I sindacati Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief hanno firmato il rinnovo del contratto per la scuola per il triennio 2022-2024. Il sì porterà a un aumento medio a regime di 150 euro al mese per 13 mensilità, con punte di 185 per gli insegnanti e di 240 per ricercatori e tecnologi, in base all’anzianità di servizio. Il contratto interessa un milione e 286 mila dipendenti, di cui 850 mila docenti. Di arretrati saranno versati circa 2 mila euro a insegnante. Soltanto la Cgil ha detto no, perché ha ritenuto inadeguati gli aumenti. Ciò nonostante si va avanti e i firmatari hanno già chiesto che siano avviate le trattative per il rinnovo del contratto 2025-2027. Per questo si ipotizza un aumento medio di 135 euro al mese per 13 mensilità a partire dall’1 gennaio 2027.
Scuola, il no della Cgil al rinnovo del contratto
Soddisfatti i sindacati, ma non la Cgil. In una nota la sigla ha spiegato: «Per la FLC CGIL non sussistono le condizioni per la sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL Istruzione e Ricerca 2022-24. Gli incrementi stipendiali previsti e, per oltre il 60 per cento già erogati in busta paga sotto forma di indennità di vacanza contrattuale, coprono neanche un terzo dell’inflazione del triennio di riferimento e sanciscono la riduzione programmata dei salari del Comparto. È necessario fermare la deriva di una politica che sottrae risorse alla Scuola, all’Università, alla Ricerca e all’Alta Formazione Artistica e Musicale e impoverisce chi vi lavora. Lotteremo in maniera ferma e costante per la salvaguardia dei salari e della dignità del lavoro prestato nell’ambito dei settori della conoscenza».
