Ancora non c’è stata la cerimonia di apertura, ma i Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina sono stati già bocciati. Almeno dal New York Times e in particolare dal corrispondente Jason Horowitz, autore di un pezzo ironicamente titolato: «Trekking tra le sedi dei Giochi Invernali in Italia? Meglio non avere fretta». Al centro dell’articolo le enormi distanze tra le sedi di gara, che si trovano «a centinaia di chilometri l’una dall’altra». E «anche quelle apparentemente più vicine sono separate da strade di montagna tortuose e ghiacciate e da vaste valli», osserva Horowitz, che forse per aggiungere un po’ di colore al pezzo racconta di essere stato soccorso da un atleta di curling su una strada ghiacciata.

L’Italia ha però esaudito le richieste del Cio
Quelli di Milano-Cortina saranno infatti Giochi “diffusi” con varie sedi sparse in tre Regioni (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige): «Le Olimpiadi si svolgeranno in otto località su circa 22 mila chilometri quadrati del nord Italia, una situazione che ha spinto i funzionari ad accogliere ogni nuovo tunnel, incremento dei servizi ferroviari o estensione delle linee di autobus come una piccola vittoria di fronte alle difficoltà organizzative», scrive Horowitz. Una scelta di sostenibilità, senza la costruzione di grandi opere ingegneristiche, evidentemente non apprezzata dal corrispondente del Nyt. L’Italia ha però esaudito in pieno le richieste del Cio, che dopo le enormi somme spese nei lavori per Pechino e Sochi aveva invitato le città candidate a privilegiare impianti esistenti.

Il racconto tra cantieri, app e una stoccata a Salvini
Per orientare atleti e spettatori, gli organizzatori – che hanno presentato la strategia diffusa come un’opportunità per esplorare porzione più ampia del territorio italiano – hanno anche lanciato una app ufficiale per i trasporti. Ebbene, il Horowitz spiega che, per uno spostamento tra Cortina e Livigno, viene consigliato un itinerario con mezzi pubblici e a piedi dalla durata di ben 18 ore e 6 minuti. Critiche anche al rush finale prima dell’inaugurazione, che ha costretto Horowitz a veri e propri slalom tra coni arancioni e cantieri. Nel pezzo hanno trovato poi spazio la storia del bambino fatto scendere da un bus in Cadore perché non aveva il biglietto olimpico e una stoccata a Matteo Salvini: «Lo spirito olimpico sembra aver portato via il populista antimmigrazione di estrema destra: ha perfino ringraziato i lavoratori stranieri che hanno contribuito alla costruzione del tunnel (a Tai di Cadore, ndr). Ma fino a un certo punto, perché ha precisato che i lavoratori immigrati non devono essere confusi con quelli che infestano le nostre stazioni».
