Un frammento di drone ha colpito Piazza Maidan, luogo simbolo dell’indipendenza ucraina e cuore di Kyiv. È la prima volta che viene attaccata dall’inizio della guerra. La parlamentare Maria Mezentseva ha postato un video che si riferisce all’accaduto, dove si vedono i detriti del drone russo, un Lancet-3, caduti nei pressi del monumento all’indipendenza. Un attacco aereo in pieno giorno che ha interessato anche altri luoghi della capitale, con esplosioni avvertite in diverse parti della città – le autorità hanno avvisato che «ci sono droni ostili vicino a Kyiv» invitando la popolazione a rimanere nei rifugi fino alla fine della giornata. La difesa ha intercettato anche due missili.
Russian drone fell near the Independence Monument on Maidan Nezalezhnosti in Kyiv. pic.twitter.com/hYGA7e4ANN
Zelensky: «Sventata una grande offensiva di primavera»
In un’intervista alla Cnn, il presidente ucraino Zelensky ha affermato che le forze ucraine hanno sventato un’offensiva russa su larga scala che Mosca intendeva proseguire in primavera. «La Russia ha preparato un’importante operazione offensiva che intendeva lanciare alla fine dello scorso anno e proseguire in primavera. In risposta, abbiamo condotto una nostra controffensiva per impedire un’offensiva russa su vasta scala. È stato un successo non solo per il territorio conquistato, ma anche per il nostro personale e perché abbiamo impedito un’offensiva russa su vasta scala», ha dichiarato. Secondo lui, tutto ciò è stato possibile grazie soprattutto alla tecnologia dei droni ucraini. Zelensky ha inoltre affermato che Putin non ha mai voluto porre fine alla guerra contro l’Ucraina: «Aveva paura del presidente Trump e delle pressioni degli Stati Uniti. Per questo ha giocato questo gioco, fingendo di voler negoziare. Continuo a credere che l’America debba aumentare la pressione su Putin. Altrimenti, non negozierà in buona fede. Vuole solo lanciare ultimatum all’Ucraina, come la richiesta di ritirare le nostre truppe dal nostro territorio. Ma questo non basterà a soddisfare la sua fame».
«Nell’ambito degli sforzi volti a stabilire una difesa avanzata», che «comprende la distruzione delle infrastrutture terroristiche e l’eliminazione dei terroristi operanti nella zona, al fine di rimuovere le minacce e creare un ulteriore cuscinetto di sicurezza per i residenti del nord», l’IDF ha annunciato l’avvio di un’operazione di terra nel Libano meridionale. L’esercito di Israele «continuerà ad agire con la forza contro Hezbollah, che ha scelto di unirsi alla campagna e di operare sotto l’egida del regime terroristico iraniano, e non permetterà che vengano arrecati danni ai cittadini dello Stato di Israele».
IDF troops have begun limited and targeted ground operations against key Hezbollah strongholds in southern Lebanon, aimed at enhancing the forward defense area.
This activity is part of broader defensive efforts to establish and strengthen a forward defensive posture, which…
Intervistato dal Financial Times, Donald Trump ha detto che la Nato si troverà ad affrontare un «futuro molto negativo» se gli alleati europei degli Usa non contribuiranno alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, l’arteria vitale attraverso cui transita una fetta cruciale del greggio mondiale, finito al centro della guerra contro l’Iran. «È del tutto normale che chi tra profitto da questo stretto contribuisca a fare in modo che non accada nulla di spiacevole laggiù», ha affermato il presidente Usa, ricordando che l’Europa e la Cina – a differenza degli Stati Uniti – dipendono fortemente dal petrolio del Golfo.
Una petroliera transitata dallo Stretto di Hormuz (Ansa).
Trump: «Ci ricorderemo di chi resterà a guardare»
Nella stessa intervista, Trump ha ricordato che gli Stati Uniti hanno fornito supporto all’Ucraina, nonostante l’enorme distanza geografica con il conflitto est-europeo. «Non eravamo obbligati ad aiutare l’Europa con l’Ucraina. Ma lo abbiamo fatto. Ora vedremo se loro aiuteranno noi. Perché ho sempre detto che noi saremo lì per loro, ma loro non ci saranno per noi». Gli Usa, ha avvertito Trump, «si ricorderanno» di chi sceglierà di restare a guardare mentre gli interessi globali vengono minacciati.
Donald Trump (Ansa).
