Quattro dei sei membri dell’equipaggio sono morti nello schianto di un aereo cisterna Usa in Iraq. L’ha reso noto il Comando Centrale degli Stati Uniti. L’incidente, che ha coinvolto un mezzo KC-135 Stratotanker dell’aeronautica Usa, velivolo per il rifornimento in volo, si è verificato nell’Iraq occidentale e «non è stato causato da fuoco ostile o fuoco amico». Ha coinvolto anche un secondo aereo, che è atterrato in sicurezza senza vittime né feriti.
Il super poliziotto tra condanne e misteri
AGI - Bruno Contrada: un combattente fino alla fine, sospettato fin quasi agli ultimi giorni di vita. L'occasione più recente in cui si era parlato di Bruno Contrada, napoletano ma da mezzo secolo a Palermo, morto all'età di 94 anni, era stata l'inchiesta sul depistaggio Piersanti Mattarella, nella quale era indagato l'ex prefetto Filippo Piritore, tornato libero nei giorni scorsi dopo una sentenza della Cassazione sui suoi arresti domiciliari: era sparito il guanto usato dai killer dell'ex presidente della Regione siciliana e oggi Piritore è sotto accusa per aver cercato di sviare le indagini su questa storia.
Contrada, Pirintore e il mistero del guanto
Ma con chi aveva detto di aver parlato di quel misterioso guanto, Piritore, quando era un giovane funzionario della Squadra mobile? "Con Bruno Contrada", aveva risposto nel settembre e nell'ottobre 2024 ai pm di Palermo. Chiamato in causa - non sempre a proposito - per mille vicende, legate agli anni di piombo siciliani, i '70 e gli '80 in particolare, Contrada è morto comunque da uomo libero, dopo avere scontato otto anni tra carcere e arresti domiciliari. Sempre a inseguire le sue contraddizioni però, e quelle di un intero Paese nella lotta, spesso border line, alla mafia.
Le sentenza (ineseguibile) di condanna per Contrada
La sentenza che lo aveva dichiarato colpevole di concorso in associazione mafiosa, infliggendogli 10 anni, era stata dichiarata "ineseguibile" dopo che la Corte europea dei diritti dell'uomo, da Strasburgo, l'aveva dichiarata priva di effetti penali.
"Colpa" del concorso esterno, il combinato disposto degli articoli 110 e 416 bis del codice penale, caro a Giovanni Falcone ma - all'epoca dei fatti contestati a Contrada, compresi tra il 1974 e il 1992 - ancora vago e indeterminato.
Il caso del mancato risarcimento di 667mila euro
Un motivo tecnico che aveva dato al 'superpoliziotto' la possibilità di dire di avere scontato la pena senza ragione. Ma come in molti fatti italiani, dopo aver ottenuto un risarcimento da 667 mila euro, un annullamento con rinvio da parte della Cassazione aveva fatto sì che la Corte d'appello palermitana, tornata a occuparsi del caso, il risarcimento lo negasse. La ragione era che comunque Contrada, con i suoi comportamenti, avesse "dato causa" ai sospetti di collusione nei suoi confronti. Collusioni che non sarebbero state immaginarie.
Contrada 'superpoliziotto' e le accuse dei pentiti
Capo della Squadra mobile negli anni più duri del contrasto alla criminalità organizzata, Contrada aveva sempre detto di aver subito la vendetta di mafiosi che, come Gaspare Mutolo, lo odiavano perché lui la lotta alla mafia l'aveva sempre fatta e senza sconti: Mutolo fra l'altro era tra i colpevoli dell'omicidio dell'agente Gaetano Cappiello, morto durante il tentativo di catturare i sequestratori dell'imprenditore Angelo Randazzo.
Ma era stato proprio l'ex picciotto di Partanna a inguaiare il 'superpoliziotto', parlando delle sue collusioni con Cosa nostra e col capo del mandamento di Partanna Mondello, don Saro Riccobono, "signore" delle borgate marinare di Palermo.
