AGI - Una donna di 41 anni è stata uccisa in casa a coltellate a Bergamo, in via Pescaria. Per il delitto è stato arrestato il marito convivente che si trova all'ospedale Papa Giovanni XXIII per alcune ferite superficiali. Non è chiaro se l'uomo abbia tentato di togliersi la vita.
Gli accertamenti sul femminicidio
Dai primi accertamenti della Squadra Mobile e della Procura di Bergamo non risultano precedenti segnalazioni o interventi delle forze dell’ordine relativi a liti o episodi di violenza tra i coniugi.
La dinamica del femminicidio
I due sarebbero stati in via di separazione. Gli agenti sono state chiamati dalla figlia dell’uomo, avuta da una precedente relazione. Quando i sanitari del 118 sono arrivati nell’appartamento la donna era già morta e hanno riscontrato sul corpo i segni di diverse coltellate in punti vitali.
A causa del forte vento la cabina di un’ovovia è precipitata vicino a Engelberg, nel cantone di Obwalden in Svizzera, ribaltandosi più volte lungo il pendio della montagna. Morta l’unica persona che si trovava a bordo. Secondo quanto riferito dalle autorità, la vittima è stata soccorsa e rianimata sul posto per circa mezz’ora, ma è poi deceduta a causa delle gravi ferite riportate. Resta da chiarire come mai l’impianto fosse in funzione nonostante le raffiche di vento.
Horror ongeval met gondel. Zoals deze video laat zien, is een gondellift in het Zwitserse #Engelberg in het kanton Obwalden neergestort. Er staat momenteel een sterke wind in het gebied. Of er personen in de gondel zaten is nog niet duidelijk #20Minpic.twitter.com/vfOny8EwK6
— Johanns (Alpen)weer @johannsalpenweer.bsky.social (@Alpenweerman) March 18, 2026
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, al pari di altri politici di Fratelli d’Italia tra cui la vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, era socio di un ristorante romano assieme a un’esponente della famiglia di Mauro Carroccia, che in base a una sentenza definitiva è legato alla famiglia camorristica di Michele Senese. Lo ha rivelato Il Fatto Quotidiano. Una vicenda molto imbarazzante per il partito di Giorgia Meloni, subito attaccata dalle opposizioni.
Il ristorante e la società Le 5 Forchette
Il ristorante in questione, Bisteccherie d’Italia, si trova in via Tuscolana. E la società a cui fa capo, Le 5 Forchette, fino a meno di un mese fa aveva come soci Delmastro, Chiorino, Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI e assessore in Comune a Biella, e Davide Eugenio Zappalà, consigliere FdI in Regione Piemonte. Il “problema” risiede nell’identità dell’amministratrice unica: Miriam Caroccia, appena 18enne al momento della nomina, figlia del “ras” della ristorazione Mauro, in carcere con una condanna definitiva a 4 anni per intestazione fittizia con l’aggravante mafiosa, per aver ripulito i soldi dei Senese con i suoi locali.
Elena Chiorino (Imagoeconomica).
La cessione delle quote della società
Le 5 Forchette, società con un capitale di 10 mila euro e la sede nel centro di Biella, è stata costituita lì il 16 dicembre 2024. Miriam Caroccia ne deteneva il 50 per cento. Delmastro aveva il 25 per cento. L’impiegata Donatella Pelle il 10 per cento, poi Chiorino, Franceschini e Zappalà col 5 per cento. Delmastro aveva già ceduto a novembre 2025 metà delle sue quote a una società di cui lui stesso è l’unico proprietario, la G&G. La sentenza nei confronti di Mauro Caroccia è diventata definitiva il 18 febbraio scorso: nove giorni dopo il sottosegretario ha passato il 25 per cento a Pelle. Il 5 marzo tutti i soci si sono poi liberati insieme delle loro quote a favore di Miriam Caroccia, diventata unica proprietaria.
Opposizioni all’attacco: «Meloni che dice?»
