Tutto pronto per la seconda Superluna in meno di un mese. Mercoledì 5 novembre, infatti, nei cieli di tutta Italia il nostro satellite naturale apparirà più grande del 7,9 per cento e luminoso del 16 rispetto a un consueto plenilunio, in quanto quest’ultimo coinciderà con il perigeo, ossia il punto dell’orbita più vicino alla Terra. L’atteso e spettacolare fenomeno astronomico, denominato Superluna del Castoro nella tradizione americana, sarà visibile a occhio nudo – meteo permettendo – al sorgere della Luna guardando verso Est, poco dopo il tramonto del Sole, quando l’illusione ottica dell’orizzonte vicino amplificherà la grandezza. Sebbene sia possibile fotografarla con ogni apparato di buona risoluzione, tra cui i moderni smartphone, per godere pienamente del fenomeno si consiglia di utilizzare meglio un binocolo.
Perché si chiama Superluna del Castoro? Le origini della denominazione

La definizione di Superluna del Castoro affonda le sue radici nel cuore della tradizione americana, in quanto arriva nel periodo in cui solitamente si piazzavano le trappole per i roditori da cui ricavare le pellicce per superare il rigido inverno. Non è tuttavia l’unica interpretazione: secondo alcuni, infatti, si riferisce al fatto che i castori scelgano proprio in questo particolare mese dell’anno per il letargo. Non mancano poi altre diciture: è nota infatti anche come Frosty Moon, ossia Luna del Gelo, dato che arriva generalmente in un mese che segna l’inizio del freddo per l’emisfero boreale. Infine, c’è chi la chiama Luna del Lutto: nessun riferimento alla commemorazione dei defunti, tuttavia, ma al fatto che il plenilunio di novembre è associato di solito al cambiamento personale, alla riflessione e alla possibilità di accantonare il vecchio per aprirsi al nuovo dove la morte è un punto e a capo nella propria vita.
Saturno, Urano e Giove, a novembre le congiunzioni con i pianeti giganti

La Superluna di novembre non sarà sola. Il satellite infatti condividerà la scena con i pianeti giganti, protagonisti di un mese particolarmente favorevole all’osservazione. Il 29 novembre ci sarà la congiunzione con Saturno – la seconda nel mese dopo quella di domenica 2 – con il pianeta visibile all’interno della costellazione dell’Acquario. Domenica 9 invece sarà il turno di Giove: il gigante gassoso infatti brillerà nella costellazione dei Gemelli. Il 21 invece toccherà a Urano, che arriverà alla distanza minima dalla Terra, ossia circa 2,7 miliardi di chilometri: un’occasione irripetibile per osservarlo con piccoli telescopi o binocoli. Non solo pianeti. Il cielo notturno di novembre sarà illuminato anche dalle Leonidi, sciame meteorico creato dalla cometa 55P/Tempel-Tuttle, visibile fra il 17 e il 18. Chi ama le figure del cielo, nel corso del mese potrà vedere verso Est il Toro, i Gemelli e, più tardi nella notte, Orione con la sua cintura.
