Meloni da Fedez, il cappellino del Tg2 al Papa e le pillole del giorno

Non solo è scesa in campo, ma è entrata direttamente nel ring. Dopo varie ospitate e gli appelli sui social, Giorgia Meloni si gioca l’ultimo asso per lanciare la volata al Sì: partecipare a Pulp Podcast di Fedez e Mr Marra. La puntata, di cui è uscito un brevissimo estratto, sarà messa online giovedì. Una mossa, quella di Meloni, che a pensar male potrebbe sembrare un’ultima spiaggia. Sebbene bella popolata se si considera che alcuni episodi di Pulp Podcast, come quello con Roberto Vannacci, o con l’ex nemico Maurizio Gasparri (a cui Fedez ha offerto addirittura una canna) sono diventati virali. Forse la premier grazie al gancio di Fedez forse spera di raggiungere gli elettori più giovani e sicuramente meno ideologizzati.

L’ospitata segna pure il disgelo definitivo tra la leader di FdI e il rapper. Era il 2022 quando dal palco di Atreju Meloni attaccava frontalmente gli influencer e indirettamente l’allora signora Lucia, Chiara Ferragni: «Il vero modello da seguire non solo gli influencer che fanno soldi a palate indossando degli abiti, mostrando delle borse o addirittura promuovendo carissimi panettoni con i quali si fa credere che si farà beneficenza, ma il cui prezzo serve solo a pagare cachet milionari». Fedez ovviamente replicò. «Evento singolare è che pochi minuti fa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sul palco della sua fantastica festa del partito, abbia deciso di parlare delle priorità del Paese: avrà parlato della disoccupazione giovanile? No. Ha parlato della manovra finanziaria che stanno facendo col cu*o e che non hanno ancora finito? No. Ha parlato della pressione fiscale del Paese? No. Ha deciso di dire: ‘Diffidate alle persone che lavorano sul web’. Questa è la priorità del nostro Presidente del Consiglio».

Meloni da Fedez, il cappellino del Tg2 al Papa e le pillole del giorno
Fedez con la foto di Galeazzo Bignami (Ansa).

Acqua passata comunque. Come è passata l’era Ferragnez. Anche perché Fedez da filo grillino, gran accusatore della destra – chi non ricorda (per dirne un paio) l’elenco delle uscite omofobe della Lega snocciolate durante il Primo maggio 2021 o il freestyle durante il quale dalla Costa Smeralda al largo di Sanremo nel 2023 Fedez strappò la foto del viceministro Galeazzo Bignami in costume da nazista e attaccò la ministra Eugenia Roccella – è finito al congresso dei giovani di Forza Italia con la benedizione di Gasparri, ha cantato strofe contro Elly Schlein. E ha criticato duramente il sindaco di Milano Beppe Sala ai tempi dell’inchiesta sull’urbanistica. «Sei il sindaco della città di Mani Pulite, inchiesta che ha svelato il modus operandi di un’intera classe politica, fondato sulla corruzione. E che fai? Per manifestare la tua estraneità ai fatti e alle inchieste che stanno segnando le ultime settimane del capoluogo meneghino, decidi di usare l’espressione: ‘io ho le mani pulite’. Davvero?». Lo stesso Sala che aveva consegnato a lui e consorte l’Ambrogino d’oro. Insomma, Fedez resterà folgorato sulla via della Scrofa abbracciando in toto la causa destrorsa?

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Giuseppe Cruciani, Stefano Benigni e Fedez al congresso dei Giovani di Forza Italia (Ansa).

Il cappellino del Tg2 per Prevost

Credevamo di aver visto tutto: il ministro degli Esteri Antonio Tajani con in mano il cappellino Maga, gentile cadeau offerto ai partecipanti della riunione del Board of Peace di Washington e prima ancora Gennaro Sangiuliano in campagna per le Regionali campane con in testa il ‘tarocco’ con la scritta “Make Naples Great Again”. E invece no. Lunedì di cappellino ne è volato un altro, e questa volta tra tra le mura vaticane. Il direttore Antonio Preziosi ha donato a Papa Leone XIV il copricapo brandizzato Tg2, realizzato per festeggiare il mezzo secolo di vita della testata. In prima fila, c’era la vicedirettrice del Tg2 Elisabetta Migliorelli, ex signora Petrecca.