Il presidente Usa mette pressione anche alla Cina
Le ultime affermazioni di Trump segnano un cambio di passo nella dottrina di politica estera Usa. Il tycoon, di fatto, chiede la formazione di una coalizione internazionale per la riapertura dello Stretto di Hormuz, facendo intendere che l’era della protezione unilaterale americana è finita. Se le rotte commerciali sono strategiche a livello globale, tale deve essere anche l’onere della loro difesa. Parlando con i giornalisti accreditati sull’Air Force One, Trump ha rivelato di essere in contatto con «circa sette Paesi» per stabilire il controllo di Hormuz. Tra questi interlocutori spicca la Cina, grande rivale degli Stati Uniti a livello mondiale. Sottolineando la dipendenza di Pechino dal petrolio mediorientale, Trump ha fatto capire che un rifiuto cinese di collaborare allo sforzo congiunto potrebbe portare a conseguenze diplomatiche dirette, incluso il rinvio del prossimo vertice con Xi Jinping.
Nelle prime ore di lunedì 16 marzo 2026 le squadre della Protezione Civile dell’emirato di Dubai hanno domato un incendio divampato nei pressi dell‘aeroporto causato dall’attacco di un drone. In un comunicato dell’ufficio stampa dell’emirato, diffuso tramite X, si legge che l’attacco ha danneggiato un serbatoio di carburante, provocando un rogo. Squadre specializzate hanno immediatamente adottato le misure necessarie per contenere le fiamme, seguendo gli standard di sicurezza. Le autorità di Dubai hanno confermato che finora non si sono registrati feriti e hanno sottolineato che i soccorritori continuano a lavorare intensamente per mettere in sicurezza l’area circostante l’aeroporto.
A drone incident in the vicinity of Dubai International Airport (DXB) affected one of the fuel tanks. Dubai Civil Defence teams are currently working to bring the fire under control. No injuries have been reported so far.
Hanno inoltre deciso di sospendere temporaneamente tutti i voli come misura precauzionale per garantire la sicurezza di tutti i passeggeri e del personale. Dopo qualche ora, l’Autorità per l’aviazione civile ha annunciato la graduale ripresa di alcuni voli da e per l’aeroporto internazionale di Dubai verso determinate destinazioni, consigliando ai passeggeri di contattare la propria compagnia aerea per gli ultimi aggiornamenti relativi ai propri voli.
Dubai Civil Aviation Authority announces the gradual resumption of some flights to and from Dubai International Airport to selected destinations, following the temporary suspension implemented as a precautionary measure.
Passengers are advised to check with their airlines for…
AGI - Scatta le multe per chi supera i 30 km orari nel centro storico di Roma. A due mesi dall'entrata in vigore della cosiddetta "zona 30", finisce il periodo informativo e si passa alle sanzioni. Si parte dai 42 euro fino a oltre 3000 euro e si potranno perdere fino a 10 punti sulla patente e incappare in una sospensione.
L'annuncio era stato dato dall'assessore alla Mobilità Eugenio Patané all'inizio di gennaio, fissando l'inizio del nuovo regime proprio al 15 del mese, e precisando che "i limiti non si potranno superare nemmeno nelle strade larghe come Corso Vittorio Emanuele, Via del Teatro Marcello, il Traforo. Arterie che sono retaggio di una città a misura di auto che ora non c'è più visto che in Centro c'è grande domanda di pedonalità. Abbiamo il dovere di ridurre il differenziale di velocità tra soggetto forte e soggetto più fragile, così abbattiamo il rischio di mortalità".
Cosa cambia
Per gli automobilisti, nella pratica cambia poco. Almeno di giorno, quando a causa del traffico, la velocità media per attraversare il centro storico è di 17 km/h. E' lo stesso studio del Campidoglio a scrivere nero su bianco che "il maggiore beneficio si avrà in fascia notturna (22–06) e negli assi principali".
Le multe
Le multe previste in caso di violazione dei limiti sono piuttosto salate, vanno da 42 a 3.382 euro nei casi estremi che portano anche a taglio di 10 punti e sospensione di un anno della patente. Di notte, ovvero tra le 22 e le 7 del mattino, l’importo della sanzione a viene aumentato di un terzo.
