L’esercito israeliano ha licenziato dei comandanti per le falle del 7 ottobre

L’esercito israeliano ha rimosso dal servizio di riserva tre generali e altri vertici ritenuti responsabili delle falle di sicurezza che hanno permesso l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Si tratta delle prime sanzioni formali adottate dal capo di stato maggiore Eyal Zamir, che ha agito sulla base delle indagini interne avviate dal suo predecessore Herzi Halevi lo scorso febbraio e dell’esame condotto dal maggiore generale in pensione Sammy Turjeman.

I vertici allontanati dall’esercito israeliano

Le misure colpiscono figure che avevano già lasciato i propri incarichi attivi ma che erano rimaste nei ranghi come riservisti. I tre generali esclusi dall’Idf sono Aharon Haliva, all’epoca capo dell’intelligence militare; Oded Basyuk, allora responsabile della Direzione operazioni; e Yaron Finkelman, comandante del Comando meridionale nel giorno dell’attacco. Tutti avevano già presentato le dimissioni nei mesi successivi al 7 ottobre. Oltre ai tre licenziamenti, l’Idf ha comunicato altre misure: Yossi Sariel, ex comandante dell’Unità 8200, sarà rimosso dal servizio di riserva; l’attuale capo dell’intelligence militare Shlomi Binder completerà il mandato e poi lascerà l’esercito. Zamir ha inoltre emesso richiami formali contro altri vertici, tra cui i comandanti dell’Aeronautica e della Marina.

Netanyahu vuole un organismo nominato dal governo per indagare sul 7 ottobre

Sul piano politico, il premier Benjamin Netanyahu non ha ancora avviato un’inchiesta nazionale. Con la fine delle operazioni a Gaza e il cessate il fuoco, cresce però la pressione delle opposizioni e dei familiari delle vittime, che chiedono una commissione indipendente nominata dalla Corte Suprema. Netanyahu, che è coinvolto in un processo per frode e corruzione, punta invece a istituire un organismo nominato dal governo, temendo che le conclusioni di un ente indipendente possano mettere in grave difficoltà il suo esecutivo.

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