Parlando con Adnkronos, Mario Adinolfi ha affermato che le gemelle Kessler – che hanno scelto di morire con il suicidio assistito – «sono state uccise con lo stesso metodo e dalla stessa logica dei nazisti», in quanto «costavano e non rendevano» alla Germania. «Alice ed Ellen Kessler appartengono al lungo elenco di anziani, disabili, sofferenti che dalla fine degli Anni 30 lo Stato tedesco ha iniziato a sterminare perché rappresentavano un costo inutile», ha proseguito il fondatore del Popolo della Famiglia e presidente dell’associazione ‘Cristo Regna’, riferendosi al programma Aktion T4 su cui i nazisti fecero anche «un bel film che trionfò al Festival di Venezia del 1941». In realtà Io accuso, prodotto in collaborazione con il ministero della Propaganda con l’obiettivo di supportare il piano di sterminio sotto il quale molti pazienti considerati inguaribili vennero uccisi senza richiedere il loro consenso né quello delle loro famiglie (tuttora bandito in Germania), non trionfò a Venezia. Ma la sostanza della “riflessione” di Adinolfi non cambia: «Mi meraviglia il silenzio della Chiesa. I vescovi tedeschi ordinarono ai sacerdoti di andare a bussare casa per casa per vietare ai cattolici di vederlo. Ora, discettando di fine della cristianità, i cardinali italiani tacciono davanti alla barbarie che si consuma nello stesso giorno delle loro amene assemblee. Poi ci si chiede perché avanza ovunque il pericolo islamico».
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