Contratto pubblico impiego 2025-2027, trattative al via: si parte da aumenti di 158 euro

Al via le trattative per il rinnovo del contratto del pubblico impiego 2025-2027 dei dipendenti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti pubblici non economici, con aumenti degli stipendi di 158 euro. Con il primo tavolo aperto nella giornata del 3 dicembre 2025 all’Aran si cerca, dunque, di accelerare la contrattazione in vista di un rinnovo sprint che bisserebbe quello dello scorso 27 gennaio relativo al triennio 2022-2024. In questo modo, i lavoratori interessati otterrebbero due aumenti delle retribuzioni nel giro di pochi mesi, dopo quello di 165,85 euro dell’inizio del 2025. Nel frattempo, nella giornata del 2 dicembre 2025 è arrivata la sottoscrizione dell’ipotesi del nuovo Ccnl dell’area della Presidenza del Consiglio dei ministri che riguarda, tuttavia, il triennio 2019-2021.

Contratto pubblico impiego 2025-2027, quali saranno gli aumenti degli stipendi?

Contratto pubblico impiego 2025-2027, trattative al via: si parte da aumenti di 158 euro
La busta paga di una dipendente (Ansafoto).

Procedure sprint di rinnovo del contratto del pubblico impiego per la Pubblica amministrazione centrale. Per il triennio 2025-2027 si punta a fare in modo che il nuovo accordo arrivi in tempi rapidi e con aumenti degli stipendi medi di 158,23 euro che si aggiungono ai 165,85 euro del rinnovo 2022-2024, la cui firma è arrivata a gennaio scorso. In discussione all’Aran, naturalmente, non vi sono solo gli aumenti delle retribuzioni ma anche un pacchetto di misure che riguarda:

  • il rafforzamento dell’impianto contrattuale e delle relazioni sindacali;
  • i miglioramenti del lavoro agile;
  • l’introduzione di una prima disciplina inerente l’intelligenza artificiale.

Zangrillo: «Trattative contratto pubblico impiego 2025-2027 già dal primo anno»

Il prossimo incontro per il rinnovo del contratto degli statali si terrà all’Aran il 18 dicembre 2025. Soddisfatto dell’accelerata delle trattative è il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, che sulla propria pagina social ha scritto: «Si è aperto oggi all’Aran il negoziato per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle Funzioni Centrali relativo al triennio 2025-2027. Per la prima volta la nuova stagione contrattuale parte già nel primo anno del triennio di riferimento, garantendo un percorso più rapido e coerente con le esigenze del personale e delle amministrazioni. L’avvio così tempestivo del rinnovo contrattuale – si legge ancora – dimostra l’impegno del Governo nel garantire continuità, stabilità e rispetto dei tempi. È un investimento che dà sicurezza ai lavoratori, responsabilità alle amministrazioni e consente alla contrattazione di svolgere appieno il suo ruolo di leva per il miglioramento dei servizi pubblici. La contrattazione – conclude – non è un atto amministrativo, ma un pilastro della nostra strategia per valorizzare il personale. Le risorse stanziate con largo anticipo permettono di programmare e di chiudere i contratti in tempi rapidi, superando le stagioni di ritardi che hanno pesato sul sistema».

Accordo raggiunto per i dipendenti della Presidenza del Consiglio

Contratto pubblico impiego 2025-2027, trattative al via: si parte da aumenti di 158 euro
Palazzo Chigi, sede del governo italiano e della Presidenza del Consiglio dei ministri (Imagoeconomica).

Il 2 dicembre 2025 è stato siglato l’ipotesi di contratto collettivo dell’area di Presidenza del Consiglio dei ministri per il triennio 2019-2021. Nel testo si riconoscono ai consiglieri e ai referendari interessati gli aumenti delle retribuzioni per 13 mensilità del triennio in oggetto, secondo quanto indicato all’articolo 18 dell’Ipotesi del Ccnl. Tra gli altri punti dell’accordo, si citano:

  • la rivisitazione delle materie di confronto e di contrattazione integrativa al fine di rendere maggiormente efficace l’azione delle organizzazioni sindacali;
  • il miglioramento del sistema di affiancamento dei dirigenti neoassunti e il potenziamento della formazione del personale.