Jannik Sinner si è confermato maestro del tennis mondiale. Battendo Carlos Alcaraz alle Atp Finals, l’altoatesino ha mantenuto la sua striscia di imbattibilità sul cemento indoor e ridotto il distacco nel ranking a poco più di 500 punti in vista della prossima stagione. Soprattutto, tuttavia, ha rimpinguato il suo portafogli con un assegno da 5.071.000 di dollari, corrispondenti a circa 4,4 milioni di euro, la cifra più alta nella storia del circuito maschile. L’incasso però non sarà netto. L’azzurro, pur essendo residente a Montecarlo, dovrà pagare le tasse all’Italia in quanto Paese ospitante del torneo come per qualsiasi altro premio in stagione: una cifra milionaria.
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Sinner, quanto paga di tasse all’Italia per le Atp Finals?

Scegliendo di risiedere nel Principato di Monaco, Sinner non paga l’Irpef, come invece avverrebbe se abitasse in Italia, in quanto Montecarlo non applica un’imposta sul reddito delle persone fisiche ai suoi cittadini, indipendentemente dalla fonte o dall’ammontare del suddetto reddito: è il caso, per esempio, di stipendi, montepremi, sponsorizzazioni e investimenti. In generale, tuttavia, gli assegni intascati nei tornei internazionali possono essere tassati nel Paese che ospita la competizione, come nel caso dell’Italia. Secondo le leggi del nostro Paese, la trattenuta alla fonte è pari al 30 per cento. Ciò significa che Jannik Sinner dovrà sottrarre circa 1,3 dei 4,4 milioni di euro vinti a Torino. Tutto il restante incasso, invece, finirà direttamente sul suo conto senza ulteriori prelievi.
Jannik ha versato soldi all’erario italiano anche per la finale di Roma

Jannik Sinner dovrà dunque pagare le imposte all’Italia come già fatto gli scorsi anni per le Finals di Torino e per le sue partecipazioni e vittorie agli Internazionali Bnl di Roma. Quest’anno, l’azzurro – al rientro nel circuito dopo i tre mesi di stop forzato per il caso Clostebol – si è spinto fino alla finale, poi persa contro Alcaraz in due set. In quel caso, l’attuale numero 2 del mondo (in quel momento leader della classifica Atp) aveva vinto un premio lordo pari a 523.870 euro, circa la metà di quello destinato al campione. Anche allora era stato immediatamente tassato dallo Stato italiano, dovendo versare circa 157 mila euro: nelle sue tasche ne erano dunque finiti poco più di 360 mila.
