Le parole di Nicola Turetta al figlio Filippo sono umane. Siamo noi che non dovevamo ascoltarle


Che Nicola Turetta, padre di Filippo, abbia cercato di consolare suo figlio per impedire che si ammazzasse è umano. Che quelle parole private risultino grottesche una volta diventate pubbliche, non è importante, non è interessante, non è politico e non è umano. Quelle parole non sono giudicabili perché non dovevamo ascoltarle.
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