L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over

L’Opas lanciata da Poste su Tim, che sancisce la fine della madre di tutte le privatizzazioni, ha colto di sorpresa un po’ tutti. Compresa la stessa ex monopolista dei telefoni. E in particolare il suo amministratore delegato Pietro Labriola. Il manager è stato tenuto all’oscuro fino alla fine su questa operazione con cui Poste punta a comprare il 100 per cento di Tim e delistarla dalla Borsa. Ma cosa succederà ora? Tra il management dell’ex Telecom si respira una certa preoccupazione.

L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over
Pietro Labriola (foto Imagoeconomica).

Poste vuole puntare su dirigenti graditi e funzionali

L’obiettivo di Poste è creare un ramo del Gruppo sul modello di altri già esistenti, come Poste Vita o Banco Posta. Cioè società molto operative e snelle, con staff leggeri, per creare il massimo delle sinergie. Quindi sembra chiaro che non serva avere un ceo “pesante”, come Labriola. Che a questo punto si avvia alla fine della sua esperienza in Tim, insieme alla squadra manageriale che ha governato negli ultimi anni in modo assoluto (e le ultime nomine che hanno riempito le caselle con profili che portano il timbro dell’ad sono state parecchio chiacchierate). Ora la musica cambierà: Poste vuole avere un controllo totale su tutte le funzioni aziendali, andando quindi a scegliere dirigenti graditi e ideali per le sinergie con le altre società del Gruppo.

L’arrivo di Poste e i manager di Tim con le ore contate: Labriola game over
Matteo Del Fante, ad di Poste Italiane (foto Imagoeconomica).

Intanto i commenti che serpeggiano sull’Opas sono unanimi: «La stagione dei cosiddetti capitani coraggiosi è finita. Ora ci sono gli statalisti coraggiosi».

Fosse Ardeatine, La Russa parla di «crimine nazista» e si dimentica dei fascisti

Nel giorno dell’82esimo anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha pubblicato un post sui social in cui, ricordando «una delle pagine più drammatiche della nostra Nazione», ha scritto di «crimine nazista che richiama tutti al dovere della memoria e alla responsabilità di difendere, ogni giorno, i valori della libertà, della dignità umana e della democrazia, affinché simili atrocità non si ripetano mai più». Un bel messaggio da parte dell’ex Msi La Russa, che però ha evitato di citare le responsabilità dei fascisti.

Le responsabilità dei fascisti nell’eccidio delle Fosse Ardeatine

L’eccidio delle Fosse Ardeatine si verificò il 24 marzo 1944, quando le truppe tedesche trucidarono 335 civili e militari italiani, prigionieri politici, ebrei, o detenuti comuni, come rappresaglia per l’attentato partigiano di via Rasella, compiuto il 23 marzo da membri dei Gruppi di Azione Patriottica, in cui erano rimasti uccisi 33 poliziotti del reggimento “Bozen”. Quanto alle responsabilità dei fascisti, è accertato che funzionari di polizia italiana della Repubblica Sociale Italiana e funzionari repubblichini collaborarono attivamente alla compilazione delle liste dei detenuti da fucilare, prelevando 50 detenuti dalle carceri in cui erano stati rinchiusi proprio per l’opposizione al regime.

Cosa prevede l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Australia

L’Unione europea e l’Australia hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio. L’annuncio è arrivato in occasione della missione a Canberra della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che ha incontrato il primo ministro australiano Anthony Albanese. Lo storico accordo registra un importante risultato per l’Australia, i cui produttori potranno usare nomi come prosecco, feta e halloumi, nonostante le pressioni dell’Europa per restringere l’uso dei cosiddetti indicatori geografici. Con l’intesa commerciale si prevede che che le esportazioni dell’Ue cresceranno fino al 33 per cento nel prossimo decennio, con un valore che raggiungerà fino a 17,7 miliardi di euro all’anno. Tra i settori più coinvolti quello caseario, l’automotive e il comparto chimico. Il maggiore punto di contesa ha riguardato la libertà, per i produttori australiani, di vendere carne di manzo e agnello, zucchero e formaggi ai 450 milioni di consumatori europei senza punitive tariffe e quote. Secondo fonti citate dal Sydney Morning Herald, gli esportatori australiani potranno ora vendere all’Europa fra 30 e 35 mila tonnellate di manzo l’anno, contro la quota annuale corrente di 3.389 tonnellate.

