Incontro con ambasciatore russo, Cirielli: «Farnesina sapeva, colloqui di prassi»

Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli replica alle indiscrezioni del Corriere della sera su un suo incontro con l’ambasciatore russo in Italia di cui il governo non sarebbe stato a conoscenza e che avrebbe irritato la premier Meloni. Ritenendo le ricostruzioni del giornale «destituite di ogni fondamento», ha spiegato che «l’incontro era noto alla Farnesina e risale a diversi mesi fa». «Non si tratta di un’anomalia, è prassi che i viceministri incontrino ambasciatori regolarmente accreditati di Paesi con cui i rapporti sono complessi, anche per non esporre direttamente il ministro», ha evidenziato.

Le ricostruzioni del Corriere

Il Corriere aveva parlato di un faccia a faccia non concordato tra Cirielli e l’ambasciatore Aleksej Vladimirovič Paramonov alla Farnesina, sostenendo che la reazione della premier «non è stata delle migliori». Il viceministro, sempre secondo il Corsera, avrebbe fornito spiegazioni alla presidente del Consiglio, che per giorni non le avrebbe risposto al telefono. Indiscrezioni che ora sono state smentite dal diretto interessato.

Iran, gas russo e giustizia: il centrodestra scricchiola, le opposizioni si dividono

Divisi sulla politica estera. Separati ‘in casa’ in vista del referendum sulla giustizia. Mentre gli equilibri mondiali sono sconvolti per l’operazione statunitense e israeliana in Iran, maggioranza e opposizione in Italia si fanno notare per i distinguo.

Frizioni nel centrodestra sul gas russo

Sul fronte della politica estera, il centrodestra ha inizialmente fatto mostra di coesione sull’attacco a Teheran, presentando una risoluzione unica sulle comunicazioni di Giorgia Meloni in Parlamento, che, in vista del consiglio europeo del 19 e 20 marzo, erano estese anche alla situazione dell’Ucraina, argomento delicato per le sensibilità dei leghisti. E infatti, passate poche ore, queste ultime si sono fatte urgenti, con Matteo Salvini che ha tenuto a ufficializzare la posizione del suo partito a favore dello sblocco dell’embargo al gas russo. Tanto più dopo il via libera temporaneo (30 giorni) deciso da Donald Trump. Una posizione che non incontra il favore degli alleati della maggioranza, da Fratelli d’Italia a Forza Italia fino a Noi moderati di Maurizio Lupi.

Iran, gas russo e giustizia: il centrodestra scricchiola, le opposizioni si dividono
Matteo Salvini (Imagoeconomica).

Opposizioni in ordine sparso sull’intervento di Meloni

Il centrosinistra, unito nella condanna dell’attacco all’Iran definito «fuori dal diritto internazionale», non è invece riuscito a presentare una risoluzione unitaria all’intervento di Meloni, dividendosi su Iran e Ucraina, e presentando quattro testi (uno del Pd, uno del M5s, uno di Avs; e uno dei centristi, ovvero Iv, Azione e Più Europa). Il risultato è che, davanti all’offerta della premier di coesione e di dar vita a un tavolo aperto a tutte le forze parlamentari, le opposizioni sono andate in ordine sparso. Il Pd di Elly Schlein ha respinto l’offerta della premier definendola «tardiva» e chiedendo che vi fosse una condanna dell’azione di Trump e Benjamin Netanyahu.

Iran, gas russo e giustizia: il centrodestra scricchiola, le opposizioni si dividono
La segretaria del Pd Elly Schlein (Ansa).

Il Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte ha respinto ogni dialogo, dicendo «no alle passerelle». Avs ha sottolineato come su questi temi non può esistere un dialogo con la maggioranza perché non c’è accordo su alcunché. Iv di Matteo Renzi, pur lasciando uno spiraglio a Meloni, si è poi allineato alla posizione del Pd. Infine, Azione di Carlo Calenda è l’unica forza di opposizione ad aver detto un ‘sì’ chiaro e netto al tavolo con Meloni.

Iran, gas russo e giustizia: il centrodestra scricchiola, le opposizioni si dividono
Carlo Calenda (Imagoeconomica).

Le divisioni nel centrosinistra sul referendum

Insomma, è bastata una telefonata della premier ai cinque capi delle opposizioni per far emergere tutte le divisioni. Divisioni che appaiono ancora più macroscopiche in vista del referendum sulla separazione delle carriere tra pm e giudici. Mentre la maggioranza appare compatta per il ‘sì’, anche se con accuse reciproche di non impegnarsi abbastanza nella campagna, le minoranze hanno posizioni diverse. Pd, M5s e Avs sono mobilitati per il ‘no’; Più Europa e Azione per il ‘sì’, mentre Renzi ha detto che lascerà libertà di scelta (ma l’orientamento prevalente in Iv è per il ‘sì’).

