Sindacati-governo, rottura sull’ex Ilva: via allo sciopero

«Abbiamo rotto, abbiamo dichiarato 24 ore di sciopero a partire da domani, con assemblee. Perché i nostri dubbi sono diventate certezze. È un disastro». Sono le parole del segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, al termine dell’incontro sull’ex Ilva a Palazzo Chigi: il sindacalista, denunciando la mancanza di «senso di responsabilità delle istituzioni e del governo», ha detto che il piano dell’esecutivo «porta alla chiusura» dell’impianto. «Abbiamo chiesto alla presidenza del Consiglio di sospendere, di ritirare il piano e di fare intervenire direttamente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ci hanno risposto di no e noi abbiamo deciso ovviamente di dichiarare sciopero a partire dalla giornata di domani», ha aggiunto Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil. Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ha definito «inaccettabile» la prospettiva «di chiudere lo stabilimento per poi metterlo a disposizione di eventuali potenziali acquirenti che oggi non ci sono». Usb ha definito «irricevibile» il piano del governo «perché fondato sulla riduzione della produzione, sulla fermata degli impianti e sulla gestione del declino attraverso la cassa integrazione».

Sindacati-governo, rottura sull’ex Ilva: via allo sciopero
Michele De Palma, segretario Fiom-Cgil (Ansa).

La risposta del governo ai sindacati

«L’esecutivo ha chiarito che non ci sarà un’estensione ulteriore della cassa integrazione, accogliendo così la principale richiesta avanzata dagli stessi sindacati nel corso del precedente tavolo. In alternativa, saranno individuati adeguati percorsi di formazione in favore dei lavoratori, anche per coloro già in cassa integrazione». Così una nota di Palazzo Chigi al termine dell’incontro, in cui viene sottolineato che «la formazione servirà a far acquisire ai lavoratori le competenze necessarie alla lavorazione dell’acciaio prodotto con le nuove tecnologie green».