Cosa prevede l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Australia
Ursula Von Der Leyen e Anthony Albanese (Ansa).

Sottoscritta anche una nuova partnership di difesa e sicurezza

Le due realtà hanno anche sottoscritto una nuova partnership di difesa e sicurezza e assicurato l’accesso di università e compagnie australiane al programma europeo di ricerca e innovazione. Tra i punti del parteneriato figurano il rafforzamento della cooperazione sulla sicurezza marittima, la sicurezza informatica, il contrasto alle minacce ibride e alla manipolazione e interferenza di informazioni straniere, riflettendo la natura in evoluzione delle sfide di sicurezza contemporanee e il rafforzamento della cooperazione nella gestione delle crisi e nelle missioni e operazioni della politica di sicurezza e difesa comune, comprese esercitazioni, formazione e istruzione. Von der Leyen e Albanese hanno anche concordato di avviare negoziati formali per l’associazione dell’Australia a Horizon Europe, il più grande programma di finanziamento al mondo per la ricerca e l’innovazione.

Simest, Filiere d’Impatto: siglati nove accordi con imprese champions

A poco più di un anno dall’avvio, Filiere d’Impatto, il progetto promosso da Simest sulla base degli indirizzi strategici del ministero degli Esteri per sostenere la crescita e la competitività delle imprese delle filiere dei champions nazionali, chiude il suo primo bilancio. Ad oggi sono nove gli accordi firmati con primari partner industriali a capo di filiere attive nei settori manifatturiero, navalmeccanico, agrifood, costruzioni, ingegneria, energia e servizi industriali, fra cui Fincantieri, Bonifiche ferraresi, Saipem, Maire, Renco, Fibercop, Enele MscCrociere.

Tra le imprese coinvolte, oltre 150 hanno già presentato domanda di finanziamento

L’attività di divulgazione e formazione realizzata nell’ambito del progetto ha portato all’organizzazione di 14 eventi dedicati e oltre 200 incontri B2B. Complessivamente sono state intercettate oltre 2 mila imprese, tra cui più di 1.400 individuate come target. Di queste, il 70 per cento sono pmi e il 10 per cento aziende del Mezzogiorno. Tra le imprese coinvolte, oltre 150 hanno già presentato domanda di finanziamento, per un valore complessivo superiore a 100 milioni di euro. Il progetto si inserisce anche nella cornice del Piano Mattei per l’Africa, in collaborazione con la struttura di missione per l’attuazione del Piano istituita presso la presidenza del Consiglio dei ministri, che individua tra le priorità la promozione delle esportazioni e degli investimenti. L’obiettivo è sostenere le imprese italiane di filiera – in particolare le pmi – interessate a operare in Africa, favorendo investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e rafforzamento della solidità patrimoniale, oltre alla formazione di manodopera qualificata proveniente dal continente africano.

Il ruolo di facilitatore di Simest

Per facilitare la conoscenza e l’accesso agli strumenti di finanza pubblica, soprattutto da parte delle micro e piccole imprese, Simest ha avviato una serie di accordi con le imprese capofila delle filiere (i cosiddetti “champions”) allo scopo di creare un circolo virtuoso capace di sostenere e trainare la crescita dell’intera catena produttiva. In questo contesto, la società del Gruppo Cdp svolge un ruolo di facilitatore. Attraverso una collaborazione costante con i champions e un dialogo congiunto con le pmi, individua i fabbisogni delle imprese e promuove percorsi di investimento mirati e sostenibili. Questo approccio contribuisce a rafforzare le competenze tecniche e manageriali, favorisce nuove collaborazioni e aiuta a costruire un ecosistema più consapevole, interconnesso e competitivo, in grado di affrontare le sfide dei mercati globali. Un contributo determinante al successo della prima annualità del progetto è arrivato dagli accordi siglati con alcune delle principali realtà industriali italiane, a partire da Fincantieri, primo gruppo ad aderire al programma Filiere d’impatto, e da Enel, tra gli accordi più recenti.

