Disastro alla Torre dei Conti: che farà Gualtieri? Le pillole del giorno

Alla fine, purtroppo, il morto c’è stato. Octav Stroici, estratto vivo dalle macerie della Torre dei Conti, è deceduto dopo l’arrivo al Policlinico Umberto I. E ora che si fa? I pm indagano anche sulle possibili violazioni delle norme antinfortunistiche. L’intervento era stato affidato a due aziende note nel settore, Edilerica srl e Picalarga, ma spesso entrano in gioco subappalti. Una circostanza che andrà verificata. Dal canto suo la Sovrintendenza capitolina ha chiarito che «erano state effettuate indagini strutturali, prove di carico e carotaggi per verificare l’idoneità statica della struttura, che avevano attestato le condizioni di sicurezza necessarie per procedere agli interventi». Il cerino è nelle mani del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, perché l’edificio storico è del Campidoglio.

Disastro alla Torre dei Conti: che farà Gualtieri? Le pillole del giorno
Crollo della Torre dei Conti (Ansa).

Come spiega in una nota sempre la Sovrintendenza, la torre era chiusa dal 2007 e per il suo recupero è stato stanziato uno dei finanziamenti più consistenti del Pnrr “Caput Mundi”. L’intervento in corso, denominato “ID 26 – Tor de’ Conti – Restauro e allestimento dell’edificio”, ha un importo complessivo di 6.900.000 euro e prevede opere di consolidamento statico, restauro conservativo, installazione di impianti elettrici, illuminotecnici, di sollevamento e idrici, abbattimento delle barriere architettoniche, allestimento museale dedicato alle fasi più recenti dei Fori Imperiali, realizzazione di un Centro Servizi per l’Area Archeologica Centrale, di una sala conferenze e di spazi espositivi, oltre a un percorso di visita alla Torre e alla parte ipogea». Fatto sta che la situazione, per Gualtieri, è davvero complicata: martedì la Difesa non ha fatto sorvolare via dei Fori Imperiali dalle Frecce Tricolori per la giornata delle Forze Armate, per non creare altro caos nella zona ed evitare altri danni da «repentini spostamenti d’aria», a quanto afferma un alto ufficiale. Intanto la strada che porta al Colosseo è chiusa, i bus deviati compiono un giro lunghissimo, appesantendo il traffico del centro storico. Mentre per il 5 novembre il sindaco ha proclamato una giornata di lutto cittadino. La torre verrà abbattuta? La scelta non è facile, ma i crolli potrebbero continuare. Si attende una decisione.

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Tajani in festa, Segre jr entra in Forza Italia

Antonio Tajani sprizza gioia da tutti i pori. La ‘sua’ Forza Italia continua ad attirare transfughi e mettere a segno ingressi ‘eccellenti’. A Milano, per esempio, fa rumore il tesseramento di Alberto Belli Paci, figlio di Liliana Segre, che qualche settimana fa al Giornale aveva accusato la sinistra di antisemitismo. Uno storico esponente della destra riflette: «A Roma sono tanti quelli che da anni, nella comunità ebraica, militano nel partito di Giorgia Meloni e della sorella Arianna. A Nord il passo sembra più difficile, e la prima sponda è Forza Italia. Belli Paci non sarà l’unico a dichiarare il passaggio nel partito ‘meno di destra’ della maggioranza di governo». Vedremo…

Disastro alla Torre dei Conti: che farà Gualtieri? Le pillole del giorno
Alberto Belli Paci (Imagoeconomica).

Avvisate Eleonora Daniele, sta salendo Eva Crosetta

Una volta c’era la trasmissione Droga, che fare?, ora la Presidenza del Consiglio dei ministri organizza la “Conferenza nazionale sulle dipendenze”, che si terrà il 7 e l’8 novembre il 7 e l’8 novembre al centro congressi Auditorium della Tecnica, in casa di Confindustria. La due giorni prevede sessioni plenarie e parallele, con rappresentanti istituzionali, esperti del settore, operatori dei servizi pubblici e privati, ricercatori e organizzazioni della società civile, con la presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, e poi Ignazio La Russa, Lorenzo Fontana, Giorgia Meloni. E, ancora Antonio Tajani, Alfredo Mantovano, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio, Marina Elvira Calderone, Anna Maria Bernini, Giuseppe Valditara, Andrea Abodi, Eugenia Roccella, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato (chissà perché, sarà assente il ministro Orazio Schillaci), Roberto Gualtieri, l’ad della Rai Giampaolo Rossi, per Mediaset Gina Nieri, il conduttore (e sportivo) Vittorio Brumotti. Chi sarà a moderare le due giornate? Eva Crosetta. Le sue quotazioni stanno crescendo moltissimo. Avvisate Eleonora Daniele, che al Teatro dell’Opera di Roma, alla prima di Tosca, era seduta accanto a Bruno Vespa.

Disastro alla Torre dei Conti: che farà Gualtieri? Le pillole del giorno
La conduttrice Eva Crosetta (Ansa).

Morti sulla strada, il pentastellato Turco contro Salvini

«Non è sufficiente dare due pennellate di bianco per disegnare una zona neutrale e riempire la strada di autovelox: la messa in sicurezza di un’infrastruttura è altra cosa. Sarebbe opportuno che il governo intervenisse celermente per la sicurezza di diverse ‘strade della morte’ insistenti in Italia, partendo proprio dalla Taranto-Bari, e che il ministro Salvini smettesse di privilegiare progetti infrastrutturali altamente speculativi come il Ponte sullo Stretto di recente bocciato dalla Corte dei Conti». Parole del senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 stelle, componente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Sistema Bancario, Finanziario e Assicurativo, dopo l’ennesimo incidente mortale sulla SS 100.

Report, il caso Ghiglia e la destra in subbuglio: le pillole del giorno

Il caso Agostino Ghiglia non è ancora finito, e nella maggioranza di governo cominciano a serpeggiare malumori e imbarazzi. «Crede di essere Gianni Letta», è uno dei commenti meno negativi che circolano nei confronti del componente del Garante della protezione dei dati personali, uno che ha tanti amici a destra, dove è nato politicamente. La puntata di domenica 2 novembre di Report – dopo la legnata della sanzione emessa contro Sigfrido Ranucci, che era stato oggetto di un attentato solo pochi giorni prima – ha fatto il botto di ascolti, con 1 milione e 700 mila telespettatori e il 9,7 per cento di share: è andata in onda nonostante i tentativi di bloccarla proprio da parte di Ghiglia, che aveva chiesto di non divulgare «conversazioni acquisite illecitamente» visto che riguardavano la sua «corrispondenza riservata». Ranucci però ha mostrato ugualmente un messaggio della chat dell’ufficio di Ghiglia in cui si parlava della sua contestata visita a via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia, proprio il giorno prima della multa da 150 mila euro per il caso Sangiuliano, in cui si legge: «Vado da Arianna (Meloni, ndr)». Ghiglia però si era giustificato dicendo di essere andato lì per parlare col direttore del Secolo d’Italia Italo Bocchino.