Iran, gas russo e giustizia: il centrodestra scricchiola, le opposizioni si dividono
Matteo Renzi (Ansa).

Il rush finale del Sì e del No da “separati in casa”

E mentre si apre l’ultima settimana di campagna, il rush finale è da ‘separati in casa’ per entrambe le coalizioni. Dopo la partecipazione alla kermesse di FdI al Teatro Parenti di Milano, Meloni interverrà con video social e interviste in tv. Lunedì sarà a Quarta Repubblica su Rete4, il 20 a Porta a porta.

Iran, gas russo e giustizia: il centrodestra scricchiola, le opposizioni si dividono
Giorgia Meloni durante l’evento organizzato per il Sì al al Teatro Parenti il 12 marzo (Ansa).

Martedì alla Camera dei deputati si terrà la maratona oratoria Comizio d’amore per il Sì, iniziativa promossa dall’intergruppo dei parlamentari a sostegno della riforma. Mercoledì Salvini parteciperà a un convegno del partito a Milano Io voto Sì – La riforma che fa giustizia, mentre giovedì a Roma, si terrà una nuova iniziativa di Fratelli d’Italia, con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il capo segreteria del partito, Arianna Meloni.

Iran, gas russo e giustizia: il centrodestra scricchiola, le opposizioni si dividono
Il capo della segreteria politica di Fdi Arianna Meloni (Ansa).

Soltanto i comitati – da ‘Sì riforma’ a ‘Sì separa’, da quello delle Camere penali a quelli del mondo delle professioni – dovrebbero chiudere con una kermesse unitaria il 20 marzo. Per quanto riguarda il fronte del ‘no’, Conte ha annunciato un evento per venerdì a Roma, all’Eur, al Palazzo dei Congressi.

Iran, gas russo e giustizia: il centrodestra scricchiola, le opposizioni si dividono
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).

Sempre venerdì chiuderà – a Milano (ci sarà anche il sindaco Giuseppe Sala), in piazza Sant’Agostino – il Pd con Elly Schlein che domenica era impegnata per il No a Bologna.

Iran, gas russo e giustizia: il centrodestra scricchiola, le opposizioni si dividono
Elly Schlein (Imagoeconomica).

UniCredit lancia un’offerta per superare il 30 per cento di Commerzbank

UniCredit ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica volontaria di scambio su Commerzbank, la quarta più grande banca della Germania, finalizzata a superare la soglia del 30 per cento prevista dalla normativa tedesca. Lo ha reso noto UniCredit, spiegando che l’offerta inizierà formalmente all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane: nello stesso mese sarà convocata un’assemblea straordinaria al fine di ottenere l’autorizzazione all’aumento di capitale a servizio dell’offerta. Il regolamento è previsto entro la prima metà del 2027, a seguito dell’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni regolamentari. Secondo il cda di UniCredit l’offerta rappresenta una «misura ragionevole e pragmatica, priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore, indipendentemente dal superamento o meno della soglia del 30 per cento».

UniCredit lancia un’offerta per superare il 30 per cento di Commerzbank
La sede di UniCredit (Ansa).

UniCredit detiene il 26 per cento del capitale di Commerzbank in via diretta

Il rapporto di cambio dell’offerta verrà determinato da BaFin – ovvero l’autorità federale di vigilanza finanziaria tedesca – sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi (Vwap) degli ultimi tre mesi delle azioni Commerzbank e UniCredit. Il gruppo bancario italiano, in una nota, ha spiegato di aspettarsi che «il rapporto sia pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, che corrisponde ad un prezzo di 30,8 per azione Commerzbank, ovvero un premio del 4 per cento rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo 2026». UniCredit detiene attualmente circa il 26 per cento del capitale di Commerzbank in via diretta e un’ulteriore posizione di circa il 4 per cento tramite total return swap. La banca italiana ha specificato che non ha alcuna «aspettativa di acquisire il controllo» dell’istituto tedesco e che «l’offerta non preclude l’avvio di un confronto costruttivo e la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore».

“Una battaglia dopo l’altra” trionfa agli Oscar 2026: i premi

Una statuetta dopo l’altra. Il film diretto da Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra, è il grande (e annunciato) trionfatore della notte degli Oscar andata in scena al Dolby Theatre di Los Angeles e presentata, per il secondo anno consecutivo, dal comico e conduttore Conan O’Brien. Dopo aver vinto quasi tutti i principali premi della stagione, il film ha conquistato anche la statuetta per il Miglior film, mentre Anderson quella della Miglior regia. In tutto, Una battaglia dopo l’altra si è portato a casa sei Oscar compresi quelli per la migliore sceneggiatura non originale, firmata dallo stesso Anderson, per miglior montaggio (Andy Jurgensen), per il miglior casting (Cassandra Kulukundis) e per il miglior attore non protagonista a Sean Penn, che però non era presente alla cerimonia (era nuovamente in Ucraina) e non ha ritirato il premio.