«Era opportuno che Delmastro, già condannato in primo grado a otto mesi per rivelazione di segreto d’ufficio, avesse certe frequentazioni considerato il ruolo ricoperto?», domanda Debora Serracchiani, responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del Pd. I parlamentari del Movimento 5 stelle in commissione Antimafia hanno anticipato la presentazione di una richiesta «affinché la commissione d’inchiesta chieda tutti gli atti e faccia ogni approfondimento necessario». Così Marco Grimaldi di Avs: «Siamo rispettosi del lavoro che sta svolgendo la magistratura, quella a cui FdI cerca di spuntare le armi, perché se i fatti fossero confermati, sarebbero di una gravità inaudita. Nel mentre, la Presidente del Consiglio non ha nulla da dire?».
Andrea Delmastro (Imagoeconomica).
La difesa di Delmastro e degli altri meloniani
«La mia storia antimafia è chiara ed evidente, le mie battaglie contro la mafia sono chiare ed evidenti. Il mio II livello di scorta certamente non nasce per altri motivi se non per la battaglia contro la mafia che stiamo facendo: questo parla per me». Così Delmastro, a margine della cerimonia di celebrazione del 209esimo annuale di fondazione del corpo di polizia penitenziaria che si è svolta a Napoli. Il sottosegretario ha evidenziato poi di essere entrato in società «con una ragazza non imputata, non indagata, che poi si scopre essere la figlia di». E di essersi poi tolto da Le 5 Forchette «per il rigore etico e morale» che lo contraddistingue nella battaglia contro la mafia. Sulla stessa linea i compagni di partito Chiorino, Franceschini e Zappalá: «Abbiamo scelto, come già evidenziato dal sottosegretario Delmastro, di uscire immediatamente dalla società costituita un anno fa nel momento stesso in cui siamo venuti a conoscenza della posizione relativa al padre della giovane ex socia, che risulta tutt’ora incensurata. Una decisione non formalmente dovuta, ma netta, che nasce da un principio non negoziabile: il rispetto della legalità».
AGI - L'orario dell'arrivo del cuore da Bolzano per il trapianto al piccolo Domenico Caliendo, eseguito poi il 23 dicembre scorso con l'organo già danneggiato, è al centro di una nuova contestazione della procura di Napoli a due dei sette medici già indagati per omicidio colposo. A Guido Oppido, il cardiochirurgo che ha eseguito l'intervento, e alla seconda operatrice in sala, il pm Giuseppe Tittaferrante e l'aggiunto Antonio Ricci contestano anche il reato di falso, per discrepanze tra quanto segnato nella cartella medica del bimbo di due anni, morto dopo il trapianto di un cuore danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre scorso, e quanto emerso dagli accertamenti degli inquirenti. Per entrambi è stata chiesta anche al gip una misura interdittiva e verranno ascoltati a fine mese.
Dettagli splatter dalle testimonianze
Dalle testimonianze acquisite della procura di Napoli, "sono emersi dettagli scioccanti, dettagli 'splatter'. Ora dobbiamo studiare i documenti ma quello che è successo in sala operatoria a Napoli, è qualcosa quasi, purtroppo, di cinematografico", ha commentato l'avvocato Francesco Petruzzi, riferendosi alla documentazione acquisita per conto della famiglia di Domenico. Il legale della famiglia del bambino deceduto il 21 febbraio, fa riferimento a dichiarazioni relative all'attesa in sala operatoria dopo aver espiantato il cuore malato di Domenico, prima che arrivasse il box con l'organo del donatore in sala operatoria.
La lite in sala operatoria
Secondo la testimonianza, uno dei tecnici di sala viene chiamato a colloquio dal cardiochirurgo che ha seguito il trapianto, il quale chiede contezza, "con tono minaccioso" del fatto che il clampaggio è avvenuto alle 14.18 se alle 14.22 chi stava portando in ospedale il cuore del donatore era a telefono con un altro medico dell'equipe. Il tecnico avrebbe detto esplicitamente al cardiochirurgo che aveva espiantato il cuore del bambino malato, quando "il cuore era fuori dall'ospedale". In risposta il cardiochirurgo avrebbe dato un calcio a un termosifone offendendo verbalmente il tecnico, davanti a sanitari dell'equipe.
