Il vertice tra Stati Uniti e Russia si è concluso senza un’intesa

Si è concluso senza progressi il colloquio di cinque ore tenutosi martedì a Mosca tra Stati Uniti e Russia. Dal Cremlino è arrivata la conferma che non è stato trovato «alcun compromesso» sui territori ucraini reclamati dalla Russia, nodo centrale del vertice tra Vladimir Putin e gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Il braccio destro del presidente russo Yuri Ushakov ha detto che le parti non sono «né più vicine né più lontane» alla risoluzione del conflitto, confermando lo stallo in corso da mesi nei negoziati. Sui risultati del colloquio è più ottimista il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha parlato di «alcuni progressi», soprattutto per quanto riguarda le garanzie di sicurezza per Kyiv in caso di cessate il fuoco. Ma, sul quadro generale, le parole di Donald Trump non rassicurano: «La situazione in Ucraina è un casino».

Putin attacca i leader europei

Giorni fa Putin aveva definito inaccettabili le modifiche al piano di Trump richieste da Kyiv e dagli alleati, che tra le altre cose hanno chiesto garanzie sul rispetto della sovranità del Paese e una riduzione meno drastica dell’esercito ucraino. Poche ore dopo il vertice di Mosca, il presidente russo è tornato ad attaccare l’Europa, accusandola di «impedire all’amministrazione statunitense di raggiungere la pace in Ucraina», ha detto citato dalla Cnn. «La Russia non intende combattere l’Europa, ma se l’Europa inizia, noi siamo pronti in questo momento».