Le opposizioni intanto che fanno? Provano ad alzare i toni dello scontro. Il Partito democratico, con una nota dei suoi componenti nella commissione di Vigilanza Rai, ha chiesto «un passo indietro, chiaro e netto, da parte di chi oggi riveste ruoli di responsabilità all’interno dell’Autorità», visto che «è venuta meno, se mai è davvero esistita, la credibilità e l’autonomia dell’attuale governance». Il Movimento 5 stelle si è accodato, dicendo che «dopo quanto ulteriormente emerso dalla puntata di Report sul conflitto di interessi che coinvolge Agostino Ghiglia, ribadiamo con forza la richiesta che si dimetta. Ma l’inchiesta ha rivelato fatti gravissimi che gettano un’ombra sull’imparzialità e la credibilità dell’intera Autorità: contatti politici, rapporti ambigui e un comportamento che appare tutt’altro che indipendente. Chiediamo l’azzeramento dell’intero collegio del Garante della privacy, affinché si possa ricostruire da zero un’istituzione che sia davvero indipendente, autorevole e al servizio dei cittadini». Dai pentastellati anche un messaggio alla sorella della premier, Arianna Meloni: «Come fa a continuare a stare zitta? Anche oggi parlerà domani? Non sente il dovere di spiegare nel dettaglio cosa si è detto nel suo incontro con Ghiglia?».

Report, il caso Ghiglia e la destra in subbuglio: le pillole del giorno
Report, il caso Ghiglia e la destra in subbuglio: le pillole del giorno
Report, il caso Ghiglia e la destra in subbuglio: le pillole del giorno
Report, il caso Ghiglia e la destra in subbuglio: le pillole del giorno
Report, il caso Ghiglia e la destra in subbuglio: le pillole del giorno

A proposito di dem, Report tra l’altro ha messo in luce anche la straordinaria rete di relazioni a destra del presidente dell’Authority Pasquale Stanzione: eppure la sua nomina era stata caldeggiata dal Pd, tanto che in molti parlano, citando il romanzo di Carlo Emilio Gadda, del «pasticciaccio brutto del Garante della Privacy». Che poi: nel Garante non sono obbligati a tenere un registro degli incontri con qualsiasi persona, in particolare con i politici, e renderli pubblici? Nel centrodestra c’è molta preoccupazione: «Chi ci ha dato un problema una volta, tornerà a farlo anche per una seconda volta, e sarà peggio della precedente», sussurra qualcuno…

Report, il caso Ghiglia e la destra in subbuglio: le pillole del giorno
Pasquale Stanzione (foto Imagoeconomica).

I meloniani vogliono una nuova authority

Dopo il caos sul Garante della privacy, ecco da Fratelli d’Italia la proposta che nessuno si aspettava: creare una nuova authority, come se non ce ne fossero già abbastanza, diventate ormai cimiteri di politici riciclati. Ma a cosa servirebbe? A velocizzare le procedure di sfratto di abitazioni, in affitto a inquilini morosi da almeno due mesi consecutivi. La proposta di legge è stata presentata al Senato da Paolo Marcheschi di FdI, e prevede appunto la nascita di una Autorità per l’esecuzione degli sfratti, collegata al ministero della Giustizia. La proposta prevede che, dopo il mancato pagamento di due mensilità consecutive e la segnalazione del proprietario dell’immobile, l’inquilino ha 15 giorni per pagare. Se non lo fa, ecco l’intervento all’Authority per l’esecuzione degli sfratti che, valutati i documenti, dispone il rilascio dell’immobile entro sette giorni dal ricevimento dell’istanza. Sfratto eseguito entro 30 giorni da quando è stato emesso, prorogabili al massimo in 90 giorni. C’è già chi la chiama “legge anti-Salis”…

Report, il caso Ghiglia e la destra in subbuglio: le pillole del giorno
Paolo Marcheschi, senatore di Fratelli d’Italia (foto Imagoeconomica).

Metsola va per Formiche e scommesse

Due giornate romane, lunedì 3 e martedì 4 novembre, per Roberta Metsola, presidente del parlamento europeo. Nella sua agenda c’è una lunga serie di visite istituzionali, compreso un incontro con il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, senza dimenticare di vertici con il capo di Coldiretti, Ettore Prandini, e il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. Il board con Coldiretti è in programma nel pomeriggio di lunedì, e al termine Metsola sarà presente assieme al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani nella Galleria del Cardinale, a Palazzo Colonna, alla cena-evento organizzata da Formiche. Qui, nel think-tank di Paolo Messa, parteciperanno i presidenti e gli amministratori delegati di numerosi gruppi pubblici e privati: tavoli acquistati da sponsor e mecenati per un totale di 200 persone. Metsola e Tajani saranno insieme anche alla Fiera di Roma, all’evento “Sigma Central Europe Summit 2025”, la kermesse del settore del gioco e delle scommesse. Ma questo non ditelo a Giuseppe Conte e ai pentastellati, che contro quel comparto hanno sempre lottato, specie quando c’era Luigi Di Maio

Report, il caso Ghiglia e la destra in subbuglio: le pillole del giorno
Roberta Metsola, presidente del parlamento europeo (foto Imagoeconomica).

Mediobanca, la scomparsa di Bruna Cingano e gli intrecci con Giavazzi: le pillole del giorno

Adesso Mediobanca è tutta romana: se n’è andata anche la vedova Cingano. Il commento che serpeggia intorno a Piazzetta Cuccia si riferisce alla scomparsa di Bruna Cingano Carisi, che «il 28 ottobre, dopo una vita lunga e intensa, è serenamente mancata», come si legge nel primo necrologio apparso sul Corriere della Sera. Ma chi era Bruna Carisi? La vedova di Francesco Cingano (1922-2003), storico numero uno della Comit e poi presidente di Mediobanca dopo Antonio Maccanico. Tre i figli, Ettore, Andrea e Giovanella. Quest’ultima ha sposato l’economista (ed ex “senior advisor” chiamato al governo da Mario Draghi) Francesco Giavazzi, che verosimilmente aveva dunque ben chiare le dinamiche dell’istituto bancario. Qui un testo poco conosciuto dove Giavazzi parla della consorte Giovanella e dell’avvicinamento al buddismo. E qui, su Voci di Cortina, Giovannella confessa la sua passione ampezzana, scrivendo che «da 85 anni la mia famiglia va a Cortina, io da 70».