Carriera, sospetti e depistaggi
Altri pentiti, tra cui Francesco Marino Mannoia, avevano rivelato i collegamenti con Stefano Bontate, il cosiddetto Principe di Villagrazia, anche lui assassinato, come don Saro. Nella squadra dell'eterno imputato-indagato, negli anni '70, prima che i sospetti si addensassero su di lui, c'era stato anche Boris Giuliano, ucciso da Leoluca Bagarella il 21 luglio 1979 nel bar Lux di Palermo.
Le foto in bianco e nera della squadra Mobile "dura e pura"
Vecchie foto in bianco e nero ritraggono i due insieme con altri volti storici della Mobile "dura e pura": "Non ho mai tradito i miei uomini, Giuliano in particolare", aveva ripetuto mille volte Bruno Contrada. La sua carriera era proseguita con la dirigenza della Criminalpol della Sicilia occidentale, poi il lavoro all'Alto commissariato per la lotta alla mafia, l'ingresso nei Servizi segreti, la scalata fino a diventare il numero tre del Sisde.
Il presunto "colossale depistaggio" sul giudice Borsellino
E intanto i sospetti che si accumulavano, concretizzati dalla questione dell'arresto annunciato di Oliviero Tognoli e del sorriso che lo stesso industriale avrebbe fatto a Giovanni Falcone, quando il giudice istruttore gli aveva chiesto se fosse stato Contrada a dargli la dritta.
Storie degli anni '80, poi oggetto del lungo processo che lo vide imputato a Palermo, fino al periodo delle stragi e ai sospetti dei pm di Caltanissetta sul possibile ruolo che l'agente segreto avrebbe avuto un ruolo nella vicenda Borsellino in particolare, oggetto di un "colossale depistaggio". Una posizione nebulosa, la sua, forse anche comoda quando non si riusciva ad arrivare a risultati investigativi concreti, sempre risoltasi con un nulla di fatto.
Contrada si difende: "sono pulito"
"Sono pulito", ripeteva, "su di me non è mai stato dimostrato nulla di concreto". Fino alla morte, fino agli ultimi sospetti, fino a una sentenza "improduttiva di effetti penali" e a tante inchieste archiviate.
Morto Bruno Contrada, ex numero tre del Sisde
È morto a 94 anni Bruno Contrada: ex numero tre del Sisde negli anni più violenti della guerra di mafia a Palermo, fu al centro di una controversa vicenda giudiziaria che lo vide condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, sentenza poi revocata dalla Corte europea dei diritti umani.
Fu arrestato nel 1992 dopo le testimonianze di diversi pentiti
Dopo aver lavorato nella Squadra Mobile di Palermo, di cui divenne dirigente, Contrada guidò la sezione siciliana della Criminalpol. Negli Anni 80 entrò nel Sisde, il servizio segreto civile italiano, arrivando a ricoprire ruoli apicali nell’organizzazione. Alla viglia di Natale del 1992, sulla base delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, fu arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per aver fornito informazioni e protezione a esponenti di Cosa Nostra.
La condanna, la successiva sentenza della Cedu e la revoca
Il lungo iter processuale, iniziato nel 1994, si concluse solo nel 2006 quando la Corte di Cassazione confermò la condanna definitiva a 10 anni di reclusione, di cui otto effettivamente scontati tra carcere e domiciliari. Successivamente Contrada si rivolse alla Corte europea dei diritti dell’uomo: i giudici si Strasburgo stabilirono che la condanna era stata pronunciata per fatti che, all’epoca in cui sarebbero stati commessi, non costituivano un reato definito in modo chiaro nell’ordinamento italiano. Sulla base di tale pronuncia, nel 2017 la Cassazione aveva dichiarato ineseguibile la condanna, cancellandone gli effetti penali. L’ex numero tre del Sisde ricevette anche un indennizzo di oltre 280 mila euro per ingiusta detenzione.
Il suo nome era riemerso nelle indagini sull’omicidio di Piersanti Mattarella
Il nome di Contrada era di recente riemerso in relazione alle indagini sull’omicidio di Piersanti Mattarella, fratello dell’attuale presidente della Repubblica, avvenuto il 6 gennaio 1980: l’ipotesi è che l’ex 007 avesse partecipato al depistaggio delle indagini.