Il sesso e gli italiani. Boom dei rapporti a tre. Sperimentare in una relazione stabile

AGI - Gli italiani e il sesso. Il boom dei rapporti a tre ma anche l’inattesa forza della stabilità nelle relazioni. La noia e la vita di coppia non vanno necessariamente a braccetto. Sperimentare sì ma meglio se in un'unione consolidata. Negli ultimi 25 anni gli italiani hanno allargato i propri confini nel sesso.

E nell’epoca “selvaggia del ferro e fuoco” (copyright Censis) segnata da guerre e crisi globali decidono di non farsi travolgere dalle tante notizie negative che arrivano dal mondo. Lo fanno sprigionando “un’energia notevole” tanto che il 79% degli italiani considera “essenziali per dare senso alla vita” i piaceri “del sesso, del cibo o delle relazioni interpersonali”.

Il rapporto “Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali” realizzato dal Censis (su un campione rappresentativo di 1.000 italiani tra i 18 e i 60 anni) a un quarto di secolo dall’ultima grande ricerca, fotografa “il piccolo miracolo” legato alla capacità di continuare “ad amare, godere, giocare e divertirsi” in una società "assediata da derive patologiche globali".

Il sesso e il boom dei rapporti a tre 

Un aspetto della ricerca riguarda le esperienze di pratiche sessuali più estreme. Nel 2000 ad aver dichiarato di aver sperimentato rapporti a tre o più persone era lo 0,7% delle donne, nel 2025 il 6,8%. Per gli uomini, la quota è salita dal 3,2% al 20,1%.

Il primo rapporto sessuale 

Solo tra le donne il trend degli ultimi 25 anni descrive un aumento della precocità nel sesso. Nel 2000 aveva avuto il primo rapporto sessuale prima dei 18 anni il 46,7% dei maschi, nel 2025 il dato è sceso al 29,4%. Al contrario tra le femmine la quota è salita, passando dal 29,3% al 35,8%. 

Il sesso e i partner 

Più libertà nei costumi sessuali. Nel 2000 le donne che avevano avuto un solo partner erano il 59,6%, nel 2025 sono passate al 27,6%; 2-5 partner per il 32% delle donne nel 2000, contro il 46,8% nel 2025; 6 e più partner per l’8,4% delle donne nel 2000 che arriva al 21,8% nel 2025. Tra i maschi, nel 2000 aveva avuto un solo partner il 24,9%, oggi questa quota scende al 15,2%; 2-5 erano i partner dichiarati dal 42,3% dei maschi nel 2000, contro il 46% nel 2025; 6 e più partner per il 32,8% e per il 33,7% rispettivamente nel 2000 e nel 2025.

L'inattesa forza della stabilità di coppia

Dallo studio sul piacere degli italiani emerge poi una (inaspettata) forza della stabilità nelle relazioni. Infatti, l’80,4% degli italiani (tra i 18 e i 60 anni) ha rapporti sessuali esclusivamente con la persona con cui ha una relazione stabile di coppia, il 12% solo con la o le persone che frequenta occasionalmente e il 6,2% con le persone con cui ha una relazione sessuale stabile e con altri partner occasionali.

Il 67% degli italiani (il 63% tra gli uomini e il 71,2% tra le donne) ritiene che nei rapporti di coppia che durano nel tempo non necessariamente prevale la noia, poiché è possibile prevenire tale rischio. Il 68,9% delle persone con una relazione stabile è soddisfatto della propria vita sessuale, e il dato incide al 29,8% tra i single.

Il sesso online 

Per quanto riguarda il sesso online, il 32,5% degli italiani dichiara di avere conosciuto partner sessuali tramite social media. Ricevono immagini di tipo pornografico il 37% dei 18-34enni, il 32,2% dei 35-44enni, il 26,9% dei 45-60enni. 

Praticano il sexting il 43,4% dei 18-34enni, il 33,6% dei 35-44enni, il 19,2% dei 45-60enni. Secondo quanto emerge dal rapporto Censis inviano immagini pornografiche il 31,2% dei 18-34enni, il 21,8% dei 35-44enni, il 14,3% dei 45-60enni.

