Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, il messaggio di Mattarella

La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne viene celebrata oggi, 25 novembre. La data non è casuale: ricorda infatti l’assassinio delle tre sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal, attiviste politiche uccise in questo giorno del 1960 nella Repubblica Dominicana dal regime di Rafael Trujillo. Nel suo messaggio in occasione della ricorrenza, Sergio Mattarella ha evidenziato che «la loro scelta di opporsi alla dittatura continua a ispirare intere generazioni, ricordandoci che libertà e protagonismo delle donne sono conquiste collettive da difendere e consolidare ogni giorno». La scelta del 25 novembre risale al 1981, quando a Bogotá si tenne il primo incontro femminista latinoamericano e caraibico. Le Nazioni Unite hanno poi ufficializzato la ricorrenza nel 1999.

Mattarella: «Il principio della parità tarda ad affermarsi in ogni ambito»

«In ogni ambito della vita sociale e privata, nelle case, nei luoghi di lavoro e negli spazi urbani, il principio della parità tarda ad affermarsi, limitando l’autonomia femminile, compromettendo la sicurezza delle donne, impoverendo il progresso della società. I teatri di conflitto armato, dove la violenza contro le donne viene utilizzata come strumento di intimidazione e oppressione, ne sono drammatico esempio», si legge nel messaggio del presidente della Repubblica, pubblicato sul sito del Quirinale. «Oggi assistiamo al dilagare di forme di violenza consentite dalla dimensione digitale, amplificate dalle dinamiche dei social network, con effetti tutt’altro che virtuali: umiliazioni, ricatti, coercizioni che portano, nei casi più gravi, ad aggressioni fisiche e femminicidi. Abusi che lasciano cicatrici profonde nel corpo e nella mente», prosegue poi Mattarella. E poi: «In questo contesto, affatto indifferente è l’uso del linguaggio quando alimenta stereotipi, pretende di giustificare relazioni di dominio e comportamenti inaccettabili. Parità significa, prima di tutto, educazione al linguaggio del rispetto».