Ucraina, Zelensky a Parigi per incontrare Macron
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato a Parigi per incontrare l’omologo Emmanuel Macron e discutere delle modalità per aumentare la pressione sulla Russia. Lo ha annunciato il suo portavoce Serhiy Nykyforov. «Il presidente è già a Parigi», ha detto ai giornalisti. La visita avviene mentre l’invasione russa dell’Ucraina entra nel suo quinto anno. Nella notte tra il 12 e il 13 marzo 2026, Mosca ha lanciato 127 droni d’attacco contro l’Ucraina, di cui più di 80 di tipo Shahed. L’aviazione militare di Kyiv ne ha abbattuti o neutralizzati 117.
Accordo tra Romania e Ucraina per la produzione congiunta di droni
Il giorno prima, Zelensky si era recato in Romania per una visita ufficiale, in cui ha anche incontrato i piloti ucraini in addestramento presso il Centro europeo di addestramento F-16 di Fetești. Con loro ha discusso i dettagli della formazione e le principali difficoltà dell’addestramento. Ha quindi avuto un colloquio con il presidente romeno Nicusor Dan al termine del quale è stato firmato un accordo per la produzione congiunta di droni sul territorio romeno e una dichiarazione sul partenariato strategico e sulla cooperazione nel settore energetico.
Un soldato francese è morto in un attacco su Erbil
Un soldato francese ha perso la vita in un attacco aereo sulla base militare di Erbil, nel Kurdistan iracheno. La notizia è stata confermata dal presidente Emmanuel Macron. “Il sottufficiale Arnaud Frion del settimo battaglione di cacciatori alpini di Varces è morto per la Francia durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq. Alla sua famiglia, ai suoi fratelli d’armi, voglio esprimere tutto l’affetto e la solidarietà della Nazione», ha scritto il capo dell’Eliseo in una nota diffusa su X. E poi: «Molti dei nostri soldati sono rimasti feriti. La Francia è al loro fianco e alle loro famiglie. Questo attacco contro le nostre forze impegnate nella lotta contro Daesh dal 2015 è inaccettabile. La loro presenza in Iraq rientra strettamente nel quadro della lotta al terrorismo. La guerra in Iran non può giustificare tali attacchi».
L’adjudant-chef Arnaud Frion du 7ème bataillon de chasseurs alpins de Varces est mort pour la France lors d’une attaque dans la région d’Erbil en Irak.
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) March 13, 2026
À sa famille, à ses frères d’armes, je veux dire toute l’affection et la solidarité de la Nation.
Plusieurs de nos militaires…
L’attacco sarebbe stato condotto con due droni
Dopo il dispiegamento della portaerei Charles De Gaulle nel Mediterraneo orientale, la Francia aveva ricevuto minacce dal gruppo armato filo-iraniano Ashab al-Kahf. L’attacco contro la base della coalizione internazionale antijihadista guidata dagli Stati Uniti, di cui fa parte anche l’Italia, sarebbe stato condotto con due droni. Nel raid sono inoltre rimasti feriti sei soldati.
— AlertesInfos (@AlertesInfos) March 12, 2026
ALERTE | L’Iran aurait ATTAQUÉ une base militaire française en Irak. Six soldats français auraient été blessés. (Rudaw)pic.twitter.com/kqBKDYi2I0
Le condoglianze del ministro della Difesa Crosetto
«A nome mio e di tutta la Difesa italiana esprimo vicinanza alla ministra della Difesa francese Catherine Vautrin e alle Forze Armate francesi per il grave attacco subito a Erbil, Kurdistan iracheno, nel corso del quale ha perso la vita un militare francese e sono rimasti feriti altri suoi commilitoni». Lo ha detto Guido Crosetto, facendo poi le condoglianze alla famiglia del militare caduto.