L'arrivo del cuore del donatore
Il contenitore in cui è stato trasportato il cuore donato al piccolo Domenico Caliendo, "chiuso, arrivò qualche minuto prima delle 14.30", secondo la ricostruzione di una testimone, ascoltata dai pm di Napoli per sommarie informazioni, nell'ambito dell'indagine sulla morte del bambino di due anni dopo il trapianto di un cuore danneggiato durante il trasporto da Bolzano.
Tempistiche del clampaggio e dell'arrivo dell'organo
Dopo il momento del 'clampaggio', la chiusura cioè delle principali arterie conseguente l'asportazione del cuore malato del bimbo, che sarebbe avvenuto alle 14.18, da quanto emerge da stralci delle testimonianze visionati dall'AGI, si evince che "qualche minuto prima delle 14.30" il cuore del donatore di Bolzano è arrivato in sala operatoria all'interno del contenitore ancora chiuso e che mentre veniva ultimata "la cardiectomia il contenitore non era ancora aperto".
Un cittadino svedese è stato giustiziato in Iran, secondo quanto riferito dalla ministra degli Esteri svedese Maria Malmer Stenergard. «È con profondo sgomento che ho appreso dell’esecuzione di un cittadino svedese in Iran. Il mio pensiero va ai familiari in Svezia e in Iran in questo momento difficile», ha affermato la politica, definendo la pena di morte una punizione «disumana, crudele e irreversibile». Stoccolma, insieme al resto dell’Unione europea, ne condanna l’applicazione in ogni circostanza. «Quando ieri sera ho appreso che l’esecuzione era imminente, ho immediatamente cercato un colloquio con il ministro degli Esteri iraniano per protestare con la massima fermezza. Purtroppo, però, il mio omologo non si è reso disponibile per un incontro», ha aggiunto Malmer Stenergard, che ha convocato l’ambasciatore iraniano in Svezia.
Chi è il cittadino giustiziato
Secondo il sito iraniano Mizan Online, a essere giustiziato all’alba di mercoledì 18 marzo 2028 è stato Kourosh Keyvani, arrestato a giugno 2025 e condannato a morte per «spionaggio a favore di Israele». In particolare, era accusato di aver trasmesso immagini e informazioni su luoghi sensibili ad agenti del Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana. Fermato a Savojbolagh il quarto giorno della cosiddetta Guerra dei 12 giorni, stando all’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim era stato trovato in possesso di contanti (pare 30 mila euro), veicoli e «sofisticate apparecchiature di comunicazione e sorveglianza». Secondo il rapporto annuale di HRA sulla situazione dei diritti umani in Iran, nel 2025 almeno 2.063 persone sono state giustiziate nel Paese (+ 119 per cento rispetto al 2024).
Sarà un po’ meno Libero di spaziare da un argomento all’altro. Fabrizio Biasin – giornalista, volto noto nei salotti tivù calcistici litigarelli e twittatore compulsivo – è stato ridimensionato. Meglio si occupi solo di sport, calcio in particolare, Inter ancora più in particolare. E non di spettacoli, come faceva ora (ha timbrato il cartellino pure all’ultimo Sanremo 2026 vinto da Sal Da Vinci). Il suo quotidiano, Libero, dove è caporedattore e grazie al quale viaggiava persino in giro per il mondo assieme ai lettori, gli ha messo dei paletti. Tramite un rimpastino firmato dal direttore Mario Sechi: il settore Spettacoli verrà associato alla Cultura, sotto il coordinamento di Lucia Esposito. Mentre Alessandra Menzani farà parte del settore e continuerà a seguire le pagine degli Spettacoli. Alessandro Dell’Orto cambia servizio e avrà il compito di supportare e sostituire nell’ideazione e fattura delle pagine di Spettacoli la collega Menzani in caso di assenza, ferie o altre incombenze. Come si nota, il nome di Biasin è stato depennato. Pare per aver pestato un… piede che non doveva pestare.
