Tra le novità in arrivo sulla bozza 2026 della Manovra potrebbe rientrare il nuovo blocco all’età delle pensioni fino al 2029 e l’ampliamento della rottamazione, così come richiesto da Matteo Salvini. Il tutto in un quadro di variazioni che emerge dall’alto numero di emendamenti, il cui termine per la presentazione in Commissione Bilancio del Senato da parte dei partiti maggiori è scaduto il 18 novembre. Per i gruppi minori ci sarà tempo, invece, fino al 19. Le proposte di modifica, ammissibili fino al numero di 414, dovranno emergere dai circa 6 mila emendamenti presentati nella scorsa settimana. Ecco, dunque, quali sono le principali novità che potrebbero arrivare nei prossimi giorni.
Manovra 2026, le novità in arrivo sull’età pensionabile

Ci sarebbero margini per intervenire nuovamente nella Manovra 2026 al fine di rimandare l’aumento dell’età della pensione al 2029, bloccando la variazione prevista a partire dal primo gennaio 2027. A confermarlo è Claudio Durigon, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha dichiarato che il governo è al lavoro per trovare una soluzione che garantisca fino a un miliardo di euro di nuove risorse, da mettere in campo per il pacchetto delle pensioni non solo del 2026, ma anche del 2027 e 2028. Le risorse dovrebbero essere trovate grazie a un ulteriore intervento sull’Irap delle banche e delle assicurazioni. Si ricorda che, nella bozza della legge di Bilancio 2026, è previsto l’aumento di un mese dei requisiti anagrafici (e contributivi, per la pensione anticipata) di un mese nel 2027 e di altri due mesi nel 2028. Pertanto, l’età della pensione di vecchiaia salirebbe a 67 anni e un mese nel 2027 e a 67 anni e tre mesi nel 2028, prima di un ulteriore aumento nel 2029.
Rottamazione allargata tra le novità in arrivo nella legge di Bilancio 2026
Tra le altre misure che sono all’attenzione della maggioranza di governo per modificare il testo della Manovra 2026, si segnala il possibile ampliamento della Rottamazione quinquies che dovrebbe inglobare anche i decaduti della scorsa edizione (la quater) destinatari di un accertamento da parte del Fisco. Inoltre, si dovrebbe tagliare l’aliquota degli interessi che dovrebbe passare al 4 al 2 per cento per chi paghi a rate (in totale 54 con cadenza bimestrale). Sul piano lavorativo, si potrebbe introdurre una flat tax del 5 per cento sulle imposte dovute sulle assunzioni di giovani under 30, mentre si cerca di cancellare l’aumento della cedolare secca del 26 per cento sugli affitti brevi. Si ricorda che la bozza prevede l’aumento dell’aliquota fissata precedentemente al 21 per cento, già per le locazioni della prima abitazione. Quest’ultima richiesta è condivisa dalla Lega e da Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia sta puntando maggiormente sulla riapertura del condono edilizio del 2003, questione che sta facendo molto discutere. Tra le proposte del partito di Giorgia Meloni si segnala anche la riduzione del 50 per cento dell’Imu sulle abitazioni date in affitto a canone concordato.