“A nome mio e di tutta la #Difesa italiana esprimo vicinanza al Ministro della Difesa francese @CaVautrin e alle Forze Armate francesi per il grave attacco subito a #Erbil, Kurdistan iracheno, nel corso del quale ha perso la vita un militare francese e sono rimasti feriti altri… pic.twitter.com/syrrXTFzb9
— Ministero Difesa (@MinisteroDifesa) March 13, 2026
La Russia alla Biennale e il tic conformista della destra: Buttafuoco ha ragione
Non sarà che la cultura in Occidente, da spazio di libero confronto, si sta trasformando sempre più in un codice disciplinare, un galateo ideologico dove l’istinto alla censura è ormai parte integrante dei suoi comportamenti? Il dubbio nasce osservando la polemica tra Pietrangelo Buttafuoco e Alessandro Giuli allargarsi progressivamente ad altri attori. L’ultima ad aggiungersi è stata l’Unione europea per bocca di quasi tutti i suoi ministri della Cultura, che non solo stigmatizzano l’ipotesi di riaprire il padiglione russo alla Biennale, ma minacciano pure di chiudere i rubinetti dei finanziamenti se l’ente veneziano non recedesse dai suoi propositi.
Una curiosa inversione di ruoli in cui è scivolata la destra
Nel frattempo su Buttafuoco si è abbattuto un coro di riprovazione. Non unanime per fortuna: alcuni intellettuali che come lui fanno riferimento alla destra ne hanno preso le difese, rompendo così il fronte più retrivo di quella parte politica. Resta però la sensazione di assistere a una curiosa inversione di ruoli: una destra arrivata al potere sventolando la bandiera della battaglia al politicamente corretto finisce per riprodurne, quasi mimeticamente, i riflessi più conformisti.

Il padiglione russo ai Giardini della Biennale esiste dal 1914. Centododici anni durante i quali ha attraversato l’intero Novecento con la sua contabilità di tragedie, rivoluzioni e guerre mondiali. Eppure fino all’invasione dell’Ucraina non ha mai cessato di essere ciò per cui era nato: un luogo dove l’arte russa si presenta e confronta con quella degli altri Paesi. Dovremmo davvero tenerlo chiuso perché altrimenti, in una curiosa e per certi versi inedita convergenza tra la destra di governo e Bruxelles, qualcuno minaccia sanzioni morali e finanziarie?
Anche i Greci sospendevano le ostilità durante le Olimpiadi
Per giustificare la sua scelta, Buttafuoco ha evocato l’idea della Biennale come luogo di tregua. Una zona franca dove, in un contesto di guerre diffuse, si può ancora discutere di qualcosa che non abbia a che fare con il crepitio delle armi. L’idea è antica quanto la civiltà: i Greci sospendevano le ostilità durante le Olimpiadi. Ed è precisamente ciò che ha sempre distinto la cultura dalla politica. Che, invece, sembra sempre più incline a fare l’opposto: usare la cultura come estensione simbolica dei conflitti che dice di voler fermare.
Sull’artista non può ricadere la colpa delle nefandezze di uno Stato
C’è una coerenza paradossale in questo meccanismo: si invocano gli ideali pacificatori dell’arte per perpetuare invece la logica dello scontro. Il ministro Giuli ha osservato che l’arte, quando prodotta in un contesto di autocrazia, è libera solo se è dissidente. Frase efficace, apparentemente dalla parte degli oppressi dai regimi, ma che segue esattamente la logica che si vorrebbe combattere: quella secondo cui sull’artista, in quanto cittadino di uno Stato, ricade la responsabilità delle sue nefandezze.

Da qui al criterio del passaporto come condanna, per cui un pittore di Mosca o un musicista di San Pietroburgo devono pagare, con l’esclusione dal consesso internazionale, il prezzo di decisioni prese altrove, il passo è breve. Questa storia l’abbiamo già vista in passato, e non è finita particolarmente bene.
Un gesto simbolico: Putin non passerà certo notti insonni
Nel gran teatro dell’indignazione collettiva c’è poi un dettaglio che quasi nessuno sembra disposto a ricordare: escludere la Russia dalla Biennale non cambia di una virgola la situazione in Ucraina. Non salva una vita e non restituisce a Kyiv un metro quadrato del suo territorio. È solo un gesto simbolico che serve soprattutto a far sentire virtuoso chi lo compie. Si può infatti ragionevolmente supporre che Vladimir Putin non passerà notti insonni tormentato dall’assenza del padiglione russo ai Giardini veneziani.