Le strade monitorate
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, le strade sottoposte a controlli sono quelle "della spina dorsale del Centro, quella che da Termini arriva al Vaticano passando da via Nazionale a via del Plebiscito fino a inoltrarsi lungo Corso Vittorio, dove in realtà a causa dei cantieri della Metro C oggi c’è ben poco da correre. Ma l’occhio digitale dei vigili potrebbe mettere a fuoco anche le altre vie ad alta densità di traffico, come via del Teatro di Marcello e via Petroselli, via Zanardelli e Corso Rinascimento, via del Tritone, via Barberini e via Veneto, via Florida e via delle Botteghe Oscure, il Traforo Umberto I e via Milano, via Torino, Fontanella Borghese e via di Monte Brianzo, oltre che via del Babuino e la discesa del Pincio".
Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli replica alle indiscrezioni del Corriere della sera su un suo incontro con l’ambasciatore russo in Italia di cui il governo non sarebbe stato a conoscenza e che avrebbe irritato la premier Meloni. Ritenendo le ricostruzioni del giornale «destituite di ogni fondamento», ha spiegato che «l’incontro era noto alla Farnesina e risale a diversi mesi fa». «Non si tratta di un’anomalia, è prassi che i viceministri incontrino ambasciatori regolarmente accreditati di Paesi con cui i rapporti sono complessi, anche per non esporre direttamente il ministro», ha evidenziato.
Le ricostruzioni del Corriere
Il Corriere aveva parlato di un faccia a faccia non concordato tra Cirielli e l’ambasciatore Aleksej Vladimirovič Paramonov alla Farnesina, sostenendo che la reazione della premier «non è stata delle migliori». Il viceministro, sempre secondo il Corsera, avrebbe fornito spiegazioni alla presidente del Consiglio, che per giorni non le avrebbe risposto al telefono. Indiscrezioni che ora sono state smentite dal diretto interessato.
Divisi sulla politica estera. Separati ‘in casa’ in vista del referendum sulla giustizia. Mentre gli equilibri mondiali sono sconvolti per l’operazione statunitense e israeliana in Iran, maggioranza e opposizione in Italia si fanno notare per i distinguo.
Frizioni nel centrodestra sul gas russo
Sul fronte della politica estera, il centrodestra ha inizialmente fatto mostra di coesione sull’attacco a Teheran, presentando una risoluzione unica sulle comunicazioni di Giorgia Meloni in Parlamento, che, in vista del consiglio europeo del 19 e 20 marzo, erano estese anche alla situazione dell’Ucraina, argomento delicato per le sensibilità dei leghisti. E infatti, passate poche ore, queste ultime si sono fatte urgenti, con Matteo Salvini che ha tenuto a ufficializzare la posizione del suo partito a favore dello sblocco dell’embargo al gas russo. Tanto più dopo il via libera temporaneo (30 giorni) deciso da Donald Trump. Una posizione che non incontra il favore degli alleati della maggioranza, da Fratelli d’Italia a Forza Italia fino a Noi moderati di Maurizio Lupi.
Matteo Salvini (Imagoeconomica).
Opposizioni in ordine sparso sull’intervento di Meloni
Il centrosinistra, unito nella condanna dell’attacco all’Iran definito «fuori dal diritto internazionale», non è invece riuscito a presentare una risoluzione unitaria all’intervento di Meloni, dividendosi su Iran e Ucraina, e presentando quattro testi (uno del Pd, uno del M5s, uno di Avs; e uno dei centristi, ovvero Iv, Azione e Più Europa). Il risultato è che, davanti all’offerta della premier di coesione e di dar vita a un tavolo aperto a tutte le forze parlamentari, le opposizioni sono andate in ordine sparso. Il Pd di Elly Schlein ha respinto l’offerta della premier definendola «tardiva» e chiedendo che vi fosse una condanna dell’azione di Trump e Benjamin Netanyahu.
La segretaria del Pd Elly Schlein (Ansa).
Il Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte ha respinto ogni dialogo, dicendo «no alle passerelle». Avs ha sottolineato come su questi temi non può esistere un dialogo con la maggioranza perché non c’è accordo su alcunché. Iv di Matteo Renzi, pur lasciando uno spiraglio a Meloni, si è poi allineato alla posizione del Pd. Infine, Azione di Carlo Calenda è l’unica forza di opposizione ad aver detto un ‘sì’ chiaro e netto al tavolo con Meloni.
Carlo Calenda (Imagoeconomica).