E pensare che per Biasin lo spettacolo era (anche) questione di famiglia. Visto che la moglie Gabriella Mastronardi, sorella dell’attrice Alessandra Mastronardi, lavora nell’ufficio stampa di Mediaset (dove spesso Biasin è ospite, nella trasmissione Pressing). Ora il giornalista, nerazzurro sfegatato, potrà consolarsi con i suoi 239 mila follower su Instagram e 253 mila su X, l’ex Twitter, titillandoli per fare salire l’engagement, come gli piace tanto fare. Chissà se si sarà almeno un po’ pentito di non aver affondato il colpo nella trattativa che a giugno 2025 lo vide vicino al trasferimento a La Gazzetta dello Sport. Saltò tutto, merito di una controproposta e della libertà di girare per ospitate tivù e podcast vari. Adesso però niente più Ariston. Lo spettacolo è finito.
Giovedì mattina di fuoco, a Londra: il 19 marzo nella Capitale inglese andrà in scena la Morgan Stanley European Financials Conference, prestigioso appuntamento che riunisce i vertici delle più importanti istituzioni finanziarie europee, investitori e analisti. Attesi anche il Ceo di UniCredit Andrea Orcel eLuigi Lovaglio, nonostante sia l’ad uscente di Montepaschi. Negli ambienti finanziari internazionali del resto Lovaglio gode di sincera stima, e qualcuno sussurra che potrebbe anche accettare un incarico all’estero. E Londra è una piazza perfetta per incontrare le persone che contano. Specie a Canary Wharf, nell’East End, distretto di Tower Hamlets, in quella che una volta era la zona portuale e che è diventata il centro degli affari londinesi.
Luigi Lovaglio (Imagoeconomica).
Per il No in Piazza del Popolo si stimano 7 mila presenze…
La chiusura della campagna referendaria organizzata dal comitato Società Civile per il No nel referendum costituzionale si terrà dalle 17 alle 20 di mercoledì in piazza del Popolo: centrosinistra presente con Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Parteciperanno anche Roberto Gualtieri, Maurizio Landini, Rosy Bindi, Gianfranco Pagliarulo dell’Anpi. Sul sito di Roma Capitale, nelle informazioni alla mobilità, è prevista la partecipazione di 7 mila persone. Chissà chi ha fatto la stima…
Elly Schlein a un comizio in favore del no al referendum a Napoli (Ansa).
Tajani e la giustizia «tra capo e collo»
Almeno Silvio Berlusconi si era inventato TikTokTak… Antonio Tajani, suo “erede” («sì, je piacerebbe», dicono a Roma) alla guida di Forza Italia ha prodotto un video che sta sbancando sui social dedicato al referendum sulla giustizia. L’astuto Tajani esce dal portoncino del suo condominio ai Parioli e in mezzo al giardino recita il suo appello per il Sì. Mettendo in guardia gli elettori: «Voglio mandarvi un messaggio da casa mia», perché «riguarda la vita di ciascuno di noi», dato che «può capitarvi tra capo e collo di vedervi arrivare qualcosa di strano mentre state a casa». Una busta verde? Le forze dell’ordine, nel bel mezzo della notte, alle tre del mattino, che svegliano di soprassalto la vittima di turno? Tajani sottolinea che «la persona che è chiamata a giudicare chi ha ragione e chi ha torto non deve essere amica di nessuna delle due parti in causa». Berlusconi sarebbe orgoglioso.
Saviano tra i premiati del Sarzanini
La quinta edizione del premio giornalistico Mario Sarzanini, dedicato alla memoria del decano della cronaca giudiziaria scomparso nel 2021, si tiene il 18 marzo a Roma alla Casa del Cinema. La giuria, presieduta da Andrea Balzanetti e composta da Massimo Martinelli, Guido D’Ubaldo, Andrea Cappelli, Davide Desario, Andrea Pucci, Emma D’Aquino, Luigi Contu e Flavio Natalia, ha scelto i vincitori delle diverse categorie: web, Roberto Saviano; radio, Giorgio Zanchini; Tv, Veronica Fernandes; quotidiani, Niccolò Zancan; agenzie, Assunta Cassiano; podcast, Malcom Pagani; uffici stampa, Medici Senza Frontiere. Premio speciale al film 40 secondi, dedicato alla storia di Willy Monteiro Duarte. Attese autorità civili e militari, in grande numero, come nelle passate edizioni.