Se qualcosa potesse produrre un effetto, e qui Buttafuoco sembra aver colto il punto, sarebbe semmai il contrario: riaprire quel padiglione nell’ottica di portare a confrontarsi voci provenienti da tutte le zone di guerra significherebbe ricordare che la cultura non nasce per rafforzare le frontiere, ma per superarle. La Biennale tornerebbe così a essere uno dei luoghi dove il mondo non si presenta diviso in blocchi precostituiti. E dove l’arte prova ancora a fare ciò che la diplomazia, con conveniente cinismo, ha smesso da tempo di tentare.
Trump sblocca gli acquisti di petrolio russo
Mentre il blocco dello stretto di Hormuz, controllato dall’Iran, spinge il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile, gli Stati Uniti hanno rimosso le sanzioni sul petrolio russo per un mese, dal 12 marzo all’11 aprile. «Per aumentare la portata globale delle forniture esistenti, il dipartimento del Tesoro sta fornendo un’autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare», ha annunciato il segretario del Tesoro Scott Bessent. Si tratta di «una misura, circoscritta e di breve durata che si applica solo al petrolio già in transito e non apporterà significativi benefici finanziari al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione». L’atto si applica esclusivamente al petrolio greggio o ai prodotti petroliferi russi caricati sulle navi a partire dal 12 marzo.
Morto Bruno Contrada, l’ex 007 nella guerra di mafia
AGI - È morto Bruno Contrada, aveva 94 anni. Ex numero tre del Sisde negli anni più violenti della guerra di mafia a Palermo, è stato al centro di una vicenda giudiziaria controversa che ha diviso l'opinione pubblica in innocentisti e colpevolisti e che ha portato prima a una condanna a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa (Contrada scontò 8 anni della pena) e successivamente alla revoca della stessa condanna dopo un pronunciamento della Corte europea dei diritti umani (Cedu) e a un risarcimento per l'ex poliziotto.
Bruno Contrada è morto ieri sera poco prima di mezzanotte. Lo apprende l'AGI da fonti della famiglia. I funerali si terranno a Palermo lunedì alle 10.30 nella chiesa di San Tommaso D'Aquino. "Rimarrai sempre nei nostri cuori, nonno Bruno", hanno lasciato scritto i nipoti nel libro delle condoglianze, dove appongono le loro firme coloro che vanno a rendere omaggio a Contrada. Parenti e amici continuano a recarsi nella casa del super poliziotto che a settembre avrebbe compiuto 95 anni.
Il superpoliziotto tra condanne e misteri
Combattente fino alla fine, sospettato fin quasi agli ultimi giorni di vita. L'occasione più recente in cui si era parlato di Bruno Contrada, napoletano ma da mezzo secolo a Palermo era stata l'inchiesta sul depistaggio Piersanti Mattarella, nella quale era indagato l'ex prefetto Filippo Piritore, tornato libero nei giorni scorsi dopo una pronuncia della Cassazione sui suoi arresti domiciliari: era sparito il guanto usato dai killer dell'ex presidente della Regione siciliana e oggi Piritore è sotto accusa per aver cercato di sviare le indagini su questa storia.
Ma con chi aveva detto di aver parlato di quel misterioso guanto, Piritore, quando era un giovane funzionario della Squadra mobile? "Con Bruno Contrada", aveva risposto nel settembre e nell'ottobre 2024 ai pm di Palermo. Chiamato in causa - non sempre a proposito - per mille vicende, legate agli anni di piombo siciliani, i '70 e gli '80 in particolare, Contrada è morto comunque da uomo libero, dopo avere scontato otto anni tra carcere e arresti domiciliari. Sempre a inseguire le sue contraddizioni però, e quelle di un intero Paese nella lotta, spesso borderline, alla mafia.
