Ucraina, si dimette il consigliere di Zelensky Andriy Yermak

Si è dimesso Andriy Yermak, consigliere presidenziale e figura chiave accanto a Volodymyr Zelensky, all’indomani della perquisizione effettuata nel suo appartamento nell’ambito dell’indagine su un presunto giro corruttivo da 100 milioni di euro. Il presidente ha rimarcato che «non ci dovrebbe essere motivo di essere distratti da nient’altro che dalla difesa dell’Ucraina». Le indiscrezioni indicavano inoltre che Yermak fosse in procinto di raggiungere gli Stati Uniti per partecipare a delicate discussioni di pace: secondo quanto riferito da Axios, sarebbe dovuto arrivare «a Miami per colloqui con la squadra del presidente Trump sul piano di pace», insieme a una delegazione di consiglieri di Zelensky. Gli incontri previsti, sempre secondo il sito statunitense, includevano confronti con Jared Kushner e con l’inviato speciale Steve Witkoff, con l’obiettivo di «finalizzare l’intesa tra Stati Uniti e Ucraina prima che Witkoff e Kushner si recassero a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin».

Yermak: «Vado al fronte e sono pronto a qualsiasi rappresaglia»

Il giorno precedente alla sua uscita di scena, gli investigatori avevano effettuato controlli sia nella sua abitazione sia negli uffici della presidenza, operazioni inserite in un’inchiesta più ampia su tangenti legate al settore dell’energia nucleare, vicenda che coinvolgerebbe un ex collaboratore di Zelensky fuggito all’estero. Yermak ha assicurato di aver agevolato totalmente il lavoro degli inquirenti, dichiarando: «Gli inquirenti non hanno alcun ostacolo» e aggiungendo: «Hanno avuto pieno accesso all’appartamento. Da parte mia c’è la massima collaborazione». In un’intervista al New York Post, l’ex consigliere ha inoltre spiegato la decisione di lasciare l’incarico: «Vado al fronte e sono pronto a qualsiasi rappresaglia. Sono una persona onesta e perbene», affermando poi che «la mia dignità non è stata tutelata, nonostante sia a Kyiv dal 24 febbraio 2022. Pertanto, non voglio creare problemi a Zelensky, vado al fronte». Ha poi confessato sentirsi «disgustato» per le accuse e «ancora più disgustato dalla mancanza di sostegno da parte di coloro che conoscono la verità».