Le divisioni nel centrosinistra sul referendum
Insomma, è bastata una telefonata della premier ai cinque capi delle opposizioni per far emergere tutte le divisioni. Divisioni che appaiono ancora più macroscopiche in vista del referendum sulla separazione delle carriere tra pm e giudici. Mentre la maggioranza appare compatta per il ‘sì’, anche se con accuse reciproche di non impegnarsi abbastanza nella campagna, le minoranze hanno posizioni diverse. Pd, M5s e Avs sono mobilitati per il ‘no’; Più Europa e Azione per il ‘sì’, mentre Renzi ha detto che lascerà libertà di scelta (ma l’orientamento prevalente in Iv è per il ‘sì’).
Matteo Renzi (Ansa).
Il rush finale del Sì e del No da “separati in casa”
E mentre si apre l’ultima settimana di campagna, il rush finale è da ‘separati in casa’ per entrambe le coalizioni. Dopo la partecipazione alla kermesse di FdI al Teatro Parenti di Milano, Meloni interverrà con video social e interviste in tv. Lunedì sarà a Quarta Repubblica su Rete4, il 20 a Porta a porta.
Giorgia Meloni durante l’evento organizzato per il Sì al al Teatro Parenti il 12 marzo (Ansa).
Martedì alla Camera dei deputati si terrà la maratona oratoria Comizio d’amore per il Sì, iniziativa promossa dall’intergruppo dei parlamentari a sostegno della riforma. Mercoledì Salvini parteciperà a un convegno del partito a Milano Iovoto Sì – La riforma che fa giustizia, mentre giovedì a Roma, si terrà una nuova iniziativa di Fratelli d’Italia, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il capo segreteria del partito, Arianna Meloni.
Il capo della segreteria politica di Fdi Arianna Meloni (Ansa).
Soltanto i comitati – da ‘Sì riforma’ a ‘Sì separa’, da quello delle Camere penali a quelli del mondo delle professioni – dovrebbero chiudere con una kermesse unitaria il 20 marzo. Per quanto riguarda il fronte del ‘no’, Conte ha annunciato un evento per venerdì a Roma, all’Eur, al Palazzo dei Congressi.
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).
Sempre venerdì chiuderà – a Milano (ci sarà anche il sindaco Giuseppe Sala), in piazza Sant’Agostino – il Pd con Elly Schlein che domenica era impegnata per il No a Bologna.
UniCredit ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica volontaria di scambio su Commerzbank, la quarta più grande banca della Germania, finalizzata a superare la soglia del 30 per cento prevista dalla normativa tedesca. Lo ha reso noto UniCredit, spiegando che l’offerta inizierà formalmente all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane: nello stesso mese sarà convocata un’assemblea straordinaria al fine di ottenere l’autorizzazione all’aumento di capitale a servizio dell’offerta. Il regolamento è previsto entro la prima metà del 2027, a seguito dell’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni regolamentari. Secondo il cda di UniCredit l’offerta rappresenta una «misura ragionevole e pragmatica, priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore, indipendentemente dal superamento o meno della soglia del 30 per cento».
La sede di UniCredit (Ansa).
UniCredit detiene il 26 per cento del capitale di Commerzbank in via diretta
Il rapporto di cambio dell’offerta verrà determinato da BaFin – ovvero l’autorità federale di vigilanza finanziaria tedesca – sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi (Vwap) degli ultimi tre mesi delle azioni Commerzbank e UniCredit. Il gruppo bancario italiano, in una nota, ha spiegato di aspettarsi che «il rapporto sia pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, che corrisponde ad un prezzo di 30,8 per azione Commerzbank, ovvero un premio del 4 per cento rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026». UniCredit detiene attualmente circa il 26 per cento del capitale di Commerzbank in via diretta e un’ulteriore posizione di circa il 4 per cento tramite total return swap. La banca italiana ha specificato che non ha alcuna «aspettativa di acquisire il controllo» dell’istituto tedesco e che «l’offerta non preclude l’avvio di un confronto costruttivo e la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore».
Una statuetta dopo l’altra. Il film diretto da Paul Thomas Anderson,Una battaglia dopo l’altra, è il grande (e annunciato) trionfatore della notte degli Oscar andata in scena al Dolby Theatre di Los Angeles e presentata, per il secondo anno consecutivo, dal comico e conduttore Conan O’Brien. Dopo aver vinto quasi tutti i principali premi della stagione, il film ha conquistato anche la statuetta per il Miglior film, mentre Anderson quella della Miglior regia. In tutto, Una battaglia dopo l’altra si è portato a casa sei Oscar compresi quelli per la migliore sceneggiatura non originale, firmata dallo stesso Anderson, per miglior montaggio (Andy Jurgensen), per il miglior casting (Cassandra Kulukundis) e per il miglior attore non protagonista a Sean Penn, che però non era presente alla cerimonia (era nuovamente in Ucraina) e non ha ritirato il premio.