Mediobanca, la scomparsa di Bruna Cingano e gli intrecci con Giavazzi: le pillole del giorno
Mediobanca, la scomparsa di Bruna Cingano e gli intrecci con Giavazzi: le pillole del giorno

Nordio, festeggiamenti continui

Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio è tempo di celebrare il via libera definitivo del Senato alla riforma della Giustizia sulla separazione delle carriere dei magistrati (in attesa del referendum). In realtà i festeggiamenti del Guardasigilli sono cominciati da una settimana, grazie a un party con prodotti gastronomici pugliesi. Ed eccolo come da tradizione con il bicchiere in mano, tra burrate e prelibatezze tipiche appule. Ma non ditelo al leader pentastellato, il foggiano Giuseppe Conte.

Mediobanca, la scomparsa di Bruna Cingano e gli intrecci con Giavazzi: le pillole del giorno
Carlo Nordio, al centro, con un bel bicchiere di vino (foto da Instagram).

Chi si rivede a destra? Gramazio. Con Fini e Terzi, più Velardi

Ai tempi del suo massimo splendore elettorale, Domenico Gramazio era soprannominato “er pinguino”. A Roma erano famosissimi, lui e Teodoro Buontempo, detto “er pecora”, emblemi della destra di popolo. Buontempo è morto da anni, nel 2013, e Gramazio – dopo essere finito sotto la lente d’ingrandimento della magistratura – è tornato, a 78 anni, a fare politica. Nella serata di lunedì 3 novembre a Roma, al “Montarozzo” di via Appia Antica, va in scena l’incontro “La rivoluzione dimenticata. 1956: l’occupazione sovietica di Budapest”, con Gramazio presente in qualità di direttore di Realtà Nuova, assieme a Claudio Velardi, direttore del Riformista, e agli ex ministri degli Affari Esteri Gianfranco Fini e Giulio Terzi di Sant’Agata. Imperdibile.

Mediobanca, la scomparsa di Bruna Cingano e gli intrecci con Giavazzi: le pillole del giorno
Domenico Gramazio alla commemorazione della strage di Acca Larentia (foto Imagoeconomica).

La pazza idea al femminile per l’Eni: gli spifferi del giorno

Girano i nomi dei “generaloni” anche per il prossimo turno di presidenza dell’Eni. Dopo Giuseppe Zafarana, l’ex comandante generale della Guardia di finanza arrivato al grattacielo dell’Eur a maggio 2023 e già sul punto di essere “archiviato” da tutti, per la successione si parla di Andrea De Gennaro, attuale numero uno delle Fiamme gialle. Il mandato dura tre esercizi, ma la battaglia per conquistare l’ambitissima poltrona è già cominciata. Va detto che nelle segrete stanze del potere, quando arriva un ex militare o un ex esponente di altissimo livello delle forze dell’ordine alla guida di una grande società legata al mondo statale, anche se quotata in Borsa, si parla del classico giro di giostra, che somiglia più a una buonuscita, molto ben pagata, per il lavoro svolto quando non si era ancora in pensione. Può apparire come una cinica malignità, ma è sempre stato il ragionamento fatto dai politici, sia nella Prima Repubblica sia nella Seconda e pure nella Terza, se esiste. Anche perché con la durata di un mandato pieno da presidente si può mettere in cascina più o meno 1 milione di euro, che è sempre un bel tesoretto per la terza età. Ma potrebbe esserci una sorpresa, in Eni. Che al momento è top secret. Già, perché con la riconferma, scontatissima, di Claudio Descalzi come amministratore delegato, un super esperto del settore che non ha eguali – roba che pure i sauditi ce lo invidiano – spunta l’esigenza della parità di genere, e quindi di piazzare alla presidenza una donna. Tema importante, anche in termini di immagine. Visto che non ci sono generali di sesso femminile in uscita per andare in pensione, che si fa? Ecco così la pazza idea, che pare inverosimile ma è senz’altro considerata suggestiva da molti, fa spuntare per la presidenza di Eni il nome di Augusta Iannini. Che poi è la moglie di Bruno Vespa. Attenzione, perché ha un curriculum inattaccabile: “Tina”, come la chiamano le amiche e gli amici di lungo corso, dopo una vita passata nella magistratura attualmente è consigliere d’amministrazione, indipendente, di Snam. Quindi è già nel settore energetico. E come si legge nel suo cv, che sta girando “dove si decide”, è stata vicepresidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (ossia la Privacy) dal 2012 al 2020, è presidente degli organismi di vigilanza di Esselunga e delle consociate Atlantic ed Esserebella, ha un posto nel cda di Lottomatica Group e dell’Ospedale San Raffaele. Sarebbe una candidatura di tutto rispetto, quella di Iannini. E consoliderebbe ancora di più il legame tra Bruno Vespa e Giorgia Meloni, si sente dire nei corridoi di Palazzo Chigi.

La pazza idea al femminile per l’Eni: gli spifferi del giorno
La pazza idea al femminile per l’Eni: gli spifferi del giorno
La pazza idea al femminile per l’Eni: gli spifferi del giorno
La pazza idea al femminile per l’Eni: gli spifferi del giorno
La pazza idea al femminile per l’Eni: gli spifferi del giorno
La pazza idea al femminile per l’Eni: gli spifferi del giorno

Piano Mattei, tornano le navi tra Italia e Libia

In fondo è anche questo il Piano Mattei, quello che piace tanto a Giorgia Meloni: far tornare a viaggiare le navi tra Italia e Libia: così da Vado Ligure ecco che la compagnia Blue Lines, napoletana ma degli imprenditori libici Rodwan El Magrebi e Mohamed Ghola Aimen, collegherà il nostro Paese con il porto di Misurata. Tre le navi mercantili in mare: Marin, Lider Trabzon e Lider Haluk, lunghe fino a 150 metri, capaci di trasportare dalla frutta alle automobili, fino ai cosiddetti “fuori sagoma”, i contenitori che non richiedono temperatura controllata e i rotabili, come sottolineano dal porto della Liguria. La banchina vanta un’area dedicata ai libici in grado di far sostare nel piazzale 800 vetture in attesa del viaggio, previsto nello scalo ogni 20 giorni.

Ma Tajani aveva letto la manovra?

