è previsto e punito dall’articolo 419 del Codice penale, in base al quale «chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 285, commette fatti di devastazione o di saccheggio è punito con la reclusione da 8 a 15 anni». L’articolo 419 prevede un aumento della pena se «il fatto è commesso nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico ovvero su armi, munizioni o viveri esistenti in luogo di vendita o di deposito». Per “devastazione” si intende «l’effetto di una condotta di rovina e di danneggiamento esercitata a danno di un elevato numero di cose in un’area spaziale dalle ampie dimensioni, al punto da considerarsi minacciato l’ordine pubblico».

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Il reato viene quasi sempre compiuto da più soggetti

Insomma, la devastazione è un danneggiamento compiuto su larga scala e tale da interessare la collettività. In teoria l’autore del reato potrebbe essere unico, ma nella pratica viene quasi sempre compiuto da più soggetti, riuniti o comunque accomunati dal medesimo scopo illecito, come i partecipanti a una manifestazione che mettono a ferro e fuoco una città. Per quanto riguarda il citato articolo 285, esso configura il reato di devastazione più grave, che ha lo scopo di «attentare alla sicurezza dello Stato»: è il caso delle stragi terroristiche o mafiose.

Scontri di Torino, la procura valuta il reato di devastazione: quando si configura
Gli scontri al Partenio in occasione di Avellino-Napoli del 2003.

Dal G8 di Genova al derby Avellino-Napoli: alcuni precedenti

Per il reato di devastazione (e saccheggio) furono condannati 10 manifestanti del G8 di Genova del 2001, ritenuti responsabili a vario titolo di aggressioni violente alle forze dell’ordine con uso di armi o oggetti contundenti. Un ambito nel quale si è verificato il reato di devastazione è quello degli eventi sportivi. Il 20 settembre 2003, in occasione del derby Avellino-Napoli (poi non disputato) allo stadio Partenio ci furono violenti scontri tra tifosi partenopei e forze dell’ordine: la guerriglia causò danni ingenti e portò alla morte del supporter napoletano Sergio Ercolano, così come a condanne per otto ultrà, confermate in Cassazione nel 2025. Il reato di devastazione viene inoltre contestato in caso di esplosioni deflagranti, provocate volontariamente e causa di gravi danni alle aree circostanti.