Maria Corina Machado, chi è la vincitrice del Nobel per la Pace 2025

Niente da fare per Donald Trump. A dispetto dei pronostici della vigilia, che davano il presidente Usa tra i favoriti assieme a Yulia Navalnaya, vedova di Alexei Navalny, il premio Nobel per la Pace è andato a Maria Corina Machado. Fondatrice del partito Vente Venezuela ed ex deputata dell’Assemblea nazionale fino al 2014, è leader dell’opposizione al regime di Nicolas Maduro nonché una delle figure più influenti della politica di Caracas, sua città natale. Soprannominata Lady di ferro come Margareth Tatcher, di cui è ammiratrice, ha trionfato «per il suo instancabile lavoro nella promozione dei diritti democratici e per la sua lotta per ottenere una transizione giusta e pacifica dalla dittatura alla democrazia».

Chi è Maria Corina Machado, attivista venezuelana premiata con il Nobel 2025

Maria Corina Machado, chi è la vincitrice del Nobel per la Pace 2025
Maria Corina Machado in Venezuela (Imagoeconomica).

Originaria di Caracas, Maria Corina Machado ha compiuto 58 anni lo scorso 7 ottobre. Maggiore di quattro sorelle, è figlia di Henrique Machado Zuloaga, erede di una dinastia di magnati dell’acciaio con studi alla London School of Economics, e di Corina Parisca, ex tennista e psicologa per i bambini che vivono in strada, di cui ha seguito le orme fondando nel 1992 la Fundación Atenea. Dopo aver trascorso, per sua stessa ammissione, «un’infanzia blindata dalla realtà», ha studiato in un istituto cattolico prima di conseguire la laurea in Ingegneria industriale all’Università Cattolica Andrés Bello. Completata poi da un master in Finanza all’Instituto de Estudios Superiores de Administración di Caracas. Il suo impegno civile affonda le radici nei primi anni del XX secolo, quando ha fondato Súmate, dedicata al monitoraggio elettorale e alla promozione di una trasparenza democratica.

Maria Corina Machado, chi è la vincitrice del Nobel per la Pace 2025
Maria Corina Machado, vincitrice del Nobel per la Pace 2025 (Imagoeconomica).

Terminato il matrimonio con l’imprenditore Ricardo Sosa Branger, da cui ha avuto i figli Henrique, Ana e Ricardo, nel 2001 ha mosso i primi passi nella politica. «Avevo la sensazione inquietante che non potevo restare a casa», avrebbe spiegato in seguito alla stampa locale. In prima linea nelle grandi mobilitazioni per tutto il decennio, è entrato a far parte dell’Assemblea nazionale come deputata per lo Stato di Miranda, distinguendosi per il suo aperto dissenso nei confronti di Hugo Chavez, l’allora presidente del Venezuela, e in seguito di Nicolas Maduro. Nel 2013, Machado ha fondato Vente Venezuela, partito di ispirazione liberale e pro-democrazia, ma l’anno successivo venne rimossa dal suo incarico di deputata, per la presunta violazione degli articoli 149 e 191 della Costituzione dopo aver accettato il ruolo di rappresentante supplente di Panama.

Gl ultimi anni, la repressione e la vita in clandestinità

Maria Corina Machado, chi è la vincitrice del Nobel per la Pace 2025
Maria Corina Machado durante un comizio (Imagoeconomica).

Nel 2023, Maria Corina Machado ha conquistato un ampio consenso alle primarie dell’opposizione, ottenendo il 92 per cento delle preferenze, ma subito dopo è stata interdetta per 15 anni da qualsiasi incarico pubblico dal regime di Maduno. Una decisione confermata nel gennaio 2024 dal Tribunale Supremo. Dopo le elezioni del 28 luglio, definite da osservatori internazionali come «marcatamente non libere», è scomparsa dalla scena pubblica, scegliendo di operare in clandestinità per ragioni di sicurezza. Il 9 gennaio 2025, durante una manifestazione contro l’insediamento di Maduro, è stata arrestata e liberata poche ore dopo. Per molti si è trattato di un «rapimento lampo», volto a intimidirla e isolarla temporaneamente. Il governo venezuelano ha negato ogni coinvolgimento diretto, ma la comunità internazionale – inclusi Ue e Usa – ha condannato l’accaduto come un atto di repressione politica.

Oggi María Corina Machado vive ancora nascosta, continuando tuttavia a diffondere messaggi e dichiarazioni attraverso canali sicuri. «Vivo sola, senza nessun contatto umano», ha raccontato al Corriere nell’estate 2024. «Ogni giorno ho riunioni su riunioni, incontro migliaia di persone di tutto il mondo, però non posso toccare nessuno. L’Italia? Giorgia Meloni è diventata la voce più solida in difesa del Venezuela in Europa». Nel 2024 aveva già ricevuto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero del Parlamento Europeo e il Premio Václav Havel per i diritti umani del Consiglio d’Europa. Con il Nobel per la Pace, il suo percorso assume ancor di più una dimensione universale.