Si agitano, contestano la manovra elaborata da Daria Perrotta, la ragioniera generale dello Stato e “protetta” del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ma gli alleati di Meloni avevano letto le cifre che erano state inserite? Un esempio è utile: il vicepremier e ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, dalle colonne del quotidiano Milano Finanza aveva detto «molto bene» il 18 ottobre, iniziando il commento alla manovra, per continuare affermando che «è parte di una strategia complessiva che comprende i cinque anni della legislatura. La nostra visione è chiara: ridurre la pressione fiscale, aiutare il ceto medio, far crescere i salari poveri, aiutare le imprese e continuare a batterci per la sanità». Poi però il testo è stato letto a Cologno Monzese, e allora il giudizio ufficiale di Forza Italia è cambiato. Facendo venire il dubbio che il povero Tajani, di quel testo, forse aveva letto solo i titoli e non era entrato nei dettagli, come invece viene sempre fatto dalla famiglia Berlusconi quando si parla di soldi e si tocca quella che l’indimenticato Cavalier Silvio definiva la “carne viva” delle attività imprenditoriali del gruppo…

La pazza idea al femminile per l’Eni: gli spifferi del giorno
Antonio Tajani (foto Ansa).

Ferragamo piace in America, però al Borro chi ci va?

Nel Nord America le vendite di Ferragamo crescono del 15,6 per cento secondo i dati del terzo trimestre diffusi dal gruppo della moda, e non solo. Per la verità il fatturato cala, in milioni di euro, da 744 a 695. Comunque il brand Salvatore Ferragamo sta attuando una nuova strategia aziendale: certo che alla tenuta Il Borro, in Toscana, quella che una volta era del duca Amedeo d’Aosta prima di passare alla famiglia di origine avellinese che ha avuto successo nella moda, e in particolare grazie alle calzature, nessuno vuole andare a lavorare nel settore della comunicazione. Sarà perché il contratto offerto è solo della durata di un anno, e soprattutto che occorre trasferirsi per l’intero periodo nella tenuta, e quindi lontano dai centri dove i gruppi editoriali “producono” le notizie, fatto sta che nel borgo aretino ancora manca il classico ufficio stampa dedicato. Chissà se un giorno lo troveranno.

Al funerale di Ghigliani, ad di La7

Che fosse amato e apprezzato dai colleghi era cosa nota, ma a giudicare dall’afflusso di partecipanti al suo funerale era stimato anche nel mondo economico e politico. A Roma, a piazza del Popolo, si sono presentati in tanti per l’ultimo saluto a Marco Ghigliani, l’amministratore delegato di La7 morto all’età di 60 anni. Tra la folla c’era ovviamente l’editore Urbano Cairo e il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana. Sul lato sinistro fuori dalla chiesa però due persone si sono messe a parlare tra loro, lontano da orecchi indiscreti. Chi erano? Il comunicatore di Sergio Mattarella, Giovanni Grasso, e la vicedirettrice del Corriere, Fiorenza Sarzanini. «La prossima direttrice di via Solferino», sussurrava qualcuno…

Salvini e Borgonzoni vittime dei tagli di Giorgetti: le pillole del giorno

Una manovra pericolosa che ha fatto sbandare il Carroccio. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, leghista, con la sua finanziaria ha colpito due esponenti del suo stesso partito, Matteo Salvini e Lucia Borgonzoni. D’altronde si parla di 7,5 miliardi di tagli ai ministeri: i più colpiti sono Trasporti, Ambiente, Istruzione e Imprese. Salvini dovrà fare a meno di 524,9 milioni di euro, e ovviamente si lamenta. Borgonzoni invece denuncia la scure che si è abbattuta sul cinema: ha a cuore il tema anche per la delega “totale” che ha avuto dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, e così ha chiesto addirittura aiuto alle opposizioni per salvare i fondi destinati al grande schermo, cercando anche la sponda di Forza Italia, “titillando” gli interessi di Mediaset nel settore dell’audiovisivo. La sforbiciata in questo caso è stata ridimensionata, ma resta netta: «Rispetto alla bozza originale siamo passati da 190 a 150 milioni, ma troveremo quei 150 milioni», ha promesso Borgonzoni in un’intervista al Corriere della sera. Smentendo l’ipotesi di paralisi paventata dal mondo dell’audiovisivo: «Dei 700 milioni circa ne rimangono 550. Ma non sono tutti per il tax credit. Anche per le sale, il Festival di Venezia, il progetto per le scuole, il centro sperimentale di cinematografia. Quindi non è stato tagliato della metà, però la riduzione c’è stata. E, secondo me, va recuperata». Ma non ci sarà niente da fare, molto probabilmente, anche perché la ragioniera generale dello Stato, Daria Perrotta, è protettissima da Giorgetti, e al massimo darà qualche spicciolo a Salvini e Borgonzoni. Così lo scontento rimarrà.

Salvini e Borgonzoni vittime dei tagli di Giorgetti: le pillole del giorno
Matteo Salvini con Lucia Borgonzoni (foto Imagoeconomica).

Ruffini all’Istituto Sturzo con Tabacci e Follini

Sabato 25 ottobre sarà il giorno della rinascita del partito dei cattolici, ma non chiamatelo con il suo storico nome, quello della Democrazia cristiana. In ore che saranno dominate da Maurizio Landini e dalla sua Cgil, grazie alla manifestazione indetta a Roma con tanto di corteo da piazza della Repubblica fino alla basilica di San Giovanni, l’ex numero uno dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, andrà all’Istituto Sturzo per presentare il suo libro Più uno. La politica dell’uguaglianza. Per sancire l’incontro, presenti Bruno Tabacci, Marco Follini, Flavia Piccoli Nardelli (figlia di Flaminio Piccoli) e anche Elio Vito. È attesa anche una delegazione dai “sacri palazzi”, almeno dagli italiani che ancora sono presenti in Vaticano, nonostante papa Leone XIV

Salvini e Borgonzoni vittime dei tagli di Giorgetti: le pillole del giorno
Ernesto Maria Ruffini (foto Imagoeconomica).

Torna Arturo Parisi e tifa per Gentiloni

È tornato Arturo Parisi, classe 1940, quello che l’indimenticato presidente della Repubblica Francesco Cossiga chiamava simpaticamente “Artullo”. E da ex ministro della Difesa ha pensato bene di “bombardare” Elly Schlein, aggiungendosi a una nutrita lista di esponenti del Partito democratico. A La Stampa, parlando con Fabio Martini, ha detto a chiare lettere che il partito è vittima di «una deriva estremista» e rischia di ritrovarsi a guidare «un’alleanza-contro, una riedizione senile dei Fronti popolari». E chi può salvare il Pd? Ovviamente Paolo Gentiloni, e Parisi tifa per lui: «Contano i volti, i nomi, e l’esperienza. E Gentiloni gode di certo, tra quelli in campo, capacità comparabili solo col suo eccezionale curriculum. Ma non ci può essere soluzione a un problema che non si riconosce. Solo una corretta diagnosi del male può aiutarci a cercare la medicina. Il problema del Pd si chiama estremismo, per dirla una volta tanto con Lenin, una tipica malattia infantile, in questo caso sommata alla sua forma senile. In questo Nuovo Pd è in atto una deriva in gran parte congenita, alimentata dalla competizione col Movimento 5 stelle. Fino a quando il Pd sarà il primo partito, la sua deriva estremista non può che segnare e coinvolgere l’intera coalizione. Nell’aspra gara al “più uno” con i cinque stelle, non c’è “meno uno” che basti».