Praticano la masturbazione a distanza con altre persone il 28,3% dei 18-34enni, il 23,8% dei 35-44enni, il 14,5% dei 45-60enni; si fotografano o si riprendono per video durante i rapporti sessuali il 15,9% dei 18-34enni, il 17,9% dei 35-44enni, l’11,6% dei 45-60enni.

Il sesso e il porno 

Oltre la metà degli italiani, precisamente il 59,3%, guarda il porno da solo e in particolare lo fa il 76,6% degli uomini e il 41,5% delle donne. In coppia invece lo guardano il 26% degli italiani tra i 18 e i 60enni (il 27,3% dei maschi e il 24,6% delle femmine). Il 38,9% degli italiani è convinto che guardando i porno si imparano cose nuove, che migliorano la propria sessualità.

Cultura del consenso e contraddizioni 

Sul fronte della cultura del consenso, il 66,1% degli italiani ritiene sempre possibile comprendere quando una donna non desidera un rapporto sessuale. Ne sono convinti il 60,6% degli uomini e il 71,7% delle donne. Tuttavia, il 47% degli italiani concorda con l’idea che indossare determinati abiti o adottare taluni comportamenti come l’uso di droghe o l’eccessiva assunzione di alcol espongano le donne al rischio di subire violenza sessuale.

Identità di genere e discriminazioni LGBTQIA+

Infine, il 16,3% degli intervistati non si riconosce in una identità di genere netta ed esclusiva, solo maschile o solo femminile. A pensarlo è anche il 21,9% dei 18-34enni, il 18,6% dei 35-44enni e l’11,1% dei 45-60enni. Tra coloro che hanno conoscenza di cosa siano i movimenti LGBTQIA+, il 58,3% ritiene che siano importanti perché combattendo le discriminazioni migliorano la società. Per il 75,7% degli italiani (e l’81% dei giovani) in Italia ci sono ancora troppe discriminazioni nei confronti delle persone non cisgender o non eterosessuali.

 

È morto Gino Paoli, aveva 91 anni. Fu il cantante dell’amore “senza fine”

AGI - E' morto Gino Paoli, il cantautore aveva 91 anni. Lo annuncia la famiglia in una nota.

La vita di Gino Paoli si può raccontare seguendo il filo delle sue canzoni più famose, che sono state, di volta in volta, svolta personale, scarto biografico, fotografia fedele del momento che stava vivendo. Ogni titolo entrato nel canone porta con sé un pezzo della sua storia, dagli esordi genovesi fino alla maturità, passando per amori irregolari, notti nei vicoli, estati lontano da casa, amicizie cruciali come quella con Luigi Tenco.

All’inizio degli anni Sessanta, Paoli è un giovane cantautore che si muove tra i locali di Genova e una vita sregolata, fatta di amori e incontri nei bordelli dei caruggi. In una di quelle stanze “dal soffitto viola”, come racconterà lui stesso, nasce 'Il cielo in una stanza', la canzone che lo trasforma da promessa inquieta ad autore centrale della nuova canzone italiana.

Il brano, inizialmente rifiutato da più interpreti, viene accolto da Mina, che lo incide nel 1960: il successo è immediato e travolgente, trascinando con sé anche la carriera di Paoli e sancendo la possibilità di parlare di sesso e amore attraverso una poesia che trasfigura la realtà. Dietro quel testo ci sono i bordelli frequentati da ragazzo, l’innamoramento per una prostituta e il tentativo di raccontare l’atto d’amore senza nominarlo, facendo “sparire” pareti e soffitti in un cielo infinito.

'La gatta' e 'Senza fine': la nostalgia e Ornella Vanoni

Pochi mesi prima e subito dopo 'Il cielo in una stanza', Paoli mette a fuoco altri due tasselli fondamentali: 'La gatta' e 'Senza fine'. 'La gatta' (1960) è un brano apparentemente leggero, nato da una dimensione domestica povera e affollata, che rilegge con nostalgia gli anni della giovinezza in una mansarda, tra amici, fumo e pochi soldi.