Prima gaffe involontaria del pontefice americano: «Saluto l’amministratore delegato della Rai», ha esordito il Pontefice. Peccato che Giampaolo Rossi fosse assente. Ma niente panico: «Ah, non c’è? Primo sbaglio! Stasera al Tg2 delle 20:30 vedrò che il Santo Padre ha detto questa cosa… Comunque comunicate i miei saluti anche all’amministratore», ha scherzato Prevost.

Festa all’Aniene per Maira

Circolo Canottieri Aniene in festa lunedì sera. Il neurochirurgo di fama mondiale Giulio Maira, proprio nel giorno del suo compleanno (classe 1944) ha presentato il suo libro Dove danzano i pensieri. Capire il mondo con le neuroscienze. Tanti i vip presenti nel sodalizio romano caro a Giovanni Malagò: da Luigi Gubitosi a Luigi Abete, fino a Silvia Calandrelli, direttrice Rai per la Sostenibilità e monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia accademia per la vita.

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Giulio Maira (Imagoeconomica).

Se i quotidiani diventano set cinematografici

Durante la festa per la free press Leggo è stato ricordato che la redazione è stata set per film famosi, come Smetto quando voglio I e II, Beata ignoranza e Ricchi di fantasia. La scorsa settimana pure la sede de Il Messaggero, in via del Tritone, ha ospitato le scene di un film.

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Una scena de Il provinciale girata nella redazione del Messaggero.

E non è stata la prima volta. Perché il quotidiano fu al centro della storia del film Il provinciale, diretto nel 1971 da Luciano Salce con protagonista Gianni Morandi, un giovanotto arrivato nella Capitale con l’ambizione di diventare giornalista…

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Gianni Morandi ne Il Provinciale.

Energia verde per il Vaticano

La settimana prossima la Camera dei Deputati dimostrerà di avere a cuore il Vaticano. Dopo il referendum sulla giustizia, Montecitorio dovrà occuparsi dell’accordo tra Italia e Santa Sede per un impianto agrivoltaico a Santa Maria di Galeria, già approvato dal Senato. Di che si tratta? Della definizione, con tanto di bollo parlamentare, di quanto era stato firmato a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, con l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, e l’ambasciatore Francesco Di Nitto, rappresentante italiano presso la Santa Sede. A Santa Maria di Galeria, area di proprietà della Santa Sede, sorgerà un impianto agrivoltaico per produrre energia elettrica rinnovabile destinata alla Città del Vaticano: un progetto pensato «per conciliare l’uso agricolo del suolo con la produzione energetica, per proteggere l’equilibrio idrogeologico, ridurre l’impatto ambientale e tutelare il patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico della zona», voluto da Papa Francesco, che con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Fratello Sole” del 21 giugno 2024, aveva affidato, al presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e al Presidente dell’amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, «l’incarico di realizzare un impianto agrivoltaico ubicato all’interno della zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria, che assicuri, non soltanto l’alimentazione elettrica della stazione radio ivi esistente, ma anche il completo sostentamento energetico dello Stato della Città del Vaticano». Insomma, una scelta “autarchica” voluta dal pontefice che aveva elaborato la teoria della «terza guerra mondiale a pezzi» e che oggi, a causa del conflitto in Medio Oriente, diventa ancora più strategica. L’agrivoltaico permette di produrre energia rinnovabile sfruttando pannelli solari installati su terreni agricoli, senza rinunciare alla loro coltivazione, un approccio che consente di conciliare la produzione agricola con quella energetica, in modo sostenibile, proprio nella zona extra territoriale dove sorge il Centro Radio in onda corta della Radio Vaticana, curato dal Dicastero per la Comunicazione. 

