
I tre commercialisti vicini alla Lega arrestati nell'ambito dell'inchiesta sul caso Lombardia Film Commission parlavano delle "altre mille" operazioni che avrebbero realizzati per rifarsi di quelle non andate a buon fine. Ma erano intercettati dagli inquirenti della Procura di Milano, che conducono l'indagine partita dalla compravendita a prezzo gonfiato di un capannone a Cormano. È quanto emerge dall'ordinanza con cui il gip ha disposto la misura cautelare rilevando il rischio che i tre professionisti commettano "delitti della stessa specie".
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