Salvini e Borgonzoni vittime dei tagli di Giorgetti: le pillole del giorno
Arturo Parisi (foto Imagoeconomica).

Parisi, cresciuto a Sassari, grazie alla tradizione sarda gode di lunga memoria e picchia duro anche su Enrico Letta, ex presidente del Consiglio, rendendo (indirettamente) felice Matteo Renzi: «Letta nel disinteresse dei più si inventò un Nuovo Pd, per sancire il ricongiungimento con gli scissionisti di Articolo Uno». Ma i coltelli da lanciare non erano finiti: per Parisi «dalla metafora del “campo largo” siamo passati al “campo allargato”, e, investendo sulla moltiplicazione di “tende” e tendine, siamo finiti all’accampamento. Non è di improvvisati accampamenti elettorali che c’è bisogno ma di una coalizione politica unita attorno ad un progetto che nel presente apra un futuro all’Italia». Ed è un grave «errore scambiare le primarie per la guida del partito con quelle per la guida della coalizione e quindi del governo». E mentre l’ex presidente della Regione Lazio e attuale eurodeputato Pd Nicola Zingaretti si spende in un’intervista per spiegare che è in corso una «sottovalutazione della fase della storia che stiamo attraversando» vincendo così l’ambitissimo (nel Pd) “premio supercazzola della giornata”, nella serata di venerdì “spalti gremiti al limite della capienza” nella romana Fondazione Besso per assistere al dialogo della inedita coppia formata da Elly Schlein e Mara Carfagna.

L’addio a Reviglio

«Sono Veviglio»: i più anziani giornalisti di economia ricordano ancora le telefonate dell’indimenticato ministro delle Finanze Franco Reviglio della Veneria, morto il 23 ottobre all’età di 90 anni. Quella “erre” che diventava una “evve” moscia era il terrore degli inviati delle tivù, che cercavano di fargli pronunciare parole semplici per non scatenare le ire dei «telespettatori plebei tassati da un nobile», come diceva un caporedattore di quella che una volta si chiamava “redazione economico-sindacale”. Lui non lo sapeva, ma Reviglio negli anni era stato anche definito come “conte Serbelloni Mazzanti Viendalmare”. Funerali sabato, nella sua amata Torino.

Salvini e Borgonzoni vittime dei tagli di Giorgetti: le pillole del giorno
Franco Reviglio (foto Imagoeconomica).

L’Anm al Palazzaccio nonostante Nordio: le pillole del giorno

Dite al ministro della Giustizia Carlo Nordio di farsene una ragione, per ora: sabato 25 ottobre a Roma è in programma l’assemblea generale dell’Associazione nazionale magistrati al “Palazzaccio” di piazza Cavour, nell’aula magna della Corte di Cassazione. Un luogo solenne, che “qualcuno” vorrebbe non fare più usare per le iniziative dell’Anm, ma solo per le cerimonie istituzionali come l’inaugurazione dell’anno giudiziario, invocando ragioni di tutela e conservazione culturale di quello spazio monumentale (magari con la sponda del ministero della Cultura guidato da Alessandro Giuli). Non fatelo però sapere alla cosiddetta “ala dura” della magistratura italiana… Tornando al prossimo appuntamento, qualche nome tra i partecipanti? Nicola Gratteri, il super magistrato che oggi guida la procura di Napoli, e poi Andrea Malaguti, Donatella Stasio, Edoardo Bennato, Emiliano Fittipaldi, Ernesto Carbone, Filippo Donati, Franco Coppi, Franco La Torre, Giancarlo De Cataldo, Gianrico Carofiglio, Giovanna De Minico, Giuseppe Campanelli, Mitija Gialuz, Sabina Guzzanti

L’Anm al Palazzaccio nonostante Nordio: le pillole del giorno
Alessandro Giuli e Carlo Nordio, ministri della Cultura e della Giustizia (foto Imagoeconomica).

Con Della Valle c’è sempre Abete

Folla di vip o presunti tali nella serata di mercoledì 22 ottobre a Roma, a due passi da via del Corso, per la solita festa di “Fay”, con Andrea Della Valle per strada, davanti al negozio, a stringere mani e salutare gli invitati che passavano il tempo con un bicchiere di prosecco in mano. Come da antica tradizione, all’appuntamento con la famiglia marchigiana non poteva mancare l’ex presidente di Confindustria Luigi Abete, antico sodale di Diego Della Valle.

L’Anm al Palazzaccio nonostante Nordio: le pillole del giorno
L’Anm al Palazzaccio nonostante Nordio: le pillole del giorno

Al cinema con Isabella Rossellini e Nanni Moretti

E quando ricapiterà una serata al cinema con Isabella Rossellini e Nanni Moretti? Nella serata di venerdì 24 ottobre appuntamento a Roma al Nuovo Sacher, il tempio cinematografico di Moretti, per l’anteprima speciale del documentario Roberto Rossellini – Più di una vita, di Ilaria de Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti. Nell’occasione la figlia di Ingrid Bergman e Roberto Rossellini introdurrà il documentario e dialogherà con Nanni. Dopo la presentazione in concorso nelle sezioni Progressive Cinema e Miglior Documentario, alla Festa del Cinema di Roma, il documentario arriverà nelle sale come evento dal 3 al 5 novembre con Fandango.

L’Anm al Palazzaccio nonostante Nordio: le pillole del giorno
L’Anm al Palazzaccio nonostante Nordio: le pillole del giorno

Papa Leone “canonico onorario di Windsor”

A Londra non si parla d’altro: papa Leone XIV è stato nominato “canonico onorario di Windsor”, e il pontefice ha accettato. L’amicizia tra re Carlo III e l’attuale papa è quindi solidissima, anche grazie alla lingua comune parlata dai due, l’inglese. I maligni spifferano che tra i temi che si intrecciano nel loro rapporto c’è pure il caso scottante degli investimenti vaticani nella “perfida Albione”, ma questa è un’altra storia. E per la prima volta dopo 500 anni pregheranno insieme un papa e un sovrano d’Inghilterra, capo della Chiesa anglicana, cui sarà conferito anche il titolo ad hoc di “Royal Confrater” nella basilica di San Paolo fuori le Mura, accolti dal cardinal James Michael Harvey, americano di Milwaukee (sì proprio la località nota per il serial killer Jeffrey Dahmer) che è l’arciprete.