Al GF vip pure la figlia di Angelo Altea

Il Grande Fratello Vip regala sempre grandi sorprese. In questa edizione, partecipa anche Ibiza Altea, 26 anni, nata ad Atlanta, in America, ma cresciuta in Italia. La scheda personale inviata dagli organizzatori recita: «Figlia di Priscilla, vocalist americana a Ibiza, e di Angelo, ex parlamentare di origini sarde, ha vissuto a Vicenza, per poi trasferirsi a Milano, dove attualmente è modella e attrice. Per Ibiza questo mix di culture è un dono». Già, Angelo Altea, giornalista e deputato per due legislature: eletto inizialmente con Rifondazione Comunista, passò al Movimento dei Comunisti Unitari e infine ai Democratici di Sinistra. È stato anche capo servizio de L’Unione Sarda e presidente provinciale dell’Arci di Nuoro.

Fabrizio Corona rinviato a giudizio per diffamazione al calciatore Pellegrini

Il gup di Roma ha rinviato a giudizio Fabrizio Corona per l’accusa di diffamazione ai danni del calciatore della Roma Lorenzo Pellegrini. La vicenda coinvolge anche una donna che, in un’intervista pubblicata da Corona sul sito dillingernews.it, ha accusato falsamente di stalking il centrocampista giallorosso. Alla ragazza, 25 anni, sono contestate anche la calunnia e le minacce. Il procedimento è stato fissato per l’1 dicembre 2026 davanti al giudice del tribunale monocratico. «Siamo soddisfatti di questo passaggio processuale. Una decisione che ritengo doverosa, la sede dove ora verrà approfondita questa vicenda è il dibattimento», ha affermato l’avvocato Federico Olivo, legale del calciatore.

Maxi tamponamento sull’autostrada Palermo-Messina: coinvolti 80 mezzi

Maxi tamponamento sull’autostrada Palermo-Messina: coinvolti 80 mezzi
Maxi tamponamento sull’autostrada Palermo-Messina: coinvolti 80 mezzi
Maxi tamponamento sull’autostrada Palermo-Messina: coinvolti 80 mezzi
Maxi tamponamento sull’autostrada Palermo-Messina: coinvolti 80 mezzi

Autostrada Palermo-Messina bloccata tra Rometta e Milazzo, dove si è verificato un maxi tamponamento a catena che ha coinvolto circa 80 mezzi tra autovetture, furgoni e mezzi pesanti. L’incidente si è verificato nella mattinata di martedì 17 marzo 2026. La circolazione autostradale è stata completamente bloccata per consentire la gestione dell’emergenza e l’evacuazione degli automobilisti coinvolti all’interno della galleria. Non ci sarebbero feriti gravi. Sul posto ci sono diverse squadre dei vigili del fuoco, la polizia stradale e i mezzi di soccorso del 118. La tratta della A20 tra Rometta e Milazzo è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia a causa della presenza di gasolio sulla carreggiata, che rende il fondo stradale estremamente scivoloso e pericoloso. Non ci sarebbero feriti gravi.

Udienza del Riesame a Milano, Cinturrino chiede i domiciliari

Davanti ai giudici dei Tribunale del Riesame di Milano, nel corso di un’udienza durata due ore in cui ha chiesto i domiciliari, l’agente Carmelo Cinturrino ha ribadito ancora una volta di aver «sparato per paura» a Abderrahim Mansouri e che «non voleva uccidere» il pusher, descrivendo «una tragica fatalità» quanto accaduto il 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo. Il poliziotto, accusato di omicidio volontario aggravato (anche dalla premeditazione) e indagato per oltre 30 capi di imputazione, è in carcere dal 23 febbraio. Cinturrino, hanno riferito i suoi avvocati, conosceva Mansouri «solo per una foto segnaletica». L’agente ha inoltre respinto le altre accuse di spaccio, violenze e pestaggi. La decisione dei giudici è attesa per i prossimi giorni. L’inchiesta ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di altri sei poliziotti del Commissariato Mecenate, accusati a vario titolo di favoreggiamento, omissione di soccorso, arresti illegali, falso e estorsione.

La Russa e la famiglia del bosco, un richiamo della foresta irresistibile

Ci sono una buona e una cattiva notizia. La buona: Ignazio La Russa, tramite video sui social, informa che non incontrerà la cosiddetta famiglia del bosco questo mercoledì, il 18 marzo, cioè a ridosso del referendum sulla giustizia, sia mai che si possa strumentalizzare. La cattiva: lo farà comunque dopo, sensibile – dice – al richiamo dei genitori «degli sfortunati bambini».