'Senza fine', incisa per prima da Ornella Vanoni, esce dalla cronaca minuta per trasformare l’amore in un tempo sospeso, senza inizio e senza conclusione. Dietro il brano c’è il legame intenso e tormentato tra Paoli e Vanoni, rapporto che lui stesso racconterà come una storia totalizzante, fatta di dipendenza reciproca e di conflitto, che trova nella canzone la sua forma più compiuta.

'Sapore di sale': l'estate che cambia tutto

Nel 1963 arriva 'Sapore di sale', il suo più grande successo popolare: la canzone nasce a Capo d’Orlando, “in una casa deserta vicino a una spiaggia deserta”, dove Paoli è ospite dei baroni Milio durante una serie di concerti. È lì che, guardando una donna entrare e uscire dal mare, scrive di un’estate che è pausa dal mondo, stacco dalla realtà, parentesi destinata a chiudersi.

L’arrangiamento di Ennio Morricone e il sax di Gato Barbieri trasformano il brano in un’icona internazionale: 'Sapore di sale' vince il Disco d’oro, raggiunge il primo posto in classifica, entra in film, spot, immaginario collettivo. Intorno a quella canzone crescono anche le leggende: per anni si è detto che fosse dedicata a Stefania Sandrelli, ma Paoli ha sempre negato, rivendicando piuttosto il carattere quasi documentario di un’estate sospesa tra mare, desiderio e malinconia.

'Una lunga storia d'amore' e 'Quattro amici': la maturità

Negli anni Ottanta, quando molti dei protagonisti della “scuola genovese” appartengono già al mito, Paoli conosce una seconda vita artistica. 'Una lunga storia d’amore' (1984) è il racconto di un sentimento che ha attraversato il tempo e le sue rotture, un modo diverso, più maturo, di confrontarsi con il tema che lo ossessiona da sempre: l’amore come legame imperfetto ma insostituibile.

Con 'Quattro amici' (1991), che vince il Festivalbar, Paoli sposta lo sguardo su un altro pilastro biografico: l’amicizia. Nel brano, diventato subito generazionale, c’è il bilancio di una vita vista attraverso quattro figure sedute al tavolo di un bar, con in filigrana la memoria degli anni giovanili a Genova, dei compagni di strada come Luigi Tenco, dei sogni coltivati e dei rimpianti accumulati.

Gli amori, Tenco e la ferita che resta

Sul fondo di molte di queste canzoni c’è una biografia sentimentale irrequieta: relazioni intrecciate, amori celebri e clandestini, la lunga storia con Ornella Vanoni, la passione per Stefania Sandrelli, che segnerà profondamente gli anni Sessanta. Paoli ha spesso raccontato di aver scritto partendo da “fotografie emotive” di questi rapporti, facendo entrare nei testi frammenti di vita vera, anche quando non erano dichiarati.

Accanto agli amori, la figura di Luigi Tenco resta un punto fermo: amico fraterno, compagno di generazione, presenza che aleggia dietro la stagione d’oro dei locali genovesi. La morte di Tenco, vissuta come una lacerazione insanabile, alimenta in Paoli la percezione tragica della fragilità umana, la stessa che attraversa molti dei suoi brani più intensi e che lo porterà anche a un suo tentativo di togliersi la vita, da cui uscirà vivo con un proiettile nel petto e un rapporto ancora più radicale con la scrittura.

Così, riascoltate in sequenza, 'Il cielo in una stanza', 'La gatta', 'Senza fine', 'Sapore di sale', 'Una lunga storia d’amore' e 'Quattro amici' non sono solo successi: sono capitoli di un’autobiografia in musica, il racconto, spesso crudo e dolcissimo insieme, di un uomo che ha provato a trasformare ogni stanza della sua vita in un pezzo di cielo.

È morto Gino Paoli

È morto a 91 anni Gino Paoli. La notizia è stata diffusa dalla famiglia del cantautore, chiedendo «la massima riservatezza» in un momento così delicato. Nato nel 1934 e cresciuto a Genova, Paoli ha fatto la storia della musica italiana: suoi i brani Il cielo in una stanza, La gatta, Che cosa c’è, Senza fine, Sapore di sale, Una lunga storia d’amore e Quattro amici.