L’Anm al Palazzaccio nonostante Nordio: le pillole del giorno
Il cardinale James Michael Harvey (foto Ansa).

Ufficialmente, quindi, papa Leone XIV diventerà “Papal Confrater” della cappella di San Giorgio, nel castello di Windsor. La decisione è stata offerta con l’approvazione del re, dal decano e dai canonici del Collegio di San Giorgio di Windsor. E la cerimonia prevede che il re conferisca al papa l’onorificenza di Cavaliere di Gran croce dell’Ordine di Bath, quello tradizionalmente conferito ai capi di Stato. A sua volta, il papa conferirà a re Carlo III l’onorificenza di Cavaliere di Gran croce con collare dell’Ordine Vaticano di papa Pio IX. Il papa conferirà alla regina Camilla l’onorificenza di Dama di Gran croce dello stesso Ordine.

L’Anm al Palazzaccio nonostante Nordio: le pillole del giorno
Re Carlo III d’Inghilterra col papa (foto Ansa).

Da sottolineare che nella cappella Sistina la preghiera è stata presieduta dal papa e dall’arcivescovo di York, Stephen Cottrell. Ad accompagnare la liturgia, in inglese e latino (della lingua italiana, nessuna traccia), anche i cori della Cappella Sistina della Cappella di St. George del castello di Windsor e quello dei bambini della Cappella reale di St. James Palace. Con i testi tratti da Sant’Ambrogio e San Henry Newman, che il primo novembre sarà proclamato Dottore della Chiesa. E come nelle favole, tutti vissero felici e contenti…

Cavalieri in piazza San Pietro, ma senza cavallo

A papa Leone XIV hanno regalato un cavallo bianco. Ma i cavalieri dell’Equiraduno dell’Anno santo – Horse Green Experience, che hanno attraversato l’Italia per mesi lungo le storiche vie dei pellegrinaggi, dalla Francigena alla Romea Strata, sabato 25 ottobre potranno entrare a piazza San Pietro senza cavallo. Ai rappresentanti di enti e rappresentanti delle pubbliche amministrazioni è permesso di accedere alla piazza solo a piedi, per ricevere la benedizione personale di papa Leone XIV e consegnare simbolicamente i doni raccolti lungo il cammino. I motivi di sicurezza, a quanto filtra dai “sacri palazzi”, superano la passione del pontefice per i cavalli. Che poi l’Equiraduno vanta pure il patrocinio del Dicastero per l’Evangelizzazione.

Serata ‘vaticana’ al Palaexpo e le altre pillole del giorno

È il fratello dello scrittore e critico Antonio Monda: Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano, martedì sera ha partecipato alla presentazione del catalogo della mostra dedicata all’illustratore Filippo Sassoli (fratello del compianto David, già giornalista Rai e presidente del Parlamento europeo) alla Libreria di Palazzo Esposizioni Roma.

Serata ‘vaticana’ al Palaexpo e le altre pillole del giorno
Andrea Monda (Lettera43).

Saluti istituzionali del padrone di casa Marco Delogu, Presidente Azienda Speciale Palaexpo e di Barbara Jatta, curatrice della mostra e direttrice dei Musei Vaticani. Presente anche monsignor Paul Gallagher segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Santa Sede. Arcivescovo cattolico inglese, è lui che sta seguendo da vicino il dossier ucraino.

Serata ‘vaticana’ al Palaexpo e le altre pillole del giorno
Andrea Monda, Barbara Jatta e Monsignor Gallagher (Lettera43).

La Campania elettorale di Sangiuliano

Alla fine, Gennaro Sangiuliano si candida alle Regionali in Campania nelle liste di Fratelli d’Italia. E l’Usigrai torna all’attacco: di tram in tram, «la credibilità del servizio pubblico è arrivata al capolinea». Sempre al Corriere, l’ex ministro della Cultura ha detto che prima di sciogliere la riserva si è confrontato con Ignazio La Russa e Arianna Meloni. Ironia della sorte ora si troverà come avversaria in Campania Maria Rosaria Boccia che corre nella lista di Stefano Bandecchi. Intanto in Rai, dove la candidatura di Sangiuliano era il segreto di Pulcinella, già si sono messi a calcolare quanto manca all’ex direttore del Tg2 – classe 1962 – per arrivare alla pensione: con una intera legislatura in Campania, potrebbe tagliare il traguardo. Ma c’è chi ipotizza che l’ex ministro resterà poco in Regione: suo vero obiettivo è di approdare in Parlamento alle prossime Politiche. Chissà…

Serata ‘vaticana’ al Palaexpo e le altre pillole del giorno
Sangiuliano alla presentazione del libro su Trump (Imagoeconomica).

Chi si rivede: Alberto Michelini con Ceresani

Evento imperdibile nella giornata di giovedì 23 ottobre, a Roma, nella Biblioteca del Senato intitolata a Giovanni Spadolini, dove verrà presentato il libro di Cristiano Cerasani Dio, io, Ai. La mente artificiale incontra il divino. Ceresani, giurista, “millenarista”, saggista, cultore di teologia, storia e filosofia, oltre che capo del servizio del controllo parlamentare alla Camera dei Deputati, è stato capo dell’Ufficio legislativo dei ministri Gaetano Quagliariello e Maria Elena Boschi e, in seguito, capo di Gabinetto del ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana (oggi presidente della Camera). Marito del volto televisivo della Rai Monica Marangoni, Cerasani è stato sposato con Simona De Mita, figlia dello scomparso leader democristiano irpino Ciriaco. Dopo i saluti istituzionali di Lucio Malan, in programma la lectio magistralis del cardinale Robert Sarah, prefetto emerito del Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti. A moderare, il redivivo Alberto Michelini, classe 1941, ex mezzobusto e vaticanista del Tg1.

