Durante i colloqui in corso a Sharm el-Sheikh per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas, Taher al-Nounou, esponente di rilievo del movimento palestinese, ha reso noto che le due parti hanno scambiato le liste dei prigionieri e degli ostaggi che potrebbero essere liberati in caso di intesa. Lo stesso al-Nounou ha espresso fiducia sull’esito dei negoziati, affermando che Hamas «ha dimostrato il necessario ottimismo» e che la delegazione del gruppo sta mostrando «la positività e la responsabilità necessarie a raggiungere i progressi indispensabili per completare l’accordo». Secondo il dirigente, i mediatori egiziani e qatarioti «stanno facendo grandi sforzi per rimuovere qualsiasi ostacolo all’attuazione del cessate il fuoco», e in generale «uno spirito di ottimismo prevale tra tutti». I negoziati vertono principalmente sulla fine del conflitto, sul ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza e sul rilascio dei 48 ostaggi ancora nelle mani di Hamas, in cambio della liberazione di 250 detenuti palestinesi.
Erdogan: «Trump mi ha chiesto una mediazione con Hamas»
Intanto Recep Tayyip Erdogan ha rivelato che il presidente statunitense Donald Trump gli avrebbe chiesto di intervenire per favorire un’intesa. «Durante la nostra visita negli Stati Uniti e la nostra ultima conversazione telefonica, ci ha espressamente chiesto di incontrare Hamas e convincerlo», ha dichiarato Erdogan ai giornalisti, secondo quanto riferisce la presidenza turca. A sostegno del processo di pace, a Sharm el-Sheikh sono arrivati anche l’inviato americano per il Medio Oriente Steve Witkoff e Jared Kushner, genero e consigliere di Trump, entrambi impegnati nel seguire da vicino le trattative indirette tra le due parti.