In 36mila al via alla Acea Run Rome Marathon
AGI - La Città Eterna si prepara ad accogliere la 31 edizione della "Acea Run Rome The Marathon", in programma domenica 22 marzo. Sono 36mila gli iscritti, con atleti provenienti da 166 Paesi e oltre 10mila donne partecipanti. Insieme alla Acea Water Fun Run-Saturday 5k di sabato 21 marzo e alla Acea Run4Rome staffetta solidale, saranno 60mila le persone che prenderanno parte alle competizioni organizzate. Un record di partecipazione.
Acea quest'anno rafforza ancora di più la partnership con la manifestazione poiché la competizione si svolgerà il 22 marzo, in concomitanza con la Giornata Mondiale dell'Acqua. L'hashtag che accompagna l'intera manifestazione è #RunForWater e celebra il profondo legame tra risorsa idrica e sport.
Iniziative Acea e fornitura idrica
Per l'occasione l'azienda ha previsto una serie di iniziative ispirate alla tutela della risorsa idrica, coniugando sport, sostenibilità e impegno per la tutela dell'ambiente e nei giorni delle gare fornirà 125.000 litri di acqua - equivalenti a 500.000 brick da 0,25 litri - per garantire l'idratazione ai 60mila partecipanti di cui 36.000 runner attesi che correranno i 42 km di un percorso unico al mondo che partirà dai Fori Imperiali per toccare i simboli iconici della città: dal Colosseo a Piazza di Spagna, passando per Piazza del Popolo, San Pietro e con l'arrivo al Circo Massimo. I brick avranno il brand "Acqua di Roma", che, nella Giornata Mondiale dell'Acqua, esprime il legame tra l'evento sportivo e la fonte sorgiva con cui Acea rifornisce la città da circa un secolo.
Le altre gare: Acea Water Fun Run e Acea Run4Rome
I brick saranno predisposti anche per l'Acea Water Fun Run, la cosiddetta mini-maratona, corsa non competitiva di cinque chilometri, dedicata a famiglie e bambini, che si svolgerà sabato 21 marzo, e per la Acea Run4Rome, corsa in staffetta per squadre da 4 persone che si terrà il 22 marzo.
Lo stand Acea all'Expo Village
Acea, inoltre, presso il proprio stand nell'Expo Village del Circo Massimo coinvolgerà il pubblico e realizzerà interventi e attività dedicati all'acqua.
L'App Acquea per l'idratazione
Acea ha anche sviluppato l'App Acquea, pensata per atleti, cittadini e turisti, che permette di individuare, tra 3.500 punti idrici geolocalizzati a Roma, la fontana, il nasone o la Casa dell'acqua Acea più vicina per dissetarsi e controllare il proprio livello di idratazione corporea.
Il commento del direttore della comunicazione Acea
"Il prossimo 22 marzo, in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, Roma ospiterà migliaia di runner per una sfida che unisce sport e salute. Per Acea, title sponsor della manifestazione, questa è la 'Maratona dell'acqua' che, come ribadito anche dalla nuova campagna di comunicazione lanciata in questi giorni, è un momento chiave per sensibilizzare tutti sulla tutela di una risorsa sempre più preziosa a causa del cambiamento climatico. Quest'anno il legame tra la città e la gara è suggellato dai nuovi brick 'Acqua di Roma' firmati Acea, creati proprio per sottolineare la purezza dell'acqua capitolina messa a disposizione della maratona. Attraverso questo simbolo vogliamo ribadire il nostro impegno nel proteggere e valorizzare l'oro blu, educando i cittadini e i giovani a un uso consapevole e rispettoso della risorsa idrica", sottolinea Virman Cusenza, Direttore della Comunicazione Acea.
Le Cinque Giornate di Milano, al via le celebrazioni con mostre, visite guidate e concerti
AGI - Dal 18 al 22 marzo Milano celebra il 178° anniversario delle Cinque Giornate, l'insurrezione popolare del marzo 1848 che segnò uno dei momenti più importanti della storia risorgimentale italiana e che valse alla città la prima delle due Medaglie d'Oro al Valor Militare.
