Sospeso il processo sulla morte di Giulio Regeni

A dieci anni dalla sua morte, il processo sul caso di Giulio Regeni è stato nuovamente sospeso. Gli atti sono alla Corte costituzionale. Il motivo del nuovo stop è legato alla necessità di valutare questioni di costituzionalità relative al diritto di difesa. La Consulta dovrà esprimersi sulla possibilità di offrire consulenti tecnici agli imputati, che già hanno il patrocinio gratuito, anche se assenti o nascosti. E a pagare sarebbe l’Erario. I quattro imputati sono Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. L’accusa è di aver sequestrato, torturato e ucciso il ricercatore italiano nel febbraio 2016 in Egitto.

Caso Regeni, accolta la richiesta della difesa

A poche udienze dalla fine di un lungo processo, ora i tempi rischiano di allungarsi. La Prima Corte di Assise ha accolto la richiesta degli avvocati difensori di poter accedere ai consulenti. I legali avevano lamentato di aver affrontato il processo con pochi mezzi. Per i giudici si è trattato di una questione «rilevante» in vista del giudizio. All’AdnKronos, l’avvocato Tranquillo Sarno, uno dei difensori dei quattro 007 imputati per la morte di Regeni, ha affermato: «Siamo molto soddisfatti della decisione della Corte d’Assise che ha accolto la nostra richiesta».