È morto Gino Paoli
È morto Gino Paoli
È morto Gino Paoli
È morto Gino Paoli
È morto Gino Paoli

Iran, Mohammad Zolghadr nuovo segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale

È stato scelto in Iran il nuovo segretario del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale: il successore di Ali Larijani, ucciso in un raid israeliano il 17 marzo, è Mohammad Bagher Zolghadr. Lo ha annunciato Mehdi Tabatabaei, vice di Masoud Pezeshkian, spiegando che la nomina è stata approvata dalla Guida Suprema Mojtaba Khamenei e formalizzata dal presidente.

Chi è Mohammad Zolghadr

Nato nel 1954, Mohammad Bagher Zolghadr ha fatto parte dei pasdaran dal 1979 al 2010. Ex comandante del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, da settembre del 2021 ricopre la carica di segretario del Consiglio per il Discernimento dell’Interesse del Sistema, assemblea che fornisce consulenza alla Guida Suprema sulle politiche generali dello Stato e su questioni di interesse nazionale, in particolare in caso di conflitti tra diverse istituzioni. Nel corso della sua carriera Zolghadr ha ricoperto ruoli politici di alto livello, tra cui quello di viceministro degli Interni per gli affari di sicurezza. Qualsiasi nuova figura di alto livello, avevano fatto sapere Tel Aviv e Washington, diventerà immediatamente un bersaglio di Israele e Stati Uniti.

La sconfitta secondo Nordio e le altre pillole del giorno

Dopo la sonora sconfitta referendaria nel centrodestra, come previsto, cominciano a volare stracci. Tra accuse incrociate e recriminazioni tra alleati, il capro espiatorio perfetto rischia di essere il ministro della Giustizia Carlo Nordio – che con le sue numerose “uscite improvvide”, secondo i critici, ha tirato la volata al No – insieme con il sottosegretario amante delle bistecche Andrea Delmastro e la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi.

La sconfitta secondo Nordio e le altre pillole del giorno
Carlo Nordio con Andrea Delmastro (Imagoeconomica).

Il Guardasigilli per ora resiste e blinda la sua squadra: «Delmastro e Bartolozzi restano al loro posto». E pure lui non ha alcuna intenzione di farsi da parte, anche se ammette la sconfitta. «Fa parte della politica perdere le elezioni. Successe anche a Churchill, dopo la Seconda Guerra mondiale», ha dichiarato al Corriere della Sera, tradendo forse un eccesso di autostima. «Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l’impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano». Popolo che però, come sottolineato dal ministro al Foglio, non ha creduto nella sua stessa battaglia. «Era una battaglia in cui credevo e l’abbiamo persa perché il popolo invece non ci ha creduto, tutto qua». Il Guardasigilli però non si vede in un possibile governo Meloni II. «Credo che potrò ritornare ai miei diletti studi e ai miei hobby», ha ammesso a SkyTg24. «Non tanto per il fatto che le sconfitte politiche si pagano, è inutile far finta di nulla, ma anche per ragioni non solo di età ma anche di completamento di un certo percorso di riforme che cercheremo di terminare entro quest’anno. Il prossimo anno compio un anno matematico a seguito del quale penso di aver diritto a un po’ di riposo».

La sconfitta secondo Nordio e le altre pillole del giorno
Carlo Nordio (Imagoeconomica).

Piazza Barberini in tilt per la festa del No

Quelli che dal centro storico di Roma volevano tornare a casa dopo una giornata di lavoro, lunedì sera hanno faticato sette camicie perché i mezzi pubblici erano bloccati: tutta colpa della manifestazione estemporanea per festeggiare il No, con piazza Barberini bloccata dai sostenitori accorsi ad ascoltare Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Tra i presenti oltre al primo cittadino Roberto Gualtieri, anche il piddino Claudio Mancini, da molti soprannominato il vero sindaco di Roma.

La sconfitta secondo Nordio e le altre pillole del giorno
Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Roberto Gualtieri festeggiano la vittoria del No (Imagoeconomica).