La seconda carica dello Stato dovrebbe spegnere i fuochi della polemica

Il presidente del Senato, seconda carica dello Stato, custode della terzietà istituzionale, uomo che dovrebbe incarnare equidistanza e soprattutto non alimentare i fuochi della polemica ma spegnerli, ha deciso che quella vicenda merita non una nota stampa, un generico appello alla tutela delle famiglie, ma un incontro diretto. Nessuno glielo ha chiesto, e non c’è norma che lo preveda. Il codice di buona condotta istituzionale, semmai, lo sconsiglierebbe vivamente.

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La Russa e la famiglia del bosco, un richiamo della foresta irresistibile
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La Russa e la famiglia del bosco, un richiamo della foresta irresistibile
La Russa e la famiglia del bosco, un richiamo della foresta irresistibile
La Russa e la famiglia del bosco, un richiamo della foresta irresistibile

Ma per La Russa la famiglia del bosco è, politicamente, come il richiamo della foresta. L’icona perfetta del racconto che la destra sta costruendo con meticolosa strategia: magistratura cattiva, politica buona. Lo Stato nemico del popolo e dei deboli. Insomma, una trama da cui è difficile tenersi lontani. Un meccanismo rodato, che al presidente del Senato non par vero enfatizzare facendo di un caso di cronaca controverso il viatico per una campagna di propaganda.

La Russa e la famiglia del bosco, un richiamo della foresta irresistibile
Il presidente del Senato Ignazio La Russa e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (foto Ansa).

Fontana, presidente della Camera e leghista doc, si sta contenendo

Colpisce, ma questo è un suo merito, il confronto con il collega di Montecitorio. Lorenzo Fontana, presidente della Camera, leghista doc, uno che sulla carta dovrebbe essere il più tentato dalla militanza attiva, resta al suo posto mostrando una commendevole disciplina istituzionale. Non commenta le sentenze e non si presta alle narrazioni di parte. Fa il presidente della Camera, punto. La Russa, invece, non ha smesso i panni di quando era un attivista missino, incurante del fatto che il suo ruolo attuale imporrebbe di dismetterli.

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La Russa e la famiglia del bosco, un richiamo della foresta irresistibile
Il presidente della Camera Lorenzo Fontana (Imagoeconomica).

Il paradosso è evidente: l’uomo di Alleanza nazionale, il nostalgico convertito al garantismo di convenienza, l’alfiere della destra che ha sempre applaudito – vedi Mani Pulite – al ruolo moralizzatore delle procure, ora dall’alto della sua carica istituzionale fa esattamente quello che ha sempre accusato gli altri di fare. Invadere. E biasima l’intervento dei giudici.

L’ambiente del bosco dove sono cresciuti i figli di Ignazio è quello verticale

Ciò non vuol dire che la vicenda della famiglia del bosco non meriti attenzione. Ma come lei ce ne sono centinaia la cui odissea si svolge tra servizi sociali, tribunali e una burocrazia che spesso fa a pugni con le ragioni umanitarie. E su cui però non si accendono i riflettori. Ma il presidente del Senato incontra proprio quella che demagogia e propaganda hanno ritenuto degna di interesse. Quella che è finita sui giornali e che per senso e tempistica (siamo a ridosso di un referendum sulla giustizia che la destra deve vincere) presentava requisiti perfetti. La Russa dirà che lo fa per umanità, da padre di famiglia quale anche lui è, anche se l’ambiente del bosco dove sono cresciuti i suoi figli è quello verticale. Carità cristiana, dirà qualcuno. Ma mai come in questo caso pelosa.

Bff Bank, Giuseppe Sica nuovo amministratore delegato

Il consiglio di amministrazione di Bff Bank, piattaforma pan-europea presente in nove Paesi specializzata nella gestione e nell’acquisto pro soluto di crediti commerciali verso la pubblica amministrazione e i Sistemi sanitari nazionali, ha deliberato di cooptare Giuseppe Sica in qualità di consigliere, attribuendogli l’incarico di amministratore delegato. Ciò fa seguito alle dimissioni di Massimiliano Belingheri dal suo incarico di consigliere di amministrazione non esecutivo. Sica continuerà anche a mantenere l’incarico di direttore generale conferitogli a febbraio 2026. «Ringrazio il cda per la fiducia accordatami con questa nomina. Sono orgoglioso di potere lavorare con il nostro management team e guidare la banca nella sua prossima fase a beneficio di tutti gli stakeholders», ha commentato Sica.