“Una battaglia dopo l’altra” trionfa agli Oscar 2026: i premi
Paul Thomas Anderson (Ansa).

Michael B. Jordan miglior attore protagonista

L’Oscar per il Miglior attore protagonista è andato a Michael B. Jordan per la sua interpretazione ne I peccatori diretto da Ryan Coogler. La pellicola ha ottenuto anche importanti riconoscimenti ‘tecnici’ e ‘creativi’ come l’Oscar per la Miglior sceneggiatura originale sempre a Ryan Coogler, la Migliore fotografia ad Autumn Durald Arkapaw (prima donna e prima donna di colore a vincere in questa categoria), e per la Migliore colonna sonora, firmata dal compositore Ludwig Göransson. A mani vuote Timothee Chalamet, candidato per Marty Supreme.

“Una battaglia dopo l’altra” trionfa agli Oscar 2026: i premi
Michael B Jordan Miglior attore protagonista per Sinners (Ansa).

Il premio per la Miglior attrice è invece stato assegnato a Jessie Buckley per Hamnet – Nel nome del figlio. La statuetta per Miglior attrice non protagonista è andata a Amy Madigan per Weapons.

“Una battaglia dopo l’altra” trionfa agli Oscar 2026: i premi
Jessie Buckley migliore attrice protagonista (Ansa).

Miglior film straniero Sentimental Value

Il premio per il Miglior film internazionale è stato assegnato a Sentimental Value del regista norvegese Joachim Trier. Presentando le candidature, Javier Bardem ha esordito con: «No to war and free Palestine».

Nella categoria animazione ha trionfato Kpop Demon Hunters, che ha portato a casa anche l‘Oscar per la Miglior canzone originale, Golden di KPop Demon Hunters. Riconoscimenti anche per Frankenstein, che ha dominato in alcune categorie tecniche tra cui Migliore scenografia per Tamara Deverell e Shane Vieau, Migliori costumi per Kate Hawley e Miglior trucco e acconciature per Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey. Infine, il premio per Miglior documentario è andato a Mr Nobody Against Putin, quello per Migliori effetti speciali ad Avatar: Fuoco e cenere e quello per Miglior suono a F1.

Pasqua più costosa, in rialzo i prezzi delle uova di cioccolato

AGI - Anche quest'anno acquistare delle uova di Pasqua risulterà più costoso, anche se gli aumenti dei listini risultano più contenuti rispetto a quelli registrati nell'ultimo biennio. Lo afferma il Codacons, che ha analizzato l'andamento dei prezzi al dettaglio dei dolci tipici pasquali.

Nei supermercati e nei negozi alimentari, al netto di offerte e promozioni, si registrano ritocchi al rialzo rispetto allo scorso anno che vanno dal +6% fino a raggiungere per alcuni marchi il +10%, spiega l'associazione. Al chilo infatti il prezzo di un uovo di cioccolato di marca industriale può arrivare a superare nel 2026 i 77 euro, contro i 70 euro dello scorso anno.

A seconda delle dimensioni, della marca e della linea prescelta (se per adulti o per bambini), il costo di un uovo di cioccolato venduto nelle catene della grande distribuzione va dai 7 fino ai 22 euro. Per quelle artigianali il prezzo medio varia tra i 30 e i 40 euro, mentre per le uova gourmet si arriva a superare anche i 100 euro a pezzo. Va meglio per le colombe: per quelle classiche i rincari rispetto allo scorso anno si attestano attorno al +3%, con i prezzi medi di quelle industriali che variano tra 5,40 e 15,90 euro.

Quelle farcite invece costano di più: tra 8,50 e 19,90 euro - analizza il Codacons -. Un giro d'affari quello delle uova di Pasqua e delle colombe che vale in Italia oltre 600 milioni di euro annui.

Il prezzo del cacao e i rincari

Gli aumenti delle classiche uova al cioccolato si registrano nonostante le quotazioni del cacao siano sensibilmente diminuite: oggi il prezzo medio sui mercati è di circa 3.300 dollari la tonnellata, contro il record di 12mila dollari di fine 2024, mentre a marzo 2025, quindi un anno fa, le quotazioni erano attorno agli 8 mila dollari la tonnellata, con un deprezzamento del -58% in 12 mesi, spiega ancora il Codacons.

Tuttavia uova e prodotti dolciari a base di cioccolato venduti oggi nei negozi sono stati realizzati col cacao acquistato in precedenza dalle industrie alimentari a prezzi sensibilmente più alti rispetto a quelli odierni, e i produttori devono ancora smaltire le quantità di materia prima acquisite durante le quotazioni record: per questo motivo, nonostante il tonfo del cacao, i listini al dettaglio delle uova di Pasqua non hanno registrato alcuna diminuzione, conclude il Codacons.