La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno

Prova di forza, l’ennesima, di Francesco Gaetano Caltagirone. L’82enne costruttore ed editore romano ha programmato due giornate di fuoco a Napoli, giovedì 23 e venerdì 24 ottobre, allestendo una kermesse intitolata “Cambio di paradigma”. Addirittura si presenta come «il forum dell’Economia del Nuovo mondo», ed è ufficialmente promosso dal quotidiano Il Mattino diretto da Roberto Napoletano. Sede delle giornate, l’Università Federico II. Protagonisti, tutti i big possibili: Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze; Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea; Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le politiche del mare; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale; Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste; Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo. E questi sono solo alcuni nomi della prima giornata. Che poi al ministero dell’Economia c’è il sottosegretario Federico Freni che parla sempre del «cambio di paradigma delle modalità di investimento e di crescita», terminologia che fa gongolare Caltagirone…

La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno

Capezzone dall’hotel guarda… Il Tempo

Daniele Capezzone guarda Il Tempo, dalla panchina dell’Hotel Nazionale, quello che si trova a piazza Montecitorio. Per il Tg1, Angelo Polimeno Bottai ha intervistato Capezzone, per parlare del suo nuovo libro Trumpisti o muskisti, comunque ‘fascisti’, e la scelta della location è caduta sull’albergo che si trova sul lato sinistro della piazza, guardando la Camera dei deputati. E sull’altro lato, quello destro, ovviamente, c’è la “coda” della redazione del quotidiano Il Tempo, con le ultime finestre, anche se l’accesso al giornale è da piazza Colonna, come da tradizione, nel palazzo dell’Inps. Capezzone concionava e guardava verso quella direzione (in tutti i sensi)

La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
Daniele Capezzone (Imagoeconomica).

I conservatori green a Sorrento

L’ambientalismo non è un’esclusiva della sinistra: a Sorrento dal 23 al 25 ottobre si riuniscono i conservatori per discutere di Pianeta, energia e transizione green. Appuntamento col think tank Shared Ground, sul tavolo “l’Agenda 27 per un conservatorismo green”. I partecipanti? Nicola Procaccini, eurodeputato del Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (Fratelli d’Italia); Matteo Angioli, segretario generale del Global Committee for the Rule of Law “Marco Pannella”; Massimiliano Atelli, presidente della Commissione indipendente di verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche; Rodolfo Belcastro, Executive Advisor di Una Terra Early Growth Fund; Valentina Colucci Fabrizio, esperta di relazioni istituzionali e senior advisor di Marroni & Associati; Walter Da Ritz, direttore generale di Assovetro; Lorenzo Letta, addetto stampa per il gruppo Fratelli d’Italia al Senato; Valeria Mangani, presidente della Sustainable Fashion Innovation Society; Ciro Miale, referente Nazione Futura Puglia; Marlis Morganti, project manager della Fondazione Hanns Seidel Stiftung a Roma; Thibault Muzergues, direttore politico di Shared Ground; Ildebrando Panfili, responsabile comunicazione & marketing della Sustainable Fashion Innovation Society, il professor Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente; Michele Vitiello, segretario generale del World Energy Council Italia; Natalia Węgrzyn, fondatrice e direttrice esecutiva di Shared Ground.

La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
Nicola Procaccini (foto Imagoeconomica).

Allianz esce dall’Ania, ai convegni spunta Letta

Allianz esce da Ania. La compagnia assicurativa ha inviato una lettera di disdetta a Giovanni Liverani, presidente dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, comunicando l’addio a fine anno. E pensare che venerdì 24 ottobre a Roma, a Palazzo Taverna, è in programma un sontuoso convegno di Ania intitolato “The Savings and Investment Union: Achievements and Perspectives”, un evento internazionale «per analizzare i risultati e le prospettive dell’Unione del risparmio e degli investimenti, a un anno dal suo lancio». L’elenco dei partecipanti previsti è lungo: Maria Luis Albuquerque, commissaria per i servizi finanziari e l’Unione del risparmio e degli investimenti, Commissione europea; Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio, ministro degli Esteri; Enrico Letta, presidente Arel e presidente Institut Jacques Delors, autore del rapporto “Much more than a market”; Luigi Federico Signorini, presidente Ivass e direttore generale Banca d’Italia; Frédéric de Courtois, presidente Insurance Europe; Virginia Borla, amministratrice delegata di Intesa Sanpaolo Assicurazioni; Riccardo Barbieri Hermitte, direttore generale del Tesoro, ministero dell’Economia e delle Finanze; Federico Freni, sottosegretario all’Economia e alle Finanze.

La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
Enrico Letta (Imagoeconomica).

Cyber, tutti in riunione con Piantedosi

Martedì con inizio di giornata alla Nuvola, all’Eur, per affrontare i temi della cybersicurezza, con conseguente mattinata dominata dal traffico bloccato. Poi, nel pomeriggio, nella sede della Confindustria, ospitati nell’Auditorium della Tecnica, ecco il ventennale del “Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia postale”, per una grande cerimonia con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il presidente del Copasir Lorenzo Guerini e il capo della polizia Vittorio Pisani. Il livello di sicurezza, ça va sans dire, sarà altissimo.

La prova di forza di Caltagirone a Napoli e altre pillole del giorno
Matteo Piantedosi (Imagoeconomica).

Il caso Sergio e il doppiopesismo di Marano in Rai

Antonio Marano, consigliere anziano della Rai facente funzione di presidente perché da tempi oramai immemorabili la maggioranza non riesce a mettersi d’accordo su uno straccio di nome, è uscito isolato nell’ultimo cda. Il suo tentativo di mettere in discussione il direttore generale Roberto Sergio reo di ricoprire un doppio incarico (oltre che dg a viale Mazzini lo è anche della partecipata televisione di San Marino) è stato respinto con perdite. Tutti gli altri consiglieri, sia quelli che fanno capo al centrodestra ma anche quelli in quota all’opposizione, hanno difeso Sergio confermandogli di fatto la fiducia.

Il caso Sergio e il doppiopesismo di Marano in Rai
Il direttore generale di San Marino Tv Roberto Sergio (Imagoeconomica).

Sergio non è l’unico ad avere doppi incarichi

Se Marano aveva infatti puntato il dito sul tema del doppio incarico, è stato il ragionamento di molti, perché il leghista non ha evidenziato il problema per altri dirigenti della televisione di Stato? Per esempio Paola Marchesini, direttore Iniziative strategiche e responsabile ad interim della Direzione Staff del Direttore Generale Corporate. Oppure Nicola Claudio, direttore Governance e Segreteria Societaria e direttore Staff Presidente e presidente Rai Cinema. O ancora Giuseppe Pasciucco direttore Diritti sportivi e presidente Rai Way, e Felice Ventura, contemporaneamente capo delle risorse umane e presidente di Rai Pubblicità. Due pesi e due misure, insomma. Con Sergio che agli occhi di Marano doveva pagare per tutti.

