L’Iran colpisce l’ambasciata Usa a Riad, l’IDF attacca il Libano

L’operazione Epic Fury lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha assunto, come prevedibile, i contorni di un conflitto regionale. Gli attacchi a Teheran hanno generato un effetto domino sui Paesi del Golfo alleati di Washington dove sono state prese di mira le sedi diplomatiche americane. Nella notte uno sciame di droni iraniani si è abbattuto sull’Arabia Saudita colpendo l’ambasciata statunitense a Riad. Colpiti anche obiettivi lungo una fascia di 1.200 miglia nella regione: si registrano danni dal golfo di Oman, dove un drone è esploso contro una petroliera, e a Cipro, dove è stata presa di mira la base militare britannica di Akrotiri. Si tratta del primo attacco ad alleati statunitensi in Europa. Forti esplosioni sono state udite anche a Dubai e Samha negli Emirati Arabi Uniti, e a Doha, in Qatar.

Gli Usa ordinano un’evacuazione di massa per il personale non addetto alle emergenze

Dopo l’attacco all’ambasciata di Riad, Donald Trump ha assicurato che gli Usa «risponderanno con estrema risolutezza all’attacco». Il presidente lo ha equiparato a una invasione del territorio nazionale. È immediatamente scattata l’allerta in tutte le basi Usa in Medio Oriente. I sistemi di difesa sono entrati in azione ad Al-Udeid in Qatar e a Camp Arifjan in Kuwait. Il dipartimento di Stato americano ha chiesto a tutto il personale non addetto alle emergenze di lasciare immediatamente Giordania, Bahrein e Iraq. Una evacuazione di massa che conferma il timore di Washington che le proprie sedi civili e militari possano essere bersagli di ondate di droni e di azioni di terra delle milizie proxy finanziate da Teheran.

Le truppe israeliane sono entrate in Libano

Intanto Usa e Israele hanno aumentato la pressione sul territorio iraniano. L’IDF ha condotto raid massicci anche in Libano dopo che Hezbollah aveva colpito il nord di Israele in rappresaglia per l’attacco israeliano di sabato in cui è stata uccisa la guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei. Non si tratta solo di attacchi aerei. Come ha reso noto il ministero della Difesa di Tel Aviv, l’esercito israeliano è stato «autorizzato» ad avanzare per conquistare alcune «posizioni aggiuntive» nel sud del Paese. L’Unifil, la forza Onu in Libano, ha deciso l’evacuazione del personale non essenziale dopo l’avanzamento delle truppe israeliane. L’IDF ha annunciatio la creazione di una zona cuscinetto in Libano.

L’Iran colpisce l’ambasciata Usa a Riad, l’IDF attacca il Libano
L’Iran colpisce l’ambasciata Usa a Riad, l’IDF attacca il Libano
L’Iran colpisce l’ambasciata Usa a Riad, l’IDF attacca il Libano
L’Iran colpisce l’ambasciata Usa a Riad, l’IDF attacca il Libano

Gli Usa continuano gli attacchi in Iran

In parallelo, il CENTCOM – United States Central Command – ha annunciato di aver neutralizzato le strutture di comando e controllo dell’esercito del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC). Effi Defrin, portavoce dell’IDF, ha dichiarato che l’aeronautica militare di Tel Aviv nella notte ha colpito il quartier generale del regime degli ayatollah. Durante l’attacco su Teheran sono state circa 250 le bombe sganciate da un centinaio di caccia. Il bilancio secondo le stime della Mezzaluna Rossa iraniana è di almeno 787 vittime.

L’Iran avverte gli europei: «Non unitevi al conflitto»

«Considereremo qualsiasi azione militare europea come un atto di guerra che richiede una risposta». Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, suggerendo agli europei di «non unirsi alla guerra» condotta da Israele e Stati Uniti contro la Repubblica Islamica.

Teheran non è disposta a negoziare con Trump

Gli alleati europei in un primo momento avevano preso le distanze dalla decisione di Trump di entrare in guerra, affermando che Teheran non rappresentava una minaccia imminente. Successivamente, però, hanno dichiarato che avrebbero partecipato per aiutare a reprimere la capacità dell’Iran di reagire. In un post su X lunedì, Ali Larijani, capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale di Teheran, ha affermato che l’Iran non negozierà con Trump. A differenza degli Stati Uniti, ha aggiunto, la Repubblica islamica «si è preparata a una lunga guerra», ha scritto.

La guardia rivoluzionaria ha chiuso lo stretto di Hormuz

La Guardia rivoluzionaria ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il traffico mondiale di gas e petrolio. Nelle ultime ore è arrivata anche l’ultima rivendicazione di Teheran che ha annunciato di aver lanciato una nuova ondata di attacchi contro una base militare statunitense in Bahrein, sostenendo di aver distrutto l’edificio di comando principale e le caserme con 20 droni e tre missili.

L’Iran colpisce l’ambasciata Usa a Riad, l’IDF attacca il Libano
Lo stretto di Hormuz (Ansa).

Trump ha parlato di Iran con i leader curdi in Iraq

Trump ha parlato telefonicamente con i leader curdi in Iraq per discutere della guerra tra Stati Uniti e Israele e l’Iran e di cosa potrebbe accadere in futuro. Lo riporta Axios, in base a tre fonti a conoscenza dei colloqui. La mossa assume rilievo particolare, visto che i curdi contano migliaia di soldati lungo il confine tra Iran e Iraq e controllano aree strategiche. Inoltre i curdi iracheni hanno anche stretti legami con la minoranza curda iraniana.