Dopo Bossi e Pomicino, se ne va Salvatore Lauro

Giornate di lutto per la politica. Prima Umberto Bossi con il funerale di massa a Pontida a cui seguirà, mercoledì 25 marzo. una commemorazione a Montecitorio. Poi se n’è andato Paolo Cirino Pomicino, democristiano di lunghissimo corso, per il quale lunedì è stata allestita una camera ardente alla Camera (i primi ad arrivare sono stati Massimo D’Alema, Pier Ferdinando Casini e Alessandra Necci), mentre le esequie si sono tenute nella chiesa pariolina di piazza Euclide. Infine è morto l’ex senatore forzista e soprattutto armatore Salvatore Lauro, i cui funerali si sono svolti nella chiesa Santa Maria di Portosalvo che domina il porto di Ischia, dove è iniziata la storia imprenditoriale della sua famiglia. Per consentire la partecipazione di chi vorrà porgere l’ultimo saluto, l’Alilauro ha effettuato alcune corse straordinarie con i mezzi veloci della sua flotta con bandiere a mezz’asta, dal Molo Beverello di Napoli e dal porto di Sorrento.

La sconfitta secondo Nordio e le altre pillole del giorno
Salvatore Lauro (Imagoeconomica).

Il Copasir si occupa del nucleare

Mercoledì 25 marzo a Palazzo San Macuto, il Copasir svolgerà l’audizione della presidente di Enea, Francesca Mariotti. Si parlerà di energia nucleare, del futuro (e del presente) delle centrali, e non solo. Mariotti, avvocata, nata a Frosinone, è stata direttrice generale di Confindustria dal 2020 fino all’ottobre del 2023, oltre che consigliera di amministrazione in società come Saipem e Almaviva. A marzo dello scorso anno è stata designata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, alla presidenza dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile, ovvero l’Enea. Che poi l’Enea è l’erede del Cnen, Comitato nazionale per l’energia nucleare, di cui segretario generale fu Felice Ippolito. E l’ex ministro Carlo Calenda, a favore delle centrali nucleari, ricorda sempre con orgoglio di essere suo nipote: Felice era il fratello della nonna paterna.

La sconfitta secondo Nordio e le altre pillole del giorno
Il post di Carlo Calenda su Felice Ippolito.

Campo largo, Conte disponibile a correre per le primarie

Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, il campo largo festeggia e torna a ragionare di primarie. Sia Elly Schlein sia Giuseppe Conte si sono detti disponibili a questo meccanismo per scegliere il leader del centrosinistra (nonché candidato premier della “coalizione” alle prossime elezioni politiche). Un’opzione proposta anche da Matteo Renzi a spoglio ancora in corso: «Spero che il centrosinistra rapidamente vada alle primarie perché da oggi è chiaramente nelle condizioni di vincere le politiche».

Boccia: «Benissimo se si faranno le primarie»

«Io sono disponibile ma non ho ancora interrogato né gli organi del Movimento né la mia base. Certamente il M5s deve avere un protagonista e certamente il M5s non parteciperebbe mai se fossero primarie con solo apparati di partito, devono essere aperte e dare uno sbocco a questa voglia di partecipazione dei cittadini», ha detto Conte. «Il campo progressista esiste già ed è stato costruito giorno dopo giorno in Parlamento, con una larghissima convergenza sui voti tra le forze di opposizione», gli ha fatto eco il presidente dei senatori dem Francesco Boccia, spiegando che per quanto riguarda la leadership «il Pd ha nel suo Dna le primarie, quindi benissimo se si sceglierà quella come strada per individuare chi guiderà la coalizione».

Avs frena e rilancia la legge sul salario minimo

Più cauto Nicola Fratoianni di Avs che, seppur considera legittimo il dibattito sulle primarie, non crede che «l’onda generazionale che ha travolto la controriforma Nordio abbia come prima esigenza quella di sapere come il centrosinistra sceglie il suo leader, ma piuttosto se siamo pronti a depositare domani una nuova legge sul salario minimo». «Direi che dobbiamo partire da qui», ha continuato, rilanciando una proposta per il salario minimo a 11 euro.