La giuria di selezione ha indicato Ancona quale Capitale italiana della Cultura 2028. L’ha annunciato il ministro Alessandro Giuli al Collegio romano esprimendo le sue congratulazioni alla città «per la qualità del progetto presentato e per il traguardo raggiunto», che pone la cultura al centro come motore di rigenerazione e sviluppo. Città-porto e città-parco, crocevia del Mediterraneo, Ancona riceverà un contributo di un milione di euro destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura. Le altre città finaliste erano Forlì, Anagni, Catania, Colle di Val d’Elsa, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia.
Le motivazioni della giuria: «Modello di progettazione culturale innovativa e sostenibile»
Queste le motivazione per cui Ancona è stata selezionata, indicate dalla giuria: «Il dossier propone un modello di valorizzazione culturale solido e coerente, capace di coniugare identità territoriale e apertura internazionale in una visione che connette le politiche culturali con più ampie dimensioni di rigenerazione urbana, inclusione sociale e partecipazione. Il programma di eventi e interventi è solido e interdisciplinare ed è adeguato per attrarre un pubblico ampio e diversificato lungo l’intero arco dell’anno. La strategia di investimento appare solida e coerente con gli obiettivi, con un impatto atteso significativo sul tessuto socio-economico. Apprezzata, inoltre, l’integrazione tra istituzioni culturali, sistema della ricerca, realtà associative e operatori del territorio, che garantisce una rete strutturata, partecipativa e orientata alla crescita». Rilevante infine, agli occhi dei giurati, «l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea, che rafforza il posizionamento internazionale del progetto, così come il coinvolgimento attivo delle comunità locali e degli enti territoriali, nonché dei giovani, considerati non solo come fruitori ma come protagonisti dei processi creativi e culturali». Quindi la conclusione: «Il dossier soddisfa pienamente gli indicatori del bando, ponendosi come un modello di progettazione culturale innovativa, sostenibile e condivisa. Il giudizio è eccellente».
Dopo l’abbattimento di tre missiliprovenienti dall’Iran nello spazio aereo della Turchia, Ankara ha annunciato che un nuovo sistema Patriot verrà schierato nella base militare di Incirlik, situata nei pressi della città di Adana nel sud-est del Paese, non lontano dal confine con la Siria. La base rappresenta uno dei principali hub strategici della Nato nel Mediterraneo orientale.
Nella base c’è già un sistema Patriot fornito dalla Spagna
Rafforzata dunque ulteriormente la copertura antimissile del sud della Turchia, in risposta alle tensioni regionali legate al conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele. «Oltre alle misure nazionali adottate per garantire la sicurezza del nostro spazio aereo e dei nostri cittadini, un ulteriore sistema Patriot, assegnato dal Comando aereo alleato di Ramstein, in Germania, è in corso di dispiegamento ad Adana, in aggiunta al sistema Patriot spagnolo già presente nella base», ha spiegato il ministero della Difesa turco.
La nuova edizione del Grande Fratello Vip, che vede al timone Ilary Blasi e Selvaggia Lucarelli al fianco di Cesara Buonamici come opinionista, non è iniziata in modo brillante. La prima puntata, andata in onda il 17 marzo su Canale 5, non è infatti andata oltre il 18,4 per cento di share (2.146.000 spettatori): peggio del debutto dell’ultima edizione condotta da Alfonso Signorini, che l’11 settembre 2023 era partita col 23,01 per cento di share (2.994.000 spettatori).
La sfida agli ascolti tv del prime time ha visto trionfare la serie Le Libere Donne – andata in onda su Rai 1 – con 3.046.000 spettatori, pari al 18,7 per cento di share.