
Tomaso Chessa, uno dei militari che la notte tra il 18 e il 19 aprile trasportarono le bare di decine di persone morte di coronavirus a Bergamo, ha condiviso il suo ricordo e le sue emozioni di quella notte drammatica: "Spero un giorno di poter conoscere i cari dei miei compagni del loro ultimo viaggio, ma se cosi non fosse sappiano che c'ho messo l'anima".
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