Il rispetto per un gigante della televisione come Antonio Ricci aveva indotto Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, a promettere a luglio del 2025 che Striscia la notizia, sospesa per fare posto a La ruota della fortuna, sarebbe tornata. Poi però passavano le settimane, i mesi, e la situazione diventava sempre più imbarazzante.
Il programma condotto da Gerry Scotti macinava record di ascolti su Canale 5, mentre di Striscia non si sapeva più nulla, neppure sui listini di Publitalia, che non la contemplavano nei palinsesti dell’ammiraglia di Mediaset almeno fino a fine anno. Ricci, allora, mandava in avanscoperta i suoi storici inviati per sondare il terreno: uno su tutti Jimmy Ghione, che a inizio settembre addirittura annunciava pubblicamente che Striscia la notizia sarebbe tornata su Canale 5 nella seconda settimana di novembre. A Mediaset lasciavano fare e non commentavano, un po’ come si fa coi vecchi anziani brontoloni e un po’ ripetitivi.

E il futuro di Striscia? Dalla trasmissione dipendono circa 150 persone
Nel frattempo, Ricci rinnovava il suo contratto con Mediaset per tutto il 2026 (e quando scadrà il vecchio volpone della tivù avrà 76 anni), mentre rimaneva incerto il destino della squadra di Striscia, trasmissione da cui dipendono decine di famiglie, tra inviati, autori, cameraman, eccetera: un esercito di circa 150 persone.
La call to action e l’eterno ritorno che non arrivava mai
Poi, all’improvviso, ecco a inizio ottobre uno spot su Canale 5: una call to action in cui si invitavano i telespettatori a inviare segnalazioni a Striscia. Non era chiaro per cosa, e soprattutto per quando. Il tempo intanto passava. Forse Striscia sarebbe tornata a dicembre? Fioccavano indiscrezioni qua e là, su testate sapientemente imboccate. Ma Ricci e Mediaset restavano formalmente in silenzio. E intanto sul web iniziavano a girare le parodie, usando spezzoni del film Ricomincio da capo (Il giorno della marmotta), che annunciavano un ritorno di Striscia a gennaio, marzo, ma forse pure in aprile e via così.

Addirittura qualcuno di Mediaset lasciava trapelare che si stesse sbaraccando lo storico studio televisivo di Striscia a Cologno Monzese, e che pure il Museo di Striscia potesse avere le ore contate. Purtroppo la triste realtà è che a Mediaset non sanno proprio che farsene del programma di Ricci. Soprattutto dopo essersi ritrovati per le mani un gioiello come La ruota che ha rimesso a posto gli ascolti di Canale 5 in prima serata.
Bisognava dunque trovare un modo onorevole per congedarsi senza traumi da un grandissimo come Antonio Ricci, la cui trasmissione di punta, a dirla tutta, stentava già da una decina d’anni. E quel modo è stato trovato: Striscia la notizia tornerà in onda a gennaio, per la prima volta in prime time (quindi alle ore 22, dopo La ruota) su Canale 5, con cinque puntate speciali condotte da Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, i volti storici.
Gennaio, cioè il mese più scarico di pubblicità dell’anno
A occhio, un modo perfetto per salutare il pubblico e dirsi addio. D’altronde, la dice lunga il passaggio da 365 giorni all’anno nei quali Ricci, per decenni, è stato deus ex machina dell’access prime time di Canale 5 con Striscia e Paperissima, a invece cinque misere puntate a gennaio, cioè il mese più scarico di pubblicità dell’anno.
Pier Silvio è stato inamovibile, un po’ come con Barbara D’Urso
Il tempo di Ricci a Mediaset sembra finito. E il marchio Striscia non potrà essere usato né da Mediaset senza Ricci, né da Ricci al di fuori di Mediaset. Pier Silvio, che in cuor suo ha voglia di smontare pezzo per pezzo ogni reperto editoriale che risalga a papà Silvio, è stato inamovibile, un po’ come con Barbara D’Urso. Quando le cose finiscono, devono finire senza rancori.

Ricci ha risorse sufficienti per sopravvivere anche senza lavorare
Diciamo che in 42 anni di Mediaset il buon Ricci ha comunque messo da parte risorse sufficienti per sopravvivere anche senza lavorare: si è sempre prodotto tutto da solo e il suo fatturato, tra Striscia e Paperissima, era di circa 40 milioni di euro all’anno secondo indiscrezioni di stampa. La Stone srl, società della famiglia Ricci, ha chiuso il 2024 con un patrimonio netto di 107,7 milioni di euro, utili portati a nuovo per 85 milioni di euro, immobilizzazioni materiali (ovvero case e terreni) per quasi 107 milioni di euro, e immobilizzazioni finanziarie per 38,3 milioni di euro. Una pensione più che dorata, insomma.
