Nei giorni della ricorrenza il Comune di Milano, insieme a musei, istituzioni culturali, luoghi della memoria e associazioni cittadine, propone un ricco programma di iniziative tra visite guidate, conferenze, concerti, percorsi storici, mostre documentarie e attività per famiglie. L'obiettivo è raccontare vicende e protagonisti delle giornate che segnarono la lotta per la libertà e l'indipendenza di Milano dalla dominazione austroungarica.
Le celebrazioni e i luoghi simbolo
Le celebrazioni si apriranno il 18 marzo alle ore 11 con la commemorazione dei caduti presso il Monumento alle Cinque Giornate (piazza Cinque Giornate) alla presenza delle autorità cittadine. Durante la cerimonia, come da tradizione, il Primo Tricolore sarà consegnato simbolicamente ai cadetti della Scuola Militare Teulié, in ricordo della loro partecipazione alle giornate del 1848. Il programma coinvolgerà 14 luoghi simbolici della città, tra cui il Monumento alle Cinque Giornate, il Museo del Risorgimento, il Cimitero Monumentale, Palazzo Morando, la GAM - Galleria d'Arte Moderna, l'Archivio di Stato, la Scuola Militare Teulié, la Chiesa di San Celso e altri spazi culturali cittadini. La maggior parte delle iniziative è gratuita, con prenotazione.
Mostre e visite guidate tra il 14 e il 22 marzo
Ad aprire il calendario, dal 14 al 21 marzo, sarà la mostra documentaria allestita all'Archivio di Stato di Milano (via Senato 10) che, attraverso documenti conservati nei fondi archivistici dell'istituto, racconta la vittoria, la repressione e la costruzione della memoria delle Cinque Giornate. Gli allievi della Scuola Militare Teulié accompagneranno i visitatori alla scoperta delle fonti e dei protagonisti degli eventi del 1848. Dal 18 al 22 marzo sarà inoltre possibile partecipare alle visite guidate dedicate al Monumento alle Cinque Giornate, realizzato da Giuseppe Grandi e recentemente restaurato, uno dei simboli più significativi della memoria risorgimentale milanese. Nelle stesse giornate le sale di Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento (via Borgonuovo 23) accoglieranno gli allievi della Scuola Militare Teulié che guideranno il pubblico con approfondimenti dedicati al Primo Tricolore e al ruolo svolto dai cadetti durante l'insurrezione del 1848. Sempre al Museo del Risorgimento sarà proposta una visita guidata alla mostra dedicata alla contessa Clara Maffei, figura centrale del Risorgimento milanese e protagonista di un celebre salotto culturale che fu luogo di incontro e confronto politico dell'epoca. A Palazzo Reale sarà invece presentata una serie podcast dedicata alla principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso, giornalista e patriota tra le figure più rappresentative del Risorgimento.
Gli appuntamenti del 19 marzo
Il 19 marzo il Museo del Risorgimento farà da cornice alla presentazione del volume "Il corpo degli eroi. Medici e patrioti in un carteggio di Adelaide Cairoli (1862-1871)", dedicato al rapporto tra medicina, patriottismo e memoria risorgimentale. Nella stessa giornata la Galleria d'Arte Moderna - GAM (via Palestro 16) proporrà una visita guidata dedicata allo scultore Giuseppe Grandi e al movimento della Scapigliatura. Sempre il 19 marzo la Fondazione IRCCS Ca' Granda - Ospedale Maggiore Policlinico (via Francesco Sforza 32) aprirà straordinariamente al pubblico la cripta che tra il 1848 e il 1895 custodì i resti dei caduti delle Cinque Giornate, sepolti durante i giorni della battaglia quando non era possibile raggiungere i cimiteri suburbani. Nello stesso luogo il LABANOF - Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell'Università degli Studi di Milano proporrà un appuntamento che unisce ricerca scientifica, letture storiche e performance artistiche dedicate alle vittime dell'insurrezione.