Giuli contro Perrotta, Nordio dal marito di Bartolozzi: le pillole del giorno

«La Ragioniera Generale dello Stato non ragiona», ha scritto Repubblica nella sua edizione milanese, registrando lo sfogo del ministro della Cultura Alessandro Giuli nei confronti di Daria Perrotta. Tutta colpa dei tagli «fatti con l’algoritmo» che hanno colpito sia il MiC sia il dicastero dell’Istruzione e del Merito guidato da Giuseppe Valditara. Così mezzo governo si è messo a ricordare le amicizie coltivate negli anni da Perrotta con Matteo Renzi, Dario Franceschini e altri notabili del Pd, tutti personaggi critici nei confronti del governo presieduto da Giorgia Meloni. «Poi dicono che la destra nomina solo gli amici, quando invece in casa ci riempiamo di nemici», scherza ma non troppo un esponente di Fratelli d’Italia. Comunque nel pomeriggio di lunedì Daria Perrotta è attesa al convegno romano organizzato dal Movimento 5 Stelle all’Istituto Santa Maria in Aquiro su “5 per mille, ma per davvero. Per il superamento del tetto”.

Giuli contro Perrotta, Nordio dal marito di Bartolozzi: le pillole del giorno
Alessandro Giuli (Imagoconomica).

Nordio alla presentazione di Armao

Se lo chiamate «mister Bartolozzi» si arrabbia. Gaetano Armao, vicepresidente della Regione Siciliana, assessore all’Economia, docente universitario, specializzato in diritto dell’intermediazione finanziaria, avvocato cassazionista con studi a Palermo e Roma, consulente della Fondazione Italia-Usa, General Secretary for Malta di Civitan Usa, commendatore al Merito Melitense dell’Ordine di Malta e molto altro ancora, è il marito di Giusy Bartolozzi, “la zarina di via Arenula”, e nel pomeriggio di lunedì 20 ottobre sarà nella Capitale, alla Treccani, il tempio della cultura. Il motivo? La presentazione del libro che ha curato, intitolato Rosario Livatino tra diritto e fede. Saluti istituzionali di Carlo Ossola, presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, che poi è la Treccani. Quindi, spazio ad alcuni cattedratici e, infine, a Carlo Nordio, ministro della Giustizia. Il suo nome non appare nell’invito, ma “la zarina” è comunque attesissima nella sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica, per ammirare il consorte.

Giuli contro Perrotta, Nordio dal marito di Bartolozzi: le pillole del giorno
Il ministro Nordio e il capo di gabinetto Bartolozzi (Imagoeconomica).

Niente hotel Hyatt per gli amici di Trump

Chi frequenta la Casa Bianca e le ambasciate statunitensi ora deve stare attento anche a dire in quale albergo ha scelto di pernottare. Già, perché il presidente americano Donald Trump ha un nemico, è il governatore dell’Illinois che ha invocato il 25esimo emendamento per rimuovere The Donald. E ha anche detto, il politico in questione, Jay Robert Pritzker, che «Trump è fuori di testa e soffre di demenza». Cosa c’entrano in tutto questo gli alberghi? Pritzker è l’erede della famiglia proprietaria degli hotel Hyatt, e a Washington chi pernotta in quelle strutture non viene visto con simpatia. Trump e Pritzker, entrambi miliardari, da tanti anni sono in guerra: se dovete andare alla Casa Bianca, per incontrare Trump o a un ricevimento, viaggiando in America scegliete un’altra compagna alberghiera…

Law & Order con Bernardini De Pace

Law & Order, la popolare serie televisiva poliziesca, arriva a quota 500 puntate il 12 novembre, in prima serata, su TopCrime, con l’episodio intitolato Nel mirino che conclude la stagione: ma l’evento verrà celebrato con qualche giorno di anticipo, sabato 8 e domenica 9 novembre, con una maratona della primissima stagione del capostipite del franchise ideato e prodotto da Dick Wolf. E chi parlerà sull’argomento? Tra i protagonisti dei commenti, l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace.

Giuli contro Perrotta, Nordio dal marito di Bartolozzi: le pillole del giorno
Annamaria Bernardini De Pace (Imagoeconomica).

Tajani e la bonifica del Frusinate

Si sente dire che è «un altro intervento di Antonio Tajani per il nostro territorio»: fatto sta che con l’arrivo della stagione autunnale e in previsione di quella invernale, il Consorzio di bonifica Valle Liri, con sede a Cassino, in provincia di Frosinone, ha potenziato la struttura operativa, impegnata nella manutenzione del reticolo idrografico: tre escavatoristi e altrettanti operatori di supporto a terra si sono affiancati alle squadre stabilmente addette nei comprensori di irrigui di Cassino e Pontecorvo; allo stesso modo, un escavatore gommato e due escavatori cingolati sono stati adibiti alle attività di manutenzione del reticolo idraulico; il parco mezzi è stato ampliato, infine, con due furgoni cassonati per il trasporto del gasolio e delle attrezzature in cantiere. Oltre a questo, è stata implementata l’attività di comunicazione e, oltre al sito web e l’app, l’ente consortile è presente su Instagram e su Facebook. In attesa della pioggia…

Giuli contro Perrotta, Nordio dal marito di Bartolozzi: le pillole del giorno
Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Quel nazista di Beethoven

Se Giorgia Meloni attacca la cultura woke, in Germania rileggono la storia attaccando addirittura Beethoven. Nella serata del 20 ottobre al Goethe-Institut di Roma è in programma il convegno “Beethoven and Italy. Beethoven and His Music in Nazi-Occupied European Countries” organizzato dall’Istituto Storico Germanico di Roma. Gli organizzatori sottolineano che «la vita e la musica di Ludwig van Beethoven sono strettamente legate alla vita musicale nei Paesi europei occupati dai nazisti. Le sue opere e la sua aura permeavano tutti i settori culturali: Beethoven veniva celebrato non solo nella propaganda ufficiale e negli eventi militari, nonché in innumerevoli concerti pubblici, ma era anche oggetto di venerazione da parte della musica clandestina e di resistenza e nelle esecuzioni musicali forzate nei campi di concentramento», e per questo è stato avviato un progetto di ricerca interdisciplinare coordinato dall’Università di Münster, con la partecipazione di oltre 30 studiose e studiosi provenienti da 20 Paesi europei, con l’obiettivo di ricostruire questo capitolo sconosciuto e significativo della storia della musica. Il saluto di benvenuto sarà di Jessica Kraatz Magri, direttrice del Goethe-Institut Rom: che poi è la figlia dello scomparso parlamentare comunista italiano Lucio Magri, morto in Svizzera con il suicidio assistito, e della giornalista tedesca Birgit Kraatz