Caso Almasri, avviso di fine inchiesta al capo di gabinetto di Nordio. “Sono serena”

AGI - La procura di Roma ha notificato l'avviso di conclusione indagini al capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, nell'ambito dell'inchiesta sul caso Almasri. A renderlo noto è la stessa funzionaria del dicastero di via Arenula con una nota: "Appena notificato per il tramite del mio legale avviso di conclusioni delle indagini preliminari da parte della procura di Roma. Assolutamente serena, e senza condizionamenti - scrive Bartolozzi - continuerò a lavorare con senso di responsabilità".

Bartolozzi era stata iscritta nel registro degli indagati alcuni mesi fa per il reato all'articolo 371 bis del codice penale, ovvero 'false informazioni al pm'.

La fiducia del ministro Nordio

Solidarietà e massima fiducia sono state espresse dal Guardasigilli Carlo Nordio. "Avuta notizia dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti della dottoressa Bartolozzi, esprimo ancora una volta la mia massima e incondizionata fiducia sull'operato della medesima e la mia umana vicinanza rispetto ad una iniziativa sulla cui tempistica rimango perplesso", ha dichiarato il ministro della Giustizia che ha aggiunto: "Naturalmente il mio Capo di Gabinetto continuerà, con ancora maggiore motivazione, ad affiancare la mia opera di riforma".

Le accuse ai ministri

Il 9 ottobre scorso, Montecitorio aveva negato l’autorizzazione a procedere, richiesta dal Tribunale dei Ministri, per lo stesso Nordio, per il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Un ‘no’ a procedere di fatto scontato dopo che il centrodestra, compatto, aveva blindato i vertici di governo lo scorso 30 settembre, bocciando la richiesta alla Giunta per le autorizzazioni della Camera. A carico di Nordio, stando a quanto era emerso dagli atti del tribunale dei Ministri, le accuse formulate erano quelle di omissione di atti d'ufficio e favoreggiamento. Quest'ultimo reato era stato contestato, in concorso con il ministro della Giustizia, anche a Piantedosi e Mantovano. Il ministro dell'Interno e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio erano stati accusati anche di peculato in concorso.

Il caso Almasri: arresto e rilascio

Njeem Osama Elmasry Habish, capo della polizia giudiziaria libica conosciuto come 'Almasri', era stato arrestato il 19 gennaio di un anno fa a Torino su mandato di arresto della Corte penale internazionale che gli contestava il reato di crimini contro l'umanità e crimini di guerra commessi dal 15 febbraio 2015 nella prigione di Mitiga. Rilasciato dopo due giorni per presunte irregolarità procedurale dalla Corte di Appello di Roma, Almasri era stato subito riportato a Tripoli a bordo di un aereo noleggiato dallo Stato italiano.

Nuovo arresto per Almasri in Libia

Il 6 novembre scorso ad ordinare il suo arresto era stata invece la procura generale libica. Almasri era stato rinviato a giudizio per avere torturato migranti e provocato la morte di uno di loro.