Chi è Giuseppe Sica

Laureato in Fisica presso la Scuola normale superiore e specializzatosi presso la Luiss Business school, è entrato a far parte del Gruppo nel 2025 in qualità di cfo. In precedenza, ha ricoperto lo stesso ruolo presso Banca Mps, è stato presidente di Axa Mps e ha supportato Eurovita – in qualità di amministratore delegato – nella preparazione del proprio piano di risanamento, maturando così negli anni un’ampia esperienza nel settore finanziario. Dal 2002 al 2020 ha lavorato in Morgan Stanley fino a divenire – in qualità di managing director – responsabile del team investment banking per le istituzioni finanziare italiane. Durante questo periodo, ha lavorato con BFF sulla cessione da Apax a Centerbridge nel 2015, sull’acquisizione strategica in Polonia nel 2016, sulla quotazione della società presso la Borsa italiana nel 2017 e sulle prime emissioni pubbliche della banca.

Indagato per caporalato il cognato di Attilio Fontana

Andrea Dini, cognato del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana (è fratello della moglie Roberta), è indagato con altre cinque persone per caporalato dalla Procura di Milano, che ha disposto il controllo giudiziario di Dama, società di produzione di maglieria e vestiario di cui è amministratore delegato. Lo si legge nell’atto con cui è stata disposto dal pm Paolo Storari il controllo giudiziario della stessa Dama e di Aspesi, noto marchio di abbigliamento, nell’ambito di un filone d’inchiesta sullo sfruttamento nella moda e nel made in Italy.

Indagato per caporalato il cognato di Attilio Fontana
Attilio Fontana (Imagoeconomica).

Le accuse di confronti di Dama

L’accusa nei confronti di Dama, società da 107 milioni di ricavi l’anno, 5,6 milioni di utili e 309 dipendenti di cui 130 operai, è di «sfruttamento» della manodopera cinese «in stato di bisogno», impiegata nella sette giorni su sette, dalle 8 del mattino alle 22 della sera nella produzione di capi per il brand Paul&Shark nella sede di Varese. La misura dovrà essere vagliata da un gip entro 10 giorni. Dini, con Dama, era già stato indagato per la vicenda dei camici forniti alla Regione Lombardia: la sua posizione era stata poi archiviata.

Biennale, inviati al Mic i documenti su padiglione russo: «Nessuna violazione»

La Biennale di Venezia ha inviato al ministero della Cultura la documentazione relativa al padiglione russo previsto alla prossima edizione dell’Esposizione internazionale d’arte che aprirà il 9 maggio. L’istituzione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco ha precisato che «nessuna norma è stata violata» e che «le sanzioni verso la Federazione Russa sono state rispettate integralmente come da nostro dovere». A richiedere «con la massima urgenza» elementi in merito alla partecipazione della Russia alla Biennale, con particolare riferimento alle modalità di allestimento e di gestione del padiglione e alla loro compatibilità con il regime sanzionatorio in vigore, era stato il ministro Alessandro Giuli. L’obiettivo è accertare se la gestione logistica, i materiali e le eventuali movimentazioni collegate all’allestimento possano entrare in conflitto con le restrizioni adottate dall’Unione europea dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.

Biennale, inviati al Mic i documenti su padiglione russo: «Nessuna violazione»
Alessandro Giuli (Ansa).

Il rischio di sospensione dei finanziamenti europei in caso di irregolarità

Le sanzioni non vietano la partecipazione di artisti russi a eventi culturali internazionali, ma pongono limiti su transazioni, logistica e rapporti con enti statali. Per questo il ministero vuole chiarire se l’organizzazione del padiglione russo abbia richiesto operazioni che necessitano di autorizzazioni specifiche. In caso di irregolarità, l’applicazione delle sanzioni resta di competenza degli Stati membri. Non è invece automatico il rischio di contromisure dirette da parte dell’Unione europea. Sullo sfondo c’è però il tema dei finanziamenti comunitari alla Fondazione Biennale, pari a circa 2 milioni di euro in tre anni nell’ambito del programma Europa Creativa. Un portavoce della Commissione ha chiarito che, in caso di violazione degli accordi, il progetto potrebbe essere sospeso o revocato.