Eventi del 20 e 21 marzo
Il 20 marzo il Museo del Risorgimento dedicherà un incontro al recente restauro del Monumento alle Cinque Giornate, con un approfondimento sulle metodologie adottate e sui risultati dell'intervento realizzato a oltre centotrent'anni dalla sua inaugurazione. Il 21 marzo la città sarà animata da diverse iniziative tra musei e luoghi storici: a Palazzo Morando (via Sant'Andrea 6) la visita letteraria "Voci del Passato - Speciale Cinque Giornate" farà rivivere le atmosfere della Milano ottocentesca attraverso testi, testimonianze e racconti dei protagonisti delle giornate rivoluzionarie; al Museo del Risorgimento prenderà avvio il percorso guidato "Nelle vie delle Cinque Giornate", che collega il museo ai luoghi simbolo dell'insurrezione. In programma anche attività dedicate ai più piccoli, tra cui il laboratorio "Bianco, rosso e verde" per scoprire l'origine e il significato del Tricolore.
Il 22 marzo: da Carlo Cattaneo al Primo Tricolore
Il 22 marzo al Cimitero Monumentale un appuntamento tra storia e letture sarà dedicato alla figura di Carlo Cattaneo, protagonista politico e intellettuale delle Cinque Giornate. I suoi resti mortali riposano nel Famedio nel sarcofago marmoreo con lo stemma di Milano posto accanto a quello di Alessandro Manzoni, uno dei luoghi più simbolici della memoria civile della città. Nella stessa giornata il Museo del Risorgimento proporrà anche un percorso storico-musicale dedicato all'atmosfera culturale e sonora della Milano del 1848. Tra i luoghi coinvolti nelle celebrazioni vi sarà anche la storica Scuola Militare Teulié (corso Italia 58) dove sarà esposto il Primo Tricolore del 1848, il vessillo che durante l'insurrezione milanese sventolò sulla guglia più alta del Duomo accanto alla Madonnina. La bandiera, custodita dalla scuola in memoria del sostegno che gli allievi dell'allora Collegio dei Cadetti offrirono ai cittadini insorti, sarà visitabile nella sede di corso Italia. L'edificio storico aprirà inoltre le porte alla città durante le Giornate FAI di Primavera del 21 e 22 marzo, offrendo la possibilità di visitare gli spazi della scuola e vedere da vicino il Tricolore. Gli allievi saranno presenti anche al Museo del Risorgimento per accompagnare il pubblico con approfondimenti sul ruolo dei cadetti durante le Cinque Giornate. Un altro luogo significativo sarà la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli presso San Celso (corso Italia), il cui campanile durante le Cinque Giornate fu utilizzato dagli insorti come punto di osservazione sulle truppe austriache: dal 18 al 21 marzo sono previste visite alla chiesa, mentre il 22 marzo si terrà un incontro dedicato al restauro del campanile nell'ambito delle Giornate FAI di Primavera.
Il festival 5 giornate: musica contemporanea
Il calendario delle iniziative comprende infine anche diversi appuntamenti musicali riuniti nel "Festival 5 Giornate", con concerti e recital dedicati alla musica contemporanea in vari luoghi della città. All'ADI Design Museum (piazza Compasso d'Oro 1) sono in programma esibizioni solistiche e concerti con musiche di compositori del Novecento e contemporanei; il Museo del Novecento (piazza Duomo 8) accoglierà un concerto del New Made Ensemble con brani di autori italiani viventi, mentre alla Casa Museo Spazio Tadini (via Niccolò Jommelli 24) si susseguiranno recital e concerti con solisti ed ensemble - tra cui il New Made Ensemble e il duo di chitarre Atzori-Brunini - oltre a un incontro-concerto con il compositore Alessandro Solbiati. Il festival propone così un percorso musicale diffuso che affianca alla memoria storica delle Cinque Giornate una proposta culturale contemporanea.
Rievocazione storica al parco Formentano
Il programma si concluderà il 28 marzo al Parco Formentano (largo Marinai d'Italia), dove il Municipio 4 organizza una rievocazione storica con figuranti in costume e simulazioni dedicate agli episodi finali dell'insurrezione milanese.












ALERTE | L’Iran aurait ATTAQUÉ une base militaire française en Irak. Six soldats français auraient été blessés. (Rudaw)