Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin

Dopo tre anni e otto mesi di guerra, e dopo cinque mesi dall’avvio delle trattative dirette fra Mosca e Kyiv, cominciate a maggio del 2025, Ucraina e Unione europea avrebbero elaborato un piano in 12 punti per raggiungere la pacificazione. Al momento non se ne conoscono i dettagli, se non quello, concordato anche con gli Stati Uniti, dell’avvio dei possibili negoziati partendo dalla situazione fotografata dall’attuale linea del fronte. Un congelamento dei confini che sembra convincere pure Volodymyr Zelensky: «È un buon compromesso, ma non sono sicuro che Vladimir Putin lo sosterrà, e l’ho detto al presidente Donald Trump».

Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Volodymyr Zelensky (Ansa).

Per Kyiv garanzie di sicurezza e un percorso di adesione all’Ue

Secondo le indiscrezioni, il progetto ricalcherebbe in qualche modo quello del recente accordo tra Israele e Hamas, supervisionato dagli Usa: anche per risolvere il conflitto ucraino un comitato presieduto da Trump avrebbe il compito di monitorare l’attuazione della road map per la pace, che da una parte prevederebbe in sostanza per Kyiv garanzie di sicurezza e un percorso per aderire all’Ue, mentre dall’altra le sanzioni contro la Russia verrebbero gradualmente revocate. Molte le questioni ancora in discussione, sul triangolo Kyiv-Bruxelles-Washington, in attesa di capire se e quando ci sarà l’annunciato vertice tra il Cremlino e la Casa Bianca.

Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin

Putin insiste: riconoscimento dei territori occupati e Ucraina fuori dalla Nato

Riassunto in altri termini, sulla base di quello che c’è adesso sul tavolo, vuol dire che si è ancora ben lontani dall’avvio del dialogo: finora infatti, di fronte alle richieste di Putin, che non si è spostato di un millimetro da quanto domandato a grandi linee dai primi colloqui di Istanbul del 2022 (riconoscimento dei territori occupati e Ucraina fuori dalla Nato), Kyiv e i volenterosi europei hanno rifiutato la capitolazione, con gli Usa che, al di là della tattica comunicativa altalenante di Trump, da gennaio hanno chiuso i rubinetti degli aiuti militari e non hanno stretto le maglie sanzionatorie contro Mosca.

Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Un carro di Carnevale tedesco con Trump e Putin che stritolano Zelensky (foto Ansa).

Il risultato è che a livello militare la situazione in Ucraina è in costante peggioramento, lento ma inesorabile, nel contesto del conflitto di logoramento che non vede barlumi per un’inversione di tendenza. Mentre la Russia prosegue la sua avanzata ad alto, ma sempre sostenibile, costo.

Dal 2023 l’Occidente ha diminuito il sostegno a Zelensky

Alla vigilia del quarto inverno di guerra si può dire che la bilancia pende dalla parte russa, anche se fra Bruxelles e le cancellerie europee più vicine a Zelensky si manifesta la speranza di rafforzare la posizione di Kyiv in vista dei negoziati: la realtà è che dal 2023, come confermato anche dall’ex segretario della Nato Jens Stoltenberg, l’Occidente ha diminuito il sostegno all’Ucraina, non concedendo l’appoggio militare necessario e sufficiente per respingere l’aggressione russa.

Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Volodymyr Zelenskyy e Jens Stoltenberg (Getty Images).

I dati dell’Ukraine support Tracker, un database sugli aiuti militari, finanziari e umanitari a Kyiv, hanno certificato come negli ultimi mesi le forniture europee siano scese del 43 per cento, di fronte alla retorica di un sostegno incrollabile. Inchiodando di fatto alle loro responsabilità i leader volenterosi, dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen all’Alta rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, passando per il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente francese Emmanuel Macron.

Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
Kaja Kallas e Ursula von der Leyen (foto Ansa).

Se infatti Trump ha fatto ciò che aveva detto di voler fare già nella campagna elettorale del 2024, cioè smarcarsi dalla scacchiera ucraina ed europea, a Bruxelles, Berlino e Parigi la narrazione è stata caratterizzata dall’estrema forbice rispetto ai fatti, mentre l’Ucraina è andata sempre di più in difficoltà, nonostante le promesse di aiuto. A pagare il prezzo più alto, oltre alle forze armate di Kyiv, è stata tutta la popolazione ucraina.

I problemi di reclutamento sono tra i vari punti deboli

Non è un caso che dopo l’approvazione a settembre della legge che consente l’espatrio ai giovani ucraini maschi sotto i 22 anni si sia registrata una fuga di massa fra i possibili nuovi coscritti: solo in Germania gli arrivi sono passati dalle poche decine di ragazzi a settimana fino ad agosto, agli oltre 1.000 di settembre ai quasi 2 mila dell’inizio di ottobre. I problemi di reclutamento di Kyiv sono tra i vari punti deboli delle sempre più precarie difese ucraine, unite alla penuria di armamenti e ai problemi strategici evidenziati già nel 2024 con l’operazione di Kursk, che ha scoperto il lato del Donbass consentendo la penetrazione russa sino all’oblast di Dnipropetrovsk.

Trump e Ue, la fragile diplomazia che lascia sola l’Ucraina e rafforza Putin
L’arista Kaya Mar con la la sua opera di satira politica davanti a Downing Street, a Londra (foto Ansa).

La superiorità di risorse per Mosca si sta manifestando nelle ultime settimane anche sul fronte orientale, verso Zaporizhzhia. Pur non essendo prevedibile un crollo di tutte le linee, i problemi ucraini appaiono evidenti: ecco perché Putin rimane irremovibile sulle richieste di capitolazione e, in assenza di essa, ha tutto l’interesse a proseguire il conflitto in questo momento. Nella stessa prospettiva, se il piano in fieri di Kyiv e Bruxelles non soddisferà le richieste del Cremlino, la guerra andrà avanti per un altro inverno. Almeno.