Paul Thomas Anderson (Ansa).
Michael B. Jordan miglior attore protagonista
L’Oscar per il Miglior attore protagonista è andato a Michael B. Jordan per la sua interpretazione ne I peccatori diretto da Ryan Coogler. La pellicola ha ottenuto anche importanti riconoscimenti ‘tecnici’ e ‘creativi’ come l’Oscar per la Miglior sceneggiatura originale sempre a Ryan Coogler, la Migliore fotografia ad Autumn Durald Arkapaw (prima donna e prima donna di colore a vincere in questa categoria), e per la Migliore colonna sonora, firmata dal compositore Ludwig Göransson. A mani vuote Timothee Chalamet, candidato per Marty Supreme.
Michael B Jordan Miglior attore protagonista per Sinners (Ansa).
Il premio per la Miglior attrice è invece stato assegnato a Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio. La statuetta per Miglior attrice non protagonista è andata a Amy Madigan per Weapons.
Il premio per il Miglior film internazionale è stato assegnato a Sentimental Value del regista norvegese Joachim Trier. Presentando le candidature, Javier Bardem ha esordito con: «No to war and free Palestine».
Javier Bardem says “no to war and free Palestine” at the #Oscars, earning a huge round of applause from everyone in the room.
Nella categoria animazione ha trionfato Kpop Demon Hunters, che ha portato a casa anche l‘Oscar per la Miglior canzone originale, Golden di KPop Demon Hunters. Riconoscimenti anche per Frankenstein, che ha dominato in alcune categorie tecniche tra cui Migliore scenografia per Tamara Deverell e Shane Vieau, Migliori costumi per Kate Hawley e Miglior trucco e acconciature per Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey. Infine, il premio per Miglior documentario è andato a Mr Nobody Against Putin, quello per Migliori effetti speciali ad Avatar: Fuoco e cenere e quello per Miglior suono a F1.
AGI - Anche quest'anno acquistare delle uova di Pasqua risulterà più costoso, anche se gli aumenti dei listini risultano più contenuti rispetto a quelli registrati nell'ultimo biennio. Lo afferma il Codacons, che ha analizzato l'andamento dei prezzi al dettaglio dei dolci tipici pasquali.
Nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, si registrano ritocchi al rialzo rispetto allo scorso anno che vanno dal +6% fino a raggiungere per alcuni marchi il +10%, spiega l'associazione. Al chilo infatti il prezzo di un uovo di cioccolato di marca industriale può arrivare a superare nel 2026 i 77 euro, contro i 70 euro dello scorso anno.
A seconda delle dimensioni, della marca e della linea prescelta (se per adulti o per bambini), il costo di un uovo di cioccolato venduto nelle catene della grande distribuzione va dai 7 fino ai 22 euro. Per quelle artigianali il prezzo medio varia tra i 30 e i 40 euro, mentre per le uova gourmet si arriva a superare anche i 100 euro a pezzo. Va meglio per le colombe: per quelle classiche i rincari rispetto allo scorso anno si attestano attorno al +3%, con i prezzi medi di quelle industriali che variano tra 5,40 e 15,90 euro.
Quelle farcite invece costano di più: tra 8,50 e 19,90 euro - analizza il Codacons -. Un giro d'affari quello delle uova di Pasqua e delle colombe che vale in Italia oltre 600 milioni di euro annui.
Il prezzo del cacao e i rincari
Gli aumenti delle classiche uova al cioccolato si registrano nonostante le quotazioni del cacao siano sensibilmente diminuite: oggi il prezzo medio sui mercati è di circa 3.300 dollari la tonnellata, contro il record di 12mila dollari di fine 2024, mentre a marzo 2025, quindi un anno fa, le quotazioni erano attorno agli 8 mila dollari la tonnellata, con un deprezzamento del -58% in 12 mesi, spiega ancora il Codacons.
Tuttavia uova e prodotti dolciari a base di cioccolato venduti oggi nei negozi sono stati realizzati col cacao acquistato in precedenza dalle industrie alimentari a prezzi sensibilmente più alti rispetto a quelli odierni, e i produttori devono ancora smaltire le quantità di materia prima acquisite durante le quotazioni record: per questo motivo, nonostante il tonfo del cacao, i listini al dettaglio delle uova di Pasqua non hanno registrato alcuna diminuzione, conclude il Codacons.