Crosetto apre al servizio militare: «Proporrò un disegno di legge»

L’Italia potrebbe reintrodurre il servizio militare? Negli stessi giorni in cui Germania e Francia hanno annunciato il ritorno alla leva, seppur su base volontaria, il ministro della Difesa Guido Crosetto non ha chiuso le porte a un sistema simile. In un’intervista al Tg3, infatti, ha affermato che «se lo deciderà il Parlamento» si potrebbe reintrodurre anche in Italia. Ma Crosetto ha anche anticipato di voler proporre al Cdm e al Parlamento «una bozza di disegno di legge che garantisca la difesa del Paese nei prossimi anni. E che non parlerà soltanto di numero di militari ma proprio di organizzazione e di regole».

Crosetto: «Tutte le nazioni ci stanno pensando»

Crosetto ha spiegato: «Se la visione che noi abbiamo del futuro è una visione nella quale c’è minore sicurezza, una riflessione sul numero delle forze armate, sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni di crisi, va fatta». Poche ore prima è stato il presidente francese Emmanuel Macron ad annunciare il ritorno del servizio militare, volontario, dall’estate 2026. Si rivolgerà soltanto ai giovani di 18 e 19 anni e durerà 10 mesi.

Il ministro Crosetto ha commentato così: «In questa nuova situazione tutte le nazioni europee mettono in discussione quei modelli che avevamo costruito 10-15 anni fa. Tutti stanno pensando di aumentare il numero delle forze armate. Ognuno ha un suo approccio diverso, alcuni hanno addirittura ripristinato la leva. Anche noi in Italia dovremmo porci il tema di una riflessione che in qualche modo archivi le scelte fatte di riduzione dello strumento militare. E in qualche modo porti a un suo aumento».

Sul servizio militare deciderà il Parlamento

Poi ha concluso: «Ci sono motivi di sicurezza che rendono importante farlo. L’idea è portare in Parlamento un disegno di legge e farlo discutere dal Parlamento. Le regole in questo settore, nel settore della difesa, devono essere il più condivise possibile e nascere proprio nel luogo di rappresentazione del popolo. Più che un decreto legge, penso a una traccia che il Ministero della difesa porterà in Parlamento perché venga discussa, aumentata e integrata e in qualche modo costruisca uno strumento di difesa per il futuro».