Trump ha chiesto a Xi di rinviare l’incontro in programma a Pechino

Donald Trump ha detto di aver chiesto a Xi Jinping di rinviare di circa un mese – a causa della guerra in Iran – il vertice in programma a Pechino per l’inizio di aprile. «Voglio essere qui, devo essere qui. Quindi abbiamo chiesto di rimandare l’incontro di un mese o giù di lì… È molto semplice, abbiamo una guerra in corso», ha detto il presidente Usa parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.

Trump ha chiesto a Xi di rinviare l’incontro in programma a Pechino
Donald Trump (Imagoeconomica).

Pechino «ha preso atto» della richiesta di Trump

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha dichiarato che Pechino «ha preso atto» della richiesta della Casa Bianca: «Le due parti sono in comunicazione sulla tempistica della visita del presidente Trump in Cina. Al momento non ho ulteriori informazioni da fornire».

La richiesta di Trump alla Cina per lo Stretto di Hormuz

Il 16 marzo Trump ha chiesto anche alla Cina di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, così da permettere la riapertura del braccio di mare attraverso cui transita una fetta cruciale del greggio mondiale. C’è chi suggerisce che il rinvio dell’incontro possa (anche) essere legata a tensioni tra Washington e Pechino proprio su tale questione.

Caro carburanti, cosa sono e come funzionano le accise mobili

Con l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio causato dall’attuale crisi energetica, si torna a parlare di accise mobili, un meccanismo introdotto con la legge finanziaria 2008 e successivamente riformato dal governo Meloni nel 2023. Per capire cosa sono, occorre ricordare che i prezzi dei carburanti sono gravati da una doppia tassazione: le accise, imposte calcolate in misura fissa per unità di prodotto, e non in percentuale sul prezzo, e l‘Iva, applicata al 22 per cento sull’intero prezzo comprensivo già delle accise stesse (un meccanismo spesso criticato che viene definito di “tassa sulla tassa”). Quando il prezzo del greggio sale, va da sé che lo Stato incassa più Iva, essendo quest’ultima una percentuale il cui valore aumenta all’aumentare del prezzo su cui viene calcolata. Ecco che, per compensare questo rincaro, possono entrare in gioco le accise mobili. Il governo può cioè ridurre le accise (che sono invece un valore fisso) di un importo pari al maggior gettito Iva incassato.

Come funzionano le accise mobili

Per fare un esempio, supponiamo che nella situazione iniziale lo Stato incassi 0,30 euro di Iva per ogni litro di carburante venduto. Se il prezzo sale e l’Iva pagata dai cittadini balza a 0,35 euro per litro, lo Stato guadagnerebbe 0,05 euro imprevisti in più, il cosiddetto extra-gettito. Per legge, il governo può emanare un decreto di attivazione dell’accisa mobile per tagliare l’accisa di 0,05 euro, facendo così in modo che il prezzo alla pompa scenda dello stesso importo. In questo modo manterrebbe invariate le entrate per lo Stato facendo risparmiare i cittadini.

Le accise si possono abolire?

Quando si parla di accise, torna in auge anche il dibattito sulla loro abolizione. A tal proposito va sottolineato che ciò non è possibile, perché c’è una direttiva comunitaria (2003/96/CE) che obbliga a sottoporre ad accisa tutti i prodotti energetici impiegati come carburanti e stabilisce le aliquote minime unionali per i singoli prodotti energetici. Lo spazio di manovra per ridurre le accise su benzina e gasolio è quindi vincolato al rispetto dei valori minimi previsti dalla normativa europea. Un altro tema che anima il dibattito quando aumentano i prezzi di benzina e gasolio riguarda la riduzione dell’Iva. Anche in questo caso le regole sono dettate dalla normativa comunitaria, che esclude i carburanti dai prodotti assoggettabili ad aliquota ridotta. Dunque il governo non può intervenire per abbassare la percentuale.