Infarti e ictus previsti con 10 anni di anticipo: un esame del sangue già in uso può fare la differenza


L’esame della troponina, già impiegato negli ospedali per diagnosticare gli attacchi di cuore, può predire anche di 10 anni il rischio di infarto e ictus di una persona: secondo un nuovo studio, l’uso di questo test nelle visite mediche di routine può consentire di rilevare anche i danni